www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 20-04-07

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
 
alla redazione di “resistenze”
 
“Scudo spaziale”, “Dardo”, “Mangusta”: governo Prodi e pericoli di guerra
 
di Fosco Giannini
 
Senatore PRC; capogruppo Commissione Difesa al Senato
 
In queste ultime settimane il governo Prodi da l’impressione, per ciò che riguarda la politica internazionale, di agire come un ladro nella notte: furtivamente, in silenzio, in segreto. Rendendo oscuri – ai più - i progetti che si delineano su scala mondiale. Due fatti sono accaduti che ci inducono a parlare di “oscurità” per ciò che riguarda il dispiegarsi della politica internazionale: primo, il fatto che il governo abbia, in prima battuta, firmato negli Usa – per mano del sottosegretario alla Difesa Forcieri e senza che il Parlamento sapesse nulla – l’accordo sullo “scudo spaziale” che gli americani vogliono installare in Europa - ; secondo, il fatto che la decisione dell’invio in Afghanistan degli elicotteri di guerra “Mangusta” e dei carri armati – sempre di guerra!-
 
“ Dardo”, stava anch’essa passando “felpatamente”, senza discussione alcuna né nelle Commissioni Difesa al Senato e alla Camera, né nelle due aule parlamentari.
 
Per ciò che riguarda la firma sull’accordo con gli Usa dello “scudo spaziale” europeo siamo tutti arrivati a scoprirlo troppo tardi e la denuncia che comunque abbiamo lanciato è servita solo a far dire al governo la verità: e cioè che, sì, l’accordo era stato segretamente stipulato.
 
Per ciò che riguarda invece la decisione dell’invio dei “ Mangusta” e dei “Dardo” in Afghanistan siamo arrivati in tempo, nel senso che proprio chi scrive ha, alcuni giorni fa, presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro Parisi e proprio oggi ( martedì 17 aprile n.d.r.) in Commissione Difesa al Senato ha chiesto e ottenuto, per i prossimi giorni, un dibattito – su tale questione- che altrimenti non vi sarebbe stato.
 
Perché è stato grave il silenzio sull’accordo con gli Usa relativamente allo “scudo spaziale” europeo e perché sarebbe stato grave il silenzio sull’invio del “ Mangusta” e dei “Dardo” in Afghanistan ?
 
Per ciò che riguarda lo “ scudo spaziale”: tale “scudo” ( che ricorda quello più famoso che voleva diversi anni fa Reagan negli Usa ) l’estrema pericolosità sta nel fatto che esso, erigendosi come una barriera militare insormontabile per la Russia, la Cina, l’India e i paesi arabi, diverrebbe in verità una formidabile postazione militarmente egemonica degli Usa e dell’Unione europea contro l’Asia e il Medio Oriente, aree che si vedrebbero, dunque, costrette ad aumentare gli sforzi bellici al fine di riequilibrare i rapporti di forza con l’ “Occidente” capitalistico. Tutto ciò, naturalmente, spingerebbe ad un riarmo generale, specie di tipo nucleare, e acutizzerebbe lo scontro tra le due aree del mondo, trasformando la loro già dura competizione economica in un non inverosimile scontro militare. E’ per questo motivo che, alcune settimane fa, Putin rispose duramente e minacciosamente a Bush e all’Unione europea rispetto al progetto di “scudo stellare” europeo. In questo difficile contesto, grave è stato il silenzio con il quale è passato l’accordo tra governo Prodi e Bush sulla costruzione dello “scudo”.
 
Altrettanto problematica appare la decisione del governo Prodi di inviare ad Herat gli elicotteri e i carri armati di guerra, e grave è stata l’intenzione che ciò avvenisse senza dibattito parlamentare.
 
 Sappiamo che da tempo la Nato e gli Usa spingono sul governo italiano perché la nostra missione ( che almeno formalmente sarebbe di pace e di aiuto civile) si trasformi in pieno in missione di guerra ; che spingono per avere in Afghanistan più armi e più uomini e per ottenere sia il cambiamento delle regole d’ingaggio ( e cioè il fatto che i soldati italiani possano avanzare sino al fronte di guerra) e il cambiamento dei cosiddetti “caveat” ( e cioè il fatto che le truppe italiane possano uscire da Herat e Kabul e andare a combattere nell’inferno del sud Afghanistan).
 
Perché è problematico l’invio dei “ Mangusta” e dei “Dardo” ? Perché essi sono strumenti di puro attacco militare, essendo, i “Mangusta” ( che ricordano di molto gli “Apache” con i quali i marines attaccavano i vietnamiti) dotati di formidabili cannoni anticarro, e i “Dardo” puri carri armati di attacco militare. E’ chiaro che, nella stessa dotazione di armi di attacco , si nasconde il pericolo della trasformazione della “missione di pace” in missione di guerra, così come richiesto reiteratamente all’Italia dalla Nato, nei recenti summit di Riga e di Siviglia.
 
 Sarà nostro compito, nei prossimi giorni, ottenere non solo il dibattito parlamentare sull’invio in Afghanistan dei nuovi mezzi militari ( e di nuovi soldati in aggiunta ai già presenti ), ma di chiedere al Capo di Stato Maggiore dell’esercito italiano tutte le notizie possibili sui “Mangusta” e sui “Dardo”, per capire se con tali nuovi armamenti si trasforma la natura della missione in Afghanistan, così come sarà nostro compito chiedere ai costituzionalisti se il nuovo invio di armi viola l’articolo 11 della Costituzione italiana, che ripudia la guerra.
 
Certo, è questo il nostro compito: un compito che potrebbe essere facilitato dall’entrata in campo, nelle piazze, del movimento per la pace.