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Dalla Conferenza Nazionale dei GC alle battaglie sociali
Francesco Maringiò
Giovani e Comunisti on line del 07/11/2006
La Conferenza Nazionale dei Giovani Comunisti, la cui fase conclusiva si è svolta a Roma dal 20 al 23 settembre scorso, ha praticamente sancito ciò che era stato già deciso nelle conferenze di circolo e di federazione. La discussione che ha animato la tre giorni è stata caratterizzata da momenti di intenso e serrato coinvolgimento, in cui le nostre posizioni sono state espresse da diversi compagni lì presenti e che si sono succeduti nei diversi interventi. Abbiamo parlato di lotta alla precarietà ed alla disoccupazione, di lavoro e nuovi diritti per i lavoratori, di opposizione alla guerra ed all’imperialismo e di ritiro dei militari da tutti i fronti internazionali, di migranti e nuovi sfruttati, di diritto allo studio e di cultura accessibile per tutti. Abbiamo detto che l’autonomia dei GC dal partito è indispensabile, anzi sacrosanta, soprattutto quando, come in questa fase, ci troviamo di fronte ad una finanziaria sempre più condizionata dai poteri forti e modificata giorno dopo giorno in senso liberista ed antipopolare.
Abbiamo provato a chiedere una gestione unitaria della nostra organizzazione, ma questo ci è stato impedito, a partire dai lavori nelle commissioni, dove non è stato possibile raggiungere intese soddisfacenti per tutte le aree. Ci sarebbe piaciuto che la discussione fosse stata orientata nella direzione non di una sintesi forzosa fra le diverse posizioni in campo, ma quantomeno verso un reale rispetto delle regole della democrazia interna, per garantire in parte le istanze di ciascuno.
Chi ha vinto ha preferito cristallizzare le posizioni, difendendo i propri fortini e roccaforti, autocelebrando le proprie conquiste.
Avremmo potuto fare così anche noi, del resto i risultati conseguiti sono davvero molto soddisfacenti: con i nostri 982 voti, conquistati attraverso un difficile lavoro di radicamento politico, ci siamo attestati sul 16,59% (al primo documento sono andati 3720 voti – 62,84%, al terzo 623 voti – 10,52%, al quarto 414 voti – 6,99%, al quinto 181 voti – 3.06%). Siamo la seconda forza in seno alla nostra organizzazione e siamo la prima forza fra le minoranze. Eccellenti ed importantissimi risultati il nostro documento li ha ottenuti in Campania, in Emilia Romagna, in Veneto, in Sardegna, nelle Marche, in Sicilia, in Molise ed in tante altre realtà: ora siamo presenti in tutte le regioni e le federazioni d’Italia. Significativi i risultati conseguiti in regioni come la Puglia e l’Abruzzo: grazie ad un lavoro certosino abbiamo conquistato notevoli consensi in territori dove eravamo praticamente inesistenti. Non c’è stata una conferenza di circolo o di federazione in cui il nostro documento non sia stato presentato. Questo è stato un altro grande risultato ottenuto ed è doveroso ringraziare tutte le compagne ed i compagni che si sono impegnati in questo generoso sforzo.
Potevamo arroccarci nei nostri fortini, quindi, ma abbiamo preferito lanciare un messaggio chiaro: non saremo una “minoranza” che cura il proprio orticello e critica quanto fatto dalla “maggioranza”, chiediamo invece di essere coinvolti nel lavoro lungo e difficile della costruzione di una moderna organizzazione giovanile comunista in Italia. Non ci può essere alcuna “maggioranza” o “minoranza” autosufficiente rispetto a questo progetto!
Questo messaggio è purtroppo caduto nel vuoto: la Conferenza Nazionale non ha fatto altro che ratificare decisioni tutte interne alle logiche territoriali della maggioranza e non si è avviato un percorso di lavoro comune. Al punto tale che, nel momento in cui vi scriviamo, non è stata ancora fissata alcuna riunione di Coordinamento Nazionale dei GC, pur in presenza di appuntamenti importantissimi come la Manifestazione Nazionale “Stop Precarietà Ora!” e di una fase sociale e politica molto instabile a causa delle spinte neocentriste da un lato e, dall’altro lato, di una finanziaria che va in direzione diametralmente opposta alle attese di cambiamento del popolo della sinistra.
Ora ci attendono altre difficili ed importanti sfide, a cominciare dal rilancio della nostra rifondazione comunista contro tutte le ipotesi di superamento della identità anticapitalista: la proposta della Sinistra Europea non ci convince affatto e temiamo che si stia attuando l’ennesima arrogante svolta ai danni della nostra storia e delle ragioni sociali, le quali stanno alla base del nostro essere comunisti. Vogliamo essere partecipi e protagonisti di una discussione che qualcuno non vuole far vivere al partito, ai sui militanti. Non permetteremo che si decida sopra le nostre teste.
Per ora ribadiamo che l’unica sinistra che siamo disposti a costruire insieme ad altri soggetti è quella che parla di battaglie comuni: cerchiamo di chiedere con la voce più unitaria possibile che vengano definitivamente abrogate la legge 30, la Bossi – Fini e la riforma Moratti.
Negli ultimi giorni ci è arrivata la notizia della messa fuori legge dell’Unione della Gioventù Comunista della Repubblica Ceca (KSM).
Su questo giornalino ci siamo occupati più volte di questa faccenda, sostenendo il Comitato Italiano di Solidarietà con il KSM di cui siamo, tra gli altri, i promotori.
Avremmo preferito che di questa battaglia per la democrazia e di solidarietà coi compagni Cechi, se ne facessero carico tutti i GC.
Registriamo, ancora una volta, un silenzio imbarazzante.
Per questo vi invitiamo a produrre iniziative ed esprimere solidarietà al KSM inviando una mail al comitato: campagnaproksm@libero.it
Infine: vediamoci tutti a Roma il 4 novembre e ripartiamo da lì con chi ci troviamo al nostro fianco, sperando che saremo in tanti ad urlare a questo governo (che come ha sancito la conferenza nazionale dei GC non sarà mai “amico”) che non accetteremo nuovi finanziamenti per le spese militari e le guerre, tagli sociali alla sanità, all’università ed alla ricerca, che non venga penalizzato ulteriormente il mondo del lavoro e che si cominci seriamente a combattere la precarietà!
Un caloroso in bocca al lupo a tutte e a tutti.
Francesco Maringiò
Coordinatore Nazionale “Giovani E Comunisti”