Consiglio
regionale Emilia-Romagna – Dibattito sul 2 giugno
Intervento di Leonardo Masella, capogruppo Prc
Come ricordare, senza retorica, alcune date storiche
di Leonardo Masella
Il modo più efficace per ricordare il valore di alcune date storiche non è
quello della celebrazione rituale, anzi questo è il modo migliore per
dimenticare, come si vede dal fatto che la maggioranza degli italiani non
conosce più neanche il significato di queste feste.
Invece di celebrare ritualmente e formalmente le date della nostra storia, come
il 25 aprile o il 2 giugno, bisognerebbe, soprattutto per i giovani, verificare
quanto di quei valori alla base del 25 aprile o del 2 giugno siano oggi
attuali, e quanto di quei valori siano stati cancellati nei fatti dalle politiche
restauratrici. Il 25 aprile e il 2 giugno festeggiamo la Liberazione
dell’Italia dal nazifascismo e la proclamazione della Repubblica, festeggiamo
in sostanza la Costituzione antifascista e repubblicana. Ma la Costituzione non
bisogna solo regalarla agli studenti, bisogna leggerla, conoscerla e chiedersi
se la stiamo applicando o la stiamo calpestando.
L’art. 1 sostiene: “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”.
Questo venne scritto perché i diritti dei lavoratori erano stati calpestati dal
regime fascista. Ma oggi è il lavoro a fondamento della Repubblica? O non è il
profitto, l’impresa, il mercato. Tutto viene fatto per non danneggiare il
profitto, il mercato. Anche durante le ultime elezioni la preoccupazione da
parte di entrambi gli schieramenti era solo di “non danneggiare i mercati”. La
legge 30 è stata fatta per calpestare i diritti del lavoro e per favorire i
privilegi dell’impresa. Per questo se si vuole festeggiare il 2 giugno bisogna
abrogare la legge 30, per restituire senso all’articolo 1 della Costituzione.
Altrimenti è una farsa, non è una festa!
Altro principio della Costituzione, totalmente calpestato è l’articolo 11 che
sostiene: “L’Italia ripudia la guerra”. Noi festeggiamo la nascita della
Repubblica che scrive l’articolo 11, con l’Italia che è di nuovo in guerra.
Siamo in guerra in Iraq e in Afghanistan, siamo in guerra ancora una volta,
ieri alleati delle belve nazifasciste, oggi alleati dei marines americani, che
radono al suolo una intera città come Falluja (col fosforo bianco), torturano
fino alla morte migliaia di innocenti nel campo di concentramento di Abu Graib,
e nel lager di Guantanamo, (hanno persino ripristinato i lager e i campi di
concentramento). Bisognerebbe visitare oltre che il lager di ieri di Auswichtz,
il lager di oggi di Guantanamo! Uccidono a sangue freddo migliaia di civili,
fra cui donne e bambini, innocenti. Oppure in Afghanistan dove uccidono
centinaia di civili come ieri a Kabul, provocando una giusta rivolta popolare.
La nostra Costituzione e la festa della Repubblica, ci impongono di uscire
dalla guerra ritirando immediatamente i militari italiani dall’Iraq e
dall’Afghanistan.