www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 27-10-06
Lo scippo del TFR
“Quanto sta avvenendo sul Tfr è inaccettabile per i lavoratori. Si sta andando a una riforma strutturale del suo utilizzo, senza che essi siano stati minimamente coinvolti. Il passaggio del Tfr per le aziende sopra i 50 dipendenti all’Inps, per finanziare la spesa pubblica, è un modo per far cassa da parte dello stato, con i soldi dei lavoratori, senza alcun compenso sul terreno delle pensioni. A sua volta la soglia di esenzione dei 50 dipendenti delle piccole imprese, che raccoglie le richieste della Confindustria, propone un assurdo sbarramento alla crescita della dimensione d’impresa e farà aumentare le assunzioni precarie. Tutta la materia poi viene sottoposta al meccanismo, ai limiti della costituzionalità, del silenzio-assenso per cui un lavoratore che non è messo in condizione di decidere decide lo stesso. Siamo di fronte alla vera e propria sottrazione di un diritto dei lavoratori a decidere sul proprio salario. Sono in totale disaccordo con la scelta di Cgil, Cisl, Uil, di non sottoporre a preventiva consultazione questa loro intesa, che sarebbe quasi sicuramente respinta da gran parte delle lavoratrici e dei lavoratori. E per questo ritengo indispensabile che si avvii una mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori per affermare il diritto a decidere con un referendum su questa intesa.”
Roma, 20 ottobre 2006