www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 28-06-07
Forza Nuova ci riprova
Due nuove sedi, ad Asti e Torino
di Gabriele Proglio
Questa volta è ufficiale; Forza Nuova apre due nuove sedi, una ad Asti e l’altra a Torino. All’inaugurazione, che si svolgerà sabato, ci sarà l’ex di Terza Posizione e segretario nazionale Roberto Fiore. L’ultracattolico, tradizionalista leader della destra neofascista, per chi ne avesse perso le tracce fuggito in Inghilterra all’indomani delle indagini sulla strage di Bologna e poi ricomparso in Italia nel ’97 per fondare FN, arriverà ad Asti alle 11 per aprire il nuovo “covo nero”, in pieno centro, a pochi passi dall’Istituto Storico della Resistenza, in via Giobert 11. Alle recenti amministrative la città ha svoltato decisamente a destra, soprattutto in Praia e negli altri quartieri di periferia, eleggendo Galvagno. Molto probabilmente la vittoria delle destre ha sdoganato, in modo definitivo, l’azione dell’ala radicale. Il laboratorio politico, quello più pericolosamente vitale, si trova invece a Santo Stefano Belbo, una volta terra di partigiani, della formazione “Stella Rossa” di Rocca, della IX e dell’XVI brigata Garibaldi, oggi sede di incontri e di ritrovi dei fascisti di Forza Nuova, tra celtiche e svastiche, con tanto di locali messi a disposizione dall’amministrazione del sindaco Artuffo.
Fiore si sposterà poi a Torino alle 15, in via Matilde Serao 11, per parlare, nella nuova sede, dei valori della “famiglia e società”. Nella città antifascista per antonomasia, che sta reclamando la liberazione di Davide, Fabio e Marco, tre studenti arrestati, che si sono rifiutati di lasciare l’università nelle mani del Fuan, questo sarebbe il terzo spazio nero, dopo l’esperimento malriuscito del “circo culturale” Asso di Bastoni, dal quale è nato Progetto Torino, gruppo più affine alle dinamiche “movimentiste” delle Osa e Onc, e all’assetto della Fiamma Tricolore. Infatti l’alleanza con Berlusconi è stata pagata da Forza Nuova con una perdita di consensi e uno spostamento del neofascismo verso la Fiamma Tricolore. Il progetto, oramai chiaro di Fiore, è quello di riprendersi gli spazi persi, con un’ampia azione sui territori più traballanti. Per questo, nel giro di sei mesi, il leader di FN ha puntato sul Piemonte e su Torino; prima con l’apertura di un infoshop nero, il Presidio, in Via Casalis 44, dove si vendono gadget, magliette, libri, tutte ovviamente in stile “legionario e tradizionalista”, e a volte si svolgono incontri, come quello sulle Waffen SS proprio nel giorno della Memoria, poi con la sede del partito. Se Fiore si è lamentato, assieme a Romagnoli, dei finanziamenti, pare 274mila euro, accesi da Berlusconi nei confronti della Mussolini, come “premio fedeltà”, va anche detto che in molti casi il rimborso spese elettorali è il risultato stesso da conseguire, prim’ancora del consenso delle urne. Il ritorno ad un’attività così frenetica, da parte di FN, non è quindi sintomo di un aumento dei militanti, ma di un ritrovato splendore economico, forse anche nella holding di casa Fiore, la già conosciuta Easy London.