www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 05-07-07
Basi USA e indipendenza dell'Italia
Il testo di una interpellanza presentata al Senato in occasione del 4 luglio, data dell'indipendenza degli Stati Uniti
di Fernando Rossi, senatore del Gruppo Misto
Al Signor Presidente del Consiglio
Il 4 luglio è la data in cui il popolo degli Stati Uniti del Nord America festeggia la propria indipendenza. Il nostro Paese ha vinto le sue guerre di indipendenza, oltre ad una guerra di liberazione dal nazismo, ma insieme a molti altri paesi europei, tranne la Francia che è sovrana, si ritrova occupato da basi americane.
Il sottoscritto rivolge questa interpellanza urgente per sapere se il nostro governo sia informato del contenuto del rapporto Rebuilding America’s Defenses, del settembre 2000, dove alcuni personaggi, fra i quali Dick Cheney, Donald Rumsfeld, Paul Wolfowitz, Jed Bush, intimamente legati al governo di Gorge Bush ed al Dipartimento di Difesa del Pentagono, ben prima della costruzione della minaccia terroristica post 11 settembre, chiariscono che le basi americane in Europa servono a mantenerne il controllo politico.
Il sottoscritto chiede inoltre se quest’anno, alla luce di tale autorevole ammissione, non sia opportuno cogliere l’occasione delle doverose felicitazioni all’Ambasciatore americano per la loro Festa dell’Indipendenza, per avanzare rispettosa richiesta di riavere la nostra.
Il sottoscritto interpella inoltre per sapere:
- quante basi militari degli Stati Uniti del Nord siano presenti sul patrio suolo e quante navi militari siano autorizzate a stazionare nei nostri porti (comprese quelle coinvolte nell’incidente della Moby Prince, avvenuto nel porto di Livorno);
- quanto siano sin qui costate al nostro paese tali basi militari USA, navali, aeree e terrestri, sia per la loro realizzazione, quanto per la loro gestione e funzionamento;
- in quali capitoli di spesa siano contenuti tali gravosi impegni finanziari;
- in quante di tali basi, in spregio a trattati internazionali ed a reiterate rassicurazioni di precedenti governi nazionali, siano presenti bombe atomiche ed in quale quantità;
- se risponda al vero che anche l’armamento atomico americano collocato nelle basi Nato o, addirittura in quelle italiane come Ghedi ed Aviano, per un suo malaugurato e sciagurato utilizzo, sia in balia dell’arbitrio delle gerarchie militari americane;
- se non sia possibile avviare sin da ora un percorso che porti alla piena indipendenza del nostro paese, cominciando proprio con la richiesta agli Stati Uniti di rinunciare alla volontà di costruire una nuova, ulteriore, base militare nella città di Vicenza.