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Da: www.contropiano.org
Ansa e Pagine di Difesa
 
La Brigata Friuli da gennaio sarà operativa per la Forza di Reazione Rapida NATO. Lo scenario? Il Libano
  
9 dicembre 2006

A vederli in azione sono così come li descrive il loro comandante: ''Efficienti, efficaci, autosufficienti, rapidi''. Sono i 3.500 fanti dell'aria della brigata Friuli che l'Italia metterà a disposizione della Nato a partire da gennaio: in caso di intervento dell'Alleanza Atlantica in ogni angolo del mondo, saranno loro la forza di reazione rapida fornita da nostro Paese, la testa di ponte e il fiore all'occhiello. Per prepararsi al compito che li attende, gli uomini della brigata si sono addestrati per sei mesi e oggi hanno terminato, nel poligono di Monte Romano, a Viterbo, la preparazione.

Da gennaio saranno a disposizione della Nato: sei mesi di ulteriore addestramento congiunto con gli altri Paesi e sei mesi in stand-by, pronti a partire se la politica lo richiederà. Un tempo particolarmente lungo, visto che la maggior parte dei militari che farà parte della forza di reazione rapida ha già esperienza di missioni internazionali come l'Iraq e l'Afghanistan. Lo stesso comandante delle forze terrestri dell'Esercito, generale Bruno Iob, lo ha sottolineato, ipotizzando un diverso futuro.
 
''Penso - ha spiegato - che si potrà ridurre la fase di preparazione di almeno sei mesi. Ho parlato di questo anche con i francesi e loro si sono detti d'accordo''. Non è una scelta di poco conto, visto che la preparazione di fatto riduce gli uomini a disposizione per le missioni internazionali. A Viterbo si sono esercitati 900 uomini (i soli posti di comando della brigata e 250 operativi) simulando uno scenario non troppo lontano da realtà già viste: un gruppo terroristico che da un Paese, molto simile al Libano, ne attacca un altro, molto simile a Israele. Il compito degli italiani, una volta deciso l'intervento Nato, è quello di recuperare del materiale radioattivo a disposizione dei terroristi.
 
Noble strike 06 si chiama l'esercitazione e a seguirla è arrivato, oltre al generale Iob, anche il comandante delle Forze di reazione rapida della Nato in Italia, generale Mauro Del Vecchio. ''E' un momento molto importante - dice il comandante della brigata, generale Giangiacomo Calligaris - perché ci consente di essere assegnati alla Nato per tutte le emergenze che potrebbero presentarsi nel 2007''. Chiari i compiti che la Friuli dovrà svolgere se chiamata a entrare in azione: controterrorismo, assistenza umanitaria, operazioni di embargo, evacuazione di civili. Così come chiaro è il significato dell'esercitazione. ''Rodare il comando e le procedure operative - sottolinea Calligaris - essere autosufficienti, schierarsi in brevissimo tempo, avere a disposizione una forza efficace ed efficiente''.