www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 24-04-07

Comitato Politico Nazionale del Prc del 21 e 22 aprile 2007.

 

Intervento di Leonardo Masella.

 

L’irrigidimento correntizio di cui ha parlato il compagno De Cesaris nella relazione introduttiva non piace neanche a me, ma si supera non con prediche moralistiche o con appelli burocratici ma se si apre finalmente una discussione politica trasversale e veramente democratica su tutti i principali problemi che abbiamo di fronte.

Abbiamo bisogno di un confronto libero fra di noi su alcune questioni principali.

 
Il rapporto col governo.
 

Nei giorni che precedettero la crisi di governo, Diliberto (ed anche noi eravamo su quella linea) disse che i lavoratori avrebbero inseguito col forcone chi avesse fatto cadere il governo. Qui c’è un’affermazione dovuta ad un’analisi totalmente sbagliata. Purtroppo non è così. Magari! Magari i lavoratori fossero disponibili a prendere i forconi per difendere il “loro” governo! Il problema è che questo non è il “loro” governo. Il recente sondaggio pubblicato da Repubblica, che è un giornale insospettabile di antipatie per il governo, dice che solo meno del 20% degli italiani pensa che il governo abbia mantenuto le promesse elettorali e da qui deriva una disillusione gravissima, un crollo di fiducia ed una crescita esponenziale della cosiddetta antipolitica.

 

L’antipolitica certo che è di destra. E’ il terreno di coltura persino della destra estrema, fascista, leghista, populista, xenofoba, razzista, maschilista, omofoba. Ma è questa politica che genera ed alimenta l’antipolitica ! E’ questa politica che allontana le masse dalla politica. La cosa che più allontana dalla politica è l’incoerenza fra ciò che si dice e ciò che si fa, fra le promesse quando si chiedono i voti e il tradimento di quelle promesse quando si governa. Proprio ciò che sta facendo il governo Prodi. Quando si è all’opposizione si dicono delle cose, quando si va al governo si fa il contrario. E’ devastante ! Come si vede dal sondaggio di Repubblica, e ce ne accorgeremo meglio nelle elezioni amministrative, che rischiano di essere una ecatombe per l’Unione.

 

Il problema che abbiamo, pertanto, non è solo di salvare la pelle in questa catastrofe del primo anno di questo governo (e a questo scopo bene stiamo facendo a caratterizzarci sul risarcimento sociale a un mese dalle elezioni amministrative), ma il problema è che non riusciamo a determinare un cambiamento nella politica economico-sociale del governo per ridurre il malessere sociale e il disincanto!

 

Sento Mussi che dice: il Partito democratico è la fine della sinistra. Ma quello è solo l’involucro. E’ la politica del governo Prodi, di cui il Partito democratico è contemporaneamente fulcro e conseguenza (tant’è vero che D’Alema propone Prodi come il leader del Partito democratico), che cancella la sinistra. Vi dico ciò che penso con grande sincerità. Oggi non è possibile perché si aprirebbe la strada ad un ritorno immediato di Berlusconi, ma noi dobbiamo sfilarci prima possibile da questo governo. Altro che 5 anni ! Ne usciamo distrutti in cinque anni, e con noi tutta la sinistra.

 

Così sulla politica estera. Capisco e condivido i tentativi di mediazione come la proposta di conferenza di pace, ma il nostro obbiettivo deve rimanere il ritiro dei militari italiani dall’Afghanistan, senza collegare la richiesta del ritiro alla conferenza di pace, conferenza peraltro che è un obbiettivo irrealistico, come si vede dal fatto che ormai nessuno più ne parla. Se quella è una guerra, e noi tutti diciamo che è una guerra (non mi sembra che vi siano in proposito divergenze di giudizio su ciò), allora il governo Prodi di cui noi facciamo parte sta violando la Costituzione. Allora, almeno noi, pur non uscendo dal governo, dobbiamo continuare a chiedere il rispetto della Costituzione, chiedendo il ritiro dei militari italiani.

 

La riorganizzazione della sinistra.

 

I processi in corso di riorganizzazione della sinistra non possono prescindere dal rapporto con la società e quindi col governo. Oggi sono invece totalmente slegati, alimentando così la crisi della politica, il distacco fra politica e società, fra la politica che fa i convegni, le costituenti, sempre più distanti dalla società che invece soffre.

 

Tutti fanno le costituenti, propongono cantieri. Prodi, Fassino e Rutelli fanno la costituente democratica. Boselli, Mussi e Salvi rilanciano il socialismo europeo, anche con la ripresa dell’orgoglio socialista di Craxi e De Michelis. Non capisco perché solo noi abbiamo così tanto timore nel rivendicare il nostro essere comunisti, noi che pure dovremmo aver rinnovato (no ?) la nostra identità comunista.

 

Il segretario Giordano ha commentato il congresso dello Sdi dicendo: “E’ importante che ci sia in Italia una forza socialista”. Questa frase è giusta se è accompagnata da un’altra che Giordano non ha detto: “Ed è importante che ci sia in Italia anche una forza comunista, e che fra nuovi socialisti e nuovi comunisti e tutte le altre forze politiche e sociali della sinistra si creino le condizioni per un dialogo ed una collaborazione unitaria sui contenuti”.

 

Per questo condivido la costruzione di un luogo ampio di collaborazione delle sinistre, dove ci siano tutti e tutti mantengano la propria piena sovranità e autonomia. Non mi convince, invece, dare vita alla costituente del nuovo soggetto politico della sinistra europea come si propone di fare a giugno.

 

Su ciò faccio due domande. Primo: chi ha deciso le modalità di partecipazione del Prc a questo nuovo soggetto politico ? Perché non ne abbiamo discusso alla conferenza di organizzazione come era previsto ? Secondo, chiedo: se io voglio stare nel Prc ma non voglio entrare in questo nuovo soggetto politico, posso farlo senza essere nè espulso né discriminato ? Faccio la domanda con grande sincerità e chiedo davvero una risposta, perché io non vorrei entrare in questo nuovo soggetto che si intende costituire a giugno (e come me, credo, la maggioranza degli iscritti) ma voglio rimanere nel Prc. E’ possibile o sono previsti anche per questo provvedimenti disciplinari ? Chiedo una risposta.