www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 16-11-06
Fonte: www.contropiano.org
I risultati elettorali in Molise. Quello strano pudore che evita la discussione sul crollo del PRC al primo test elettorale dell'esperienza nel governo
La lettera di un compagno del PRC e una scheda con i risultati delle elezioni regionali in Molise aprono la discussione su un tema che si fatica a trovare sulle pagine di Liberazione
Provo a dire come la penso.
Esiste, ed è giusto che esista, una enorme differenza di sostanza tra il partito e la sua rappresentazione elettorale.
Al partito sono demandate funzioni insostituibili e non delegabili: alcune di queste sono l'organizzazione della classe che rappresenta, o che intende rappresentare, e la crescita culturale della classe che rappresenta o che intende rappresentare. Questi due elementi concorrono alla prefigurazione di un altro mondo possibile (per stare alla moda) che non rimanga lo slogan di comodo. Significa cioè che la pratica dell'altermondialismo è sostanziale dell'azione che si sviluppa quotidianamente e in prospettiva. Se il partito non riesce a prefigurare un modello societario diverso dall'attuale, allora significa che la proposta non è sostenibile e l'adesione al progetto da parte di milioni di persone è concepito solo con l'opzione ideologica. Auguri a tutti quelli che pensano di poter convicere ideologicamente milioni di persone. Ma buon lavoro a tutti quelli che pensano ad un ruolo del partito che si radica nel territorio perchè pratica una proposta sotenibile e alternativa al modello corrente.
Magari un poco prefigurativa di un socialismo (rustico e naif) che fa i conti con la realtà e non con il mondo delle idee tout-court (appunto: l'opzione ideologica).
La rappresentazione elettorale ha tutt'altre dinamiche (siano esse elezioni locali o nazionali). Normalmente alle elezioni ci si candida a "governare", ma non si è obbligati a governare. Si può anche scegliere di stare all'opposizione di un governo. Tuttavia, quando si decide di governare si sa anche che si va a governare "la cosa di tutti" (Res Publica) e sta nella natura delle cose che in questa pratica non può valere l'imposizione del proprio punto di vista. E' una pratica che per forza di cose DEVE ricorrere alla mediazione, spostandola verso posizioni il più accettabile possibile. E mettiamo pure in conto che non sempre è possibile mediare: ma a quel punto, onestà vuole che si dichiari pubblicamente la situazione e si scelga la strada da seguire.
La mediazione raggiunta per poter governare in coalizione risiede nel programma sottoscritto.
Sta a noi dichiarare se quella mediazione viene rispettata oppure no dagli altri sottoscrittori.
In caso contrario, ci troveremmo in una situazione completamente diversa. Vi sembra che sia rispettato il programma dell'Unione? Consiglio di rileggerlo con attenzione.
Io credo che qui risiedono i motivi del crollo in Molise (non mi azzardo ancora a fare ulteriori previsioni): noi siamo i più penalizzati e pesantemente. E ciò proprio per il lavoro che stavamo portando avanti: siamo i più esposti alle cattive politiche di amministrazione (dove concorriamo) nel momento in cui "funzioniamo" da stampella a progetti/azioni non condivisi. La domanda è: ne vale la pena? E' coerente con le nostre idee e pratiche?
Per il momento mi fermo qui.
Ciao,
Pippo La Biunda
|
Partito
|
Reg. 2006
|
Camera 2006 2006
|
Senato 2006
|
Regionali 2001
|
|
PRC
|
Voti 4.442
2,225 %
|
Voti 10.013
4,791 %
|
Voti 10.051
5,4%
|
Voti 6640
3,5%
|
|
Verdi
|
Voti 3.722
1,864 %
|
VOTI 2.456
1,175 %
|
Lista unitaria
Verdi/Pdci
Voti 4.165
2,2%
|
Lista unitaria
Verdi/Pdci
VOTI 5313
2,8%
|
|
PdCI
|
VOTI 4.449
2,228 %
|
VOTI 3.919
1,875 %
|
|
|