www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 27-01-07
da: www.radiocittaperta.it
La memoria “orba” delle classi dirigenti italiane
Radio Città Aperta
Di nuovo la retorica impazza. Si avvicina il “Giorno della memoria” e ministri, giornalisti, politici si affollano in iniziative di circostanza che ricordano l’immane massacro avvenuto durante la seconda guerra mondiale. L’iniziativa dovrebbe servire, negli intenti dei promotori, a rammentare alle giovani generazioni lo sterminio di milioni di vite in nome di un’assurda teoria razzista perseguita dai dirigenti nazisti. Chi non ha memoria non ha futuro, si ama recitare. Ricordare per non ripetere. Sacrosante verità. Peccato che siano proprio i promotori di questa giornata a rimuovere e manipolare la storia.
Ha ragione Moni Ovadia quando afferma: “E’ urgente vivificare il senso ultimo della Shoà nella battaglia contro ogni forma di razzismo, di sopraffazione, di offesa alla dignità e al diritto degli uomini. Solo il legame con le grandi battaglie per l’uguaglianza, la pace, la giustizia sociale (...) tiene viva quella memoria e la rilancia eticamente contro l’inaridimento celebrativo e l’isterilirsi nelle forme museali che ne fanno una comoda copertura delle false coscienze.”
Si utilizza invece un pezzo di storia per offuscarne altri: così il massacro di un milione e mezzo di armeni da parte del regime occidentale turco scompare dalle ricorrenze, così come lo sterminio degli omosessuali, dei rom, dei portatori di handicap, dei malati di mente, degli antifascisti. Per non parlare del massacro di milioni di indigeni dell’America del Nord e del Sud, o degli abitanti originari dell’Australia. Fino ad arrivare alla negazione bipartizan delle responsabilità europee e italiane nella colonizzazione del continente africano.
Se da una parte il governo italiano vara una legge che punisce con il carcere chi propaganda idee razziste e discriminatorie, dall’altra il presidente della repubblica Giorgio Napolitano prende la palla al balzo e durante un discorso giustifica, in nome della memoria dei massacri di ieri, altri massacri. Nella fattispecie quelli perpetrati dallo Stato di Israele ai danni dei palestinesi e dei libanesi, solo per rimanere all’attualità.
Napolitano compie questa operazione indirizzando i suoi strali contro chi si oppone alla politica militarista e criminale di Israele, in nome del fatto che l’antisionismo sarebbe, a dir suo, una forma mascherata di antisemitismo. Quindi per il presidente della repubblica chi denuncia l’ideologia razzista di Israele, le sue continue aggressioni militari contro i popoli del Medioriente, la costruzione del muro dell’apartheid, la scientifica politica di colonizzazione e pulizia etnica all’interno dei territori palestinesi occupati, sarebbe da equiparare a chi nega la Shoà. Un ennesimo regalo ad Israele da parte di uno degli esponenti di spicco di quella sinistra italiana che negli ultimi anni è diventata il migliore alleato dei dirigenti di Tel Aviv. Una dichiarazione, quella di Napolitano, che assomiglia tanto, troppo, a quella proferita qualche giorno prima da Josè Maria Aznar. Il leader del partito popolare spagnolo, erede orgoglioso della dittatura di Franco, ci ha tenuto a ricordare che ''Per l'Europa è molto importante difendere Israele. Perchè, pur trovandosi in Medio Oriente, e' una nazione pienamente occidentale e la sua sparizione significherebbe la perdita della nostra posizione in quell'area del mondo''.
Che la destra erede delle feroci dittature che furono complici dello sterminio degli ebrei e di tante altre categorie di esseri umani utilizzi strumentalmente la Shoà per appoggiare nuove politiche di genocidio contro altri “popoli di troppo” è lo schiaffo più grande alla Memoria. Così come l’atteggiamento subalterno della sinistra italiana è uno schiaffo in faccia al sacrificio compiuto da milioni di uomini e di donne che misero in gioco la propria vita nella Resistenza contro il fascismo e contro il nazismo.
Una nuova legge, quella varata dal ministro Mastella, punirà il negazionismo di chi cerca di cancellare lo sterminio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale. Non ci aspettiamo, data l’attuale composizione della classe dirigente italiana, una legge contro chi si rende complice delle politiche criminali di Israele e degli Stati Uniti. Ma chiedere un sussulto di dignità ai settori più coerenti della sinistra italiana, a partire da una denuncia delle assurde posizioni espresse da Napolitano, è chiedere troppo? Sarebbe assurdo che la condanna del negazionismo sul passato si accompagni al sostegno del negazionismo sull’oggi.