www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 16-07-07
Parlare a vanvera
di Tiziano Tussi
Fa impressione leggere sul Corriere della Sera dichiarazioni seguenti, da parte del sindaco di Padova, il DS Zanonato.”Che cosa vuole si chiacchiera a vanvera…” e ce l’ha con Liberazione che aveva chiosato negativamente, il sette di luglio, una sua delibera contro la prostituzione, copia di un’altra di Verona, con giunta di centro destra e sindaco leghista. Qui non si vuole entrare nel merito della discussione. Anche altri problemi attanagliano Zanonato. Mi preme sottolineare proprio l’invito a non blaterale che viene dal primo cittadino padovano. Il virgolettato che apre l’articolo, apparso domenica scorsa, dice testualmente: ”Guardi io non mi chiedo di che colore sia il gatto.” Il gatto? E che centrano i gatti? (Incalza l’intervistatore – ndr) “E una citazione da Mao Tse-Tung: non importa di che colore sia il gatto, diceva. L’importante è che prenda i topi.” E poco dopo il giornalista riprende l’analogia del gatto maoista. Ed è qui che Zanonato stigmatizza il “parlare a vanvera”.
Basterebbe che non cominciasse lui. La citazione è sì cinese, ma di Deng Xiao Ping non di Mao. Una ripetizione nell’errore insistita nell’articolo che ci fa capire come il sindaco diessino, ed anche l’articolista, évidemment, non sanno poi precisamente cosa stiano dicendo. Sono proprio loro che parlano a vanvera tuonando che non bisogna farlo ed attaccando Liberazione che l’avrebbe fatto. Una pratica molto diffusa che trasuda di posizione di rendita di potere spicciolo che permette anche all’asino di ragliare alla luna credendo di fare una serenata.
Ma la citazione errata può nascondere anche altro. Una ignoranza profonda della storia cinese, e perciò di un bel pezzo di storia del Novecento. Mao non avrebbe mai potuto dire una frase simile. A lui interessavano molto i valori, gli ideali, uniti certo ad una pratica politica che sempre un grande uomo di stato deve praticare. Mentre a Deng non importava nulla di tutto questo, dato la sua foga nel rivalutare i principi liberisti in Cina. Ed ecco che anche per un sindaco DS, di provincia può trovare utile una eco di un qualcosa già sentito da qualche parte, chissà quando. Nessuno tanto, in situazione di indeterminatezza valoriale, glielo farà notare. Anche l’ignoranza storica e politica fa gioco per un tentativo di rivalutazione, bocca a bocca, altro poco resta da fare, del liberismo e del liberalismo. In apnea.