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Da: www.ilmanifesto.it
www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/15-Febbraio-2007/art45.html
«Il conflitto? L'opposto del terrore»
Il segretario della Fiom Gianni Rinaldini non minimizza e riflette sulla forte presenza operaia tra gli arrestati. Per battere il terrorismo, dice, è necessario difendere ed estendere gli spazi di democrazia
Loris Campetti
15-Febbraio-2007
«E' stata un'assemblea vera, con i compagni sconvolti per quel che è avvenuto. Un delegato è scoppiato a piangere durante l'intervento e qualche altro dei 150 delegati presenti piangeva con lui: "Non mi sarei mai aspettato che il mio compagno di lavoro potesse essere implicato in storie di terrorismo", diceva. Amarezza, dunque, ma anche rabbia per il tentativo di buttare discredito sulla Fiom, e sui cento e più anni di storia della nostra organizzazione che si è sempre caratterizzata per le sue battaglie democratiche e di massa e per l'impegno contro il terrorismo». Nell'inedita veste di cronista Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, ci racconta il clima all'attivo dei delegati che si è svolto ieri a Padova, «un'assemblea che nulla aveva di rituale. Per questo dico che è stata un'assemblea vera».
Mentre nella Scuola edile di Camin si svolgeva l'incontro tra la segreteria nazionale della Fiom e i delegati padovani, fuori altri distribuivano volantini di solidarietà con gli arrestati. E alla Zf, una fabbrica metalmeccanica con 400 dipendenti in cui lavorava Scantamburlo, uno dei lavoratori Fiom finito in manette, si scrutinavano le schede per il rinnovo delle Rappresentanze sindacali: la Fiom ha riconquistato la maggioranza attestandosi al 46%. Tra gli eletti non c'è Scantamburlo. In fretta e furia, lunedì mattina erano state ristampate le schede elettorali togliendo il nome del candidato sospeso dalla Fiom. Nel corso dell'assemblea di ieri, Rinaldini ha lanciato la proposta a Cgil, Cisl e Uil di indire uno sciopero generale contro il terrorismo.
Rinaldini, che giudizio dai sull'inchiesta della magistratura milanese?
Ho un grande rispetto per il lavoro che stanno svolgendo quei magistrati e sono convinto della loro autonomia, come lo ero quando venivano accusati di essere comunisti perché si occupavano dei presunti illeciti di Berlusconi. Noi abbiamo immediatamente sospeso cautelativamente gli iscritti alla Fiom arrestati. L'espulsione arriverebbe automaticamente solo nel caso in cui i fatti loro contestati venissero accertati.
Qualcuno ha espresso dubbi sulla «tempestività» dell'operazione, cinque giorni prima della manifestazione di Vicenza...
Sciocchezze, il gioco dei teoremi non mi ha mai interessato. Così come non mi convince chi dice che in quest'inchiesta non ci sono fatti concreti imputati agli arrestati. Quel che aspetto di sapere è il risultato di un'inchiesta che è ancora in corso, e non mi sento di escludere che possa riservare alla Cgil e alla Fiom altre sorprese.
Veniamo al merito: la maggioranza degli arrestati è fatta di lavoratori, molti iscritti alla Cgil e in particolare alla Fiom. Come leggi questo fatto?
E' un fatto, sono lavoratori. Come è un fatto che oltre ai reduci tra gli arrestati ci sono giovani. Giovani lavoratori. Mi viene naturale pensare che questo fatto potrebbe essere letto come una delle manifestazioni del disagio giovanile operaio, che nulla ha a che vedere con le storie e i percorsi delle vecchie Br e si può esprimere in forme diverse. Mi sembra di capire che si tratti di «isole», prive del consenso conosciuto purtroppo in passato. Dovremo rifletterci seriamente.
Da un lato c'è l'inchiesta, dall'altra l'uso politico e giornalistico che ne viene fatto. Contro la Cgil, contro la Fiom, contro i centri sociali, contro ogni forma di opposizione sociale.
Le intollerabili similitudini che ho sentito tra il terrorismo e le lotte in Val di Susa contro la Tav, a Vicenza contro la base americana, o dei lavoratori metalmeccanici sono un regalo al terrorismo, il trionfo di una logica perversa. Noi della Fiom abbiamo una storia cristallina di lotta al terrorismo, il nostro sindacato ha come pilastri la democrazia, la partecipazione attiva dei lavoratori, l'autonomia. Non sono disposto a tollerare accostamenti con progetti che sono antitetici alla nostra cultura e al nostro agire. Per essere chiaro, io rivendico il mio diritto a discutere e anche a litigare con con Pietro Ichino con cui ho molti punti di disaccordo. Guai a lasciar passare l'idea che così facendo io fornirei un sostegno oggettivo al terrorismo. Mettere a tacere la critica e il dissenso fa il gioco del terrorismo che mette a repentaglio la democrazia e i diritti sociali. L'azione terrorista rischia di provocare chiusure degli spazi democratici e di mettere a tacere la dialettica sociale e politica. Per combattere la prima dobbiamo difendere la democrazia, allargarla, e garantire la dialettica e il conflitto alla luce del sole.
Il prefetto di Vicenza ha ordinato la chiusura delle scuole per sabato, motivi di ordine pubblico. Non è un bel segnale.
Certo che no. La Fiom, al contrario, ha deciso di raddoppiare il proprio impegno per la riuscita della manifestazione di Vicenza. Non siamo disposti a lasciarci chiudere spazi di agibilità e di conflitto democratico. E non dico nonostante, ma proprio perché siamo da sempre impegnati nella lotta contro il terrorismo.
C'è una discussione aperta da tempo tra la Fiom e la sua confederazione. Pensi che i fatti di questi giorni possano avere effetti nella dialettica interna alla Cgil?
Spero di no. Credo di no, perché la Cgil ha attraversato gli anni Settanta e Ottanta lottando in prima fila contro il terrorismo, sempre difendendo con convinzione gli spazi sociali, la dialettica, il diritto al dissenso.