www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 22-05-07

Comunicato Stampa Ass. Argentina Vientos del Sur
 
Gorizia:
 
Contestazione al generale francese Paul Aussaresses nel ambito di “èStoria” III Festival Internazionale della Storia. Il generale partecipò all’omicidio sotto tortura di algerini durante la Battaglia di Algeri e addestrò militari argentini dell’ultima dittatura. Il signor Ossola dell’organizzazione di questo evento internazionale Goriziano dichiarò su Il Piccolo: “Da parte dei contestatori posizioni patetiche”
 
Generale torturatore francese da una conferenza e presenta il suo libro a Gorizia
 
Domenica 20 maggio abbiamo contestato e distribuito volantini insieme con altre associazioni e personalità della regione, per denunciare il generale torturatore Paul Aussaresses venuto a Gorizia invitato dall’organizzazione di “èStoria” per presentare il suo libro La battaglia d’Algeri dei Servizi speciali francesi, edito dalla Libreria Editrice Goriziana. Nonostante il militare in congedo sia stato condannato in Francia per apologia della tortura.
 
Lungo il curriculum di quest’assassino, come membro dei corpi speciali francesi in Algeria, sviluppò e applicò il metodo del sequestro, tortura sistematica e sparizione del corpo, metodo da noi latinoamericani conosciuto come “Desaparicion”, addestrò militari argentini dell’ultima dittatura e partecipò alla famigerata scuola militare degli Stati Uniti chiamata “Scuola delle Americhe”, da dove uscirono gran parte dei dittatori del nostro continente e dove impararono questo metodo di sterminio. Gli insegnamenti del generale francese (e di quelli USA) costarono la vita, soltanto in Argentina, a 30.000 persone “Desaparecidas” e provocarono l’esilio di 1.500.000 di argentini. Ancora oggi le forze di polizia del nostro paese sono addestrate con questi metodi, lo dimostra il sequestro e sparizione di Julio Lopez, testimone nel processo contro il commissario Etchecolatz, inoltre secondo le denuncie di CORREPI, nuove leve di polizia poco più che trentenni hanno dimestichezza con questo metodo omicida. Il vecchio assassino rivendica senza dare segni di nessun pentimento (anche se, a noi non interessa minimamente il suo pentimento) l’uccisione di decine di algerini sotto i ferri della tortura.
 
In altre parole, stiamo parlando di un personaggio che commise atroci delitti contro l’umanità in diversi paesi, violando i diritti umani più elementari riconosciuti dall’ONU.
 
E’ questa la persona che viene invitata a parlare a Gorizia, al popolo del Friuli Venezia Giulia, in una manifestazione patrocinata e sostenuta dalle istituzioni Regionali.
 
Riteniamo come associazione argentina nata dall’immigrazione provocata dalla dittatura militare, che questo sia un evento gravissimo che indegna profondamente tutti noi. Paul Aussaresses dovrebbe essere processato per delitti di lesa umanità, invece di offrirgli conferenze e pubblicazioni di libri.
 
Da 15 anni ormai, Vientos del Sur denuncia in Italia nell’ambito delle campagne a sostegno dei processi contro i militari argentini che: il metodo di “Desaparicion” è stato sviluppato e messo in opera per la prima volta dai francesi in Algeria, poi ripreso dai militari USA per essere applicato in America Latina, e che l’esercito argentino a sua volta sviluppò un suo metodo combinando i due precedenti, andando poi a fare addestramento ad altri militari nel mondo.
 
Domenica 20 maggio gli organizzatori di èStoria “ci offrirono l’opportunità” di sentir parlare, da uomo libero e riconosciuto dagli intervistatori, un precursore di uno dei sistemi di repressione e stermino tra i peggiori che l’essere umano abbia mai concepito. Allucinante.
 
Dinanzi a questo, cosa dovrebbe pensare la comunità Algerina in Italia o quella Latinoamericana?, cosa dovrebbe pensare una persona scampata alle camere di tortura e che oggi vive in Italia?, peggio ancora, cosa potrebbero pensare le centinaia di migliaia di persone uccise con questo metodo in tanti paesi del sud del mondo, e non solo.
 
Da tempo poniamo ciclicamente le stesse domande, sicuramente da lontano arriva questo modo di agire. Simile lo scenario e ugualmente scuro il personaggio che la Curia di Udine invitò in occasione dell’inaugurazione della sua Sala Convegni a metà degli anni 90: il cardinale Pio Laghi, lo stesso che fu nunzio apostolico durante la dittatura in argentina e benediva i militari la domenica mentre ignorava le denunce sui campi di sterminio, e manteneva stretti rapporti con l’ammiraglio Massera. Anche in quella occasione gli organizzatori furono indifferenti alle accuse, e tirarono dritto per la loro strada, mai la chiesa cattolica condannò la dittatura.
 
Simili situazioni, identici messaggi, poi si sa, per molti “sapienti” in realtà i morti valgono a seconda della latitudine e della longitudine di dove sono nati.
 
Rendono relative le colpe del torturatore, lo riscattano dal suo tabernacolo, addirittura gli offrono una nuova giovinezza trasformando in giustificabili le sue esperienze perché “utile” al giorno d’oggi; questo è stato fatto nella conferenza di domenica dagli organizzatori della manifestazione èStoria, come il signor Ossola (e altri ancora in passato) cioè hanno schiaffeggiato i morti ammazzati di diversi genocidi del 900.
 
Dovrebbero interrogarsi sull’operazione che hanno realizzato o meglio, pensare prima.
 
Forse è proprio questo?, rendere il vecchio generale francese utile per l’attualità?, giustificando il terrorismo di stato in questo caso francese, per preparare l’opinione pubblica a nuovi terrorismi di stato negli attuali scenari di conflitto in medio oriente o chi sa dove, è questa l’ideologia di fondo?. E’ una domanda che ci lascia costernati, profondamente indignati e allunga un’ombra tenebrosa sull’iniziativa svolta a Gorizia.
 
Fabio A. Beuzer – Elvio Plasenzotti – Gladys Cudis
Ass. Argentina Vientos del Sur   Udine – 21 Maggio 2007
www.vientosdelsur.org
 

 
Comunicato stampa de La Redazione de “La Nuova Alabarda”
 
Venuti a conoscenza che all’iniziativa “è storia” di Gorizia, organizzata dalla Libreria Editrice Goriziana, sotto l'alto patronato della Presidenza della Repubblica e sponsorizzata, tra gli altri, dal Comune di Gorizia e la Regione Friuli Venezia Giulia, sarebbe intervenuto il generale francese Paul Aussaresses, abbiamo distribuito il seguente volantino:
 
C’È MEMORIA E MEMORIA.
 
Uno degli ospiti di questa edizione di “è storia” è il generale francese Paul Aussaresses, autore di un libro di memorie che, come leggiamo nel sito www.afrik.com/article8521.html (di seguito la traduzione dal francese) “fece scandalo” in Francia dopo la sua pubblicazione nel 2001, perché l’autore, che aveva comandato la repressione della rivolta algerina per l’indipendenza (quando l’Algeria era colonia francese) rivendicò di avere torturato e ucciso, tra il 1955 ed il 1957, molti prigionieri del Fronte di Liberazione algerino (ricordiamo che questa repressione portò alla “scomparsa” di tremila dei ventiquattromila algerini fatti prigionieri). In seguito a questa autobiografia fu condannato da un tribunale francese nel dicembre del 2005 per “apologia della tortura” e gli fu addirittura ritirata, dall’allora presidente Chirac, la decorazione della Legione d’Onore.
 
Il sito pubblica un passo di queste memorie, riguardante la “prima volta” di Aussaresses torturatore: “Era la prima volta che torturavo qualcuno. Il tipo è morto senza dire nulla. Io non ho pensato niente. Io non provo rammarico per questa morte. Se provo rammarico per qualcosa, è che egli non ha parlato prima di morire”.
 
Il sito aggiunge che sono state queste affermazioni che hanno scioccato l’opinione pubblica francese ed hanno portato al processo che condannò il generale.
 
Anche noi siamo scioccati da parole del genere, e siamo sconcertati nel vedere che il generale Aussaresses, orgoglioso rivendicatore di simili azioni, sia stato invitato a parlare a questo convegno. L’unico senso che avrebbe, a parer nostro, un suo intervento, sarebbe quello di dire, finalmente, che si vergogna di ciò che ha fatto e chiede scusa.
 
Altrimenti, troviamo la sua presenza scandalosa ed offensiva nei confronti di tutti i torturati ed i desaparecidos del mondo.
 
Aggiungiamo che Aussaresses fu poi “istruttore” alla “Escola de las americas”, di Panamà, dove gli USA insegnavano ai militari dell’America latina le tecniche di repressione (metodi di tortura compresi: vi ricordate il film di Costa Gavras “L’Amerikano”?) e successivamente, negli anni Settanta, fu istruttore dell’esercito in Argentina. L’Argentina di Videla, si suppone, quella nella quale scomparvero nel nulla migliaia di persone, le donne incinte venivano torturate, fatte partorire, i loro bambini rapiti e consegnati a famiglie legate alla dittatura, ed infine assassinate; l’Argentina dove le Madri di Plaza de Mayo da decenni chiedono sia fatta chiarezza e giustizia sulla morte dei loro figli e nipoti e dove, tanti anni dopo la caduta della dittatura, ancora nel settembre scorso è nuovamente desaparecido un testimone dei crimini della giunta militare, mentre i suoi torturatori di allora girano liberti ed indisturbati.
 
Ma nonostante tutto, non è stata la presenza del generale Aussaresses al festival goriziano (presenza per la quale bisogna ringraziare gli sponsor, immaginiamo) a scandalizzarci di più. No, la cosa peggiore è stato il contorno che ha circondato la figura del vecchio generale (condannato in patria e portato in trionfo a Gorizia); sono state le dichiarazioni degli “esperti” che lo hanno presentato ciò che maggiormente ci hanno colpito. È stato agghiacciante sentire i relatori sostenere che quando le circostanze eccezionali lo richiedono, e la lotta al terrorismo è una di queste circostanze, allora anche la tortura va bene, vanno bene anche le eliminazioni sbrigative senza processo, perché si tratta di salvare altre persone sacrificando quelle che si fanno prigioniere; e peggio ancora è stato constatare che di fronte a questi concetti il pubblico applaudiva e non abbiamo visto nessuno dissociarsi.
 
Perché noi pensavamo fosse un concetto basilare della nostra democrazia, sul quale non transigere, il fatto che quando una persona (sia pure il più feroce e pericoloso criminale esistente) viene arrestata dalle autorità e detenuta, lo Stato democratico che la tiene in prigionia non può in alcun modo venire meno alle proprie regole e non può sottoporla a trattamenti violenti e degradanti, per nessun motivo, né tanto meno procedere ad una sua eliminazione sbrigativa, né condannarla prima del processo. Uno Stato che permettesse questo tipo abusi non sarebbe più uno Stato di diritto: e se noi accettiamo che questa regola basilare venga meno, se accettiamo che qualcuno si arroghi il diritto di decidere quali sono le “circostanze eccezionali” e su quali prigionieri applicarle, vuol dire che siamo pronti per un nuovo nazismo.
 
La Redazione de “La Nuova Alabarda”
 
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