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Da: www.bloggers.it/ottobre/
Un contributo alla discussione nel PRC
Si ad una vera conferenza di organizzazione, espressione diretta dei militanti
No alle ipoteche imposte dalle ottiche dominanti nell’attuale direzione politica
30 dicembre 2006
Carattere e modalità della prossima Conferenza di Organizzazione del PRC sono stati forzati per adattare il partito agli orientamenti dell’attuale maggioranza.
Il tutto funzionale alla stessa logica che ha portato alla “blindatura” dell’ultimo congresso, oggi aggravata da un meccanismo che ha finito per sottoporre alla votazione degli iscritti il solo documento di una maggioranza che non ha avuto mai scrupolo a far pesare in senso maggioritario i suoi numeri; numeri che rendono pur anche l’emendabilità subordinata alla compatibilità.
Il confronto interno tra le anime del pluralismo statutario del PRC è mutilato in partenza di qualsiasi disomogeneità con l’impianto di fondo dell’attuale direzione politica, sempre più esplicitamente orientato a diluire, di tappa in tappa, per l’immediato nella sinistra europea, i caratteri fondanti del partito e la sua motivazione alternativa.
Una Conferenza di Organizzazione, invece, per la sua funzione precipua –conveniamo con gli altri compagni che l’hanno sostenuto, con documenti e non- diversamente da un confronto congressuale e a partire dai documenti in ingresso, si sarebbe dovuta caratterizzare come approdo preventivo ad un testo concordato perché fatto proprio di tutto il partito, della sua vitalità, del suo radicamento, della sua credibilità e della sua continuità; un luogo aperto di discussione, sganciato dalle rigidezze di posizionamento, disponibile ed agibile per un confronto vero, orientato in primo luogo a porre a verifica oggettiva le conseguenze della linea del partito, il suo stato reale e il bilancio della sua proiezione sociale ed istituzionale.
Stando così le cose, come area “Ottobre” abbiamo pregiudizialmente rinunciato a presentare un nostro documento alternativo.
Cogliamo -pur divergendo, in quanto si colloca, anche involontariamente, sul piano imposto dall’ottica della maggioranza- le ragioni che hanno portato altri compagni a presentare un proprio documento, magari avendo individuato in questa opportunità l’esigenza di segnalare la propria presenza in un contesto sempre più difficile e proibitivo nel partito.
Ci rendiamo conto, pur tra non poche perplessità, anche del contesto che ha portato altri compagni a scegliere la via emendativa, ma, oltre le motivazioni, non possiamo fare a meno di notare che, nei fatti, essa si fa copertura dell’ottica maggioritaristica dell’attuale gruppo dirigente.
Per marcare il dissenso aperto rispetto all’impostazione della Conferenza di Organizzazione il compagno Pasquale D’Angelo -anche a nome degli altri compagni dell’area “Ottobre” - nell’ultimo CPN ha manifestato con una dichiarazione di voto l’orientamento dell’area; un orientamento articolato, successivamente, anche in sintonia con altri compagni, in manifestazione di astensione rispetto alla complessiva votazione sui documenti.
Tutto ciò per un rifiuto esplicito dell’impostazione e dei contenuti del documento di maggioranza e per valorizzare una vera Conferenza di Organizzazione, come voce del corpo reale del partito.
È impegno di presenza operante per far emergere dal basso, nei territori, l’enuclearsi di contributi che segnalino l’esigenza profonda della militanza che intende continuare, correggendo gli errori di fase, a ricercare e praticare le strade per tradurre in linea politica e indirizzo strategico la motivazione fondante del PRC, lungo un coerente processo della rifondazione comunista, per la riaffermazione dell’identità alternativa del partito, finalizzata all’alternativa di sistema.
Per questo, con la nostra dichiarazione di voto, abbiamo voluto, ancora una volta, ribadire l’esigenza di costruire, dal basso, le condizioni per una “nuova direzione politica” che, superando le ipoteche imposte dalle ottiche oggi prevalenti nei vertici del partito, si impegni, nella fase, a rilanciare la vita interna del partito e caratterizzare, fra l’altro, la sua proiezione lungo taluni obiettivi qualificanti:
sul piano nazionale
· riconquistare la piena autonomia d’azione con lo sganciamento dall’organicità con il governo Prodi, attraverso una lettura da sinistra del programma dell’Unione;
· impegnarsi a fondo per la enucleazione di tutte le forze che non solo si contrappongono alla destra, ma che rifiutino anche le derive centriste, comunque camuffate, al fine di determinare uno schieramento plurale impegnato a conquistare una posizione determinante nel governo del paese e a riportare, nella soluzione dei problemi della vita nazionale, la centralità degli interessi e delle spinte di cambiamento che vengono dai ceti non parassitari, nonché ad una presenza autonoma nelle problematiche internazionali che rifiuti la guerra e sia garanzia e sostegno ai diritti di indipendenza e autodeterminazione dei popoli, in un clima multilaterale;
· operare per rendere organico, in tutte le istanze amministrative territoriali di presenza del partito, la partecipazione popolare come elemento strutturale dell’impianto amministrativo, non di semplice valore consultivo, ma verso un sempre maggiore carattere di potere determinante, e ciò anche per togliere spazio al clientelismo e al populismo;
sul piano internazionale
· operare per iniziative tendenti alla ricostruzione di una internazionale delle identità comuniste conseguenti esistenti nel mondo, come strumento di coordinamento e di mutualità, su base pluralistica e antiverticistica, per poter far fronte efficacemente allo schieramento mondiale del capitalismo globalizzato.
30 dicembre 2006
I compagni dell’area “Ottobre”
Pasquale D’Angelo
Matteo Malerba
Antonello Manocchio
Claudia Rancati
Marco Trapassi