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- osservatorio - italia - politica e società - 14-09-07 - n. 194
da: www.contropiano.org
Sciopero generale e generalizzato contro l'accordo del 23 luglio, una assemblea nazionale il 7 ottobre, un possibile percorso di azione comune tra le varie realtà di movimento
Resoconto della riunione del 12 settembre a Roma
Ha visto una partecipazione di molto superiore alle previsioni la riunione convocata a Roma per il 12 settembre sulla base di un appello lanciato alla fine di giugno da alcune realtà e soggetti della sinistra antagonista, dei movimenti sociali e del sindacalismo di base. Quella che doveva essere una riunione, di fatto si è trasformata in una affollata assemblea con più di un centinaio di partecipanti e circa 29 interventi. La composizione dell’incontro era rappresentativa della composizione di forze che ha messo in piedi la manifestazione del 9 giugno contro la visita di Bush e le politiche di guerra del governo Prodi. Gli interventi di apertura della discussione sono stati curati dalle forze firmatarie dell’appello di convocazione: Bernocchi (Cobas); Cannavò (Sinistra Critica); Cararo (Rete dei Comunisti); Alzetta (Action); Leonardi (CUB); Tomaselli (SdL); Cremaschi (Rete 28 aprile della CGIL).
Al dibattito che ne è seguito sono intervenuti soggetti di movimento, partiti, reti e organizzazioni sindacali: da Luca Casarini a Nella Ginatempo a Vincenzo Miliucci; dal movimento contro il Dal Molin (Olol Jackson, comitato Vicenza Est) ai centri sociali romani (Astra, Esc); dal Coordinamento per l’Unità dei Comunisti al PCL, dal PdAC ai Carc e a Red Link, ed ancora Slai Cobas (nazionale e Taranto), Assemblea contro la precarietà, Comitato lavoratori ACI informatica, SLL, USI, collettivi universitari della Sapienza.
Il dibattito ha visto emergere posizioni convergenti di rivendicazione positiva della manifestazione del 9 giugno come atto politico di autonomizzazione dei movimenti dalla sinistra di governo, di rigetto frontale dell’accordo del 23 luglio e delle politiche del governo Prodi in materia sociale, militare e sulla sicurezza, di consapevolezza che la nascita del Partito Democratico sposti a destra tutto l’asse politico del paese, di una comune esigenza di trovare forme possibili di azione comune che non si limitino alla costruzione di manifestazioni nazionali che si esauriscono spesso a conclusione delle stesse ed infine la necessità che al più presto venga convocata dalle organizzazioni sindacali di base e anticoncertative la data dello sciopero generale – e generalizzato al territorio e non solo ai posti di lavoro -contro il governo e i suoi provvedimenti.
Nella discussione sono emersi anche punti di vista diversi sulla partecipazione alla manifestazione del 20 ottobre convocata dalla sinistra di governo e sulla consultazione sull’accordo del 23 luglio nei luoghi di lavoro blindata da Cgil Cisl Uil e che ha fatto registrare il dissenso della Fiom. Contrari o non interessati all’adesione o partecipazione alla manifestazione 20 ottobre si sono pronunciati Cobas, Rete dei Comunisti, Sinistra Critica, CUB, Slai Cobas, CUC, PCL, Centri sociali del Nordest e alcuni di Roma. Favorevoli alla partecipazione – seppur critica – Action, SdL, Carc, PCL, SLL.
La CUB ha dato indicazione di boicottaggio della “consultazione certificata” sull’accordo del 23 luglio non essendo un vero referendum ed essendone già predeterminato il risultato, mentre SdL, Rete 28 aprile, Sinistra Critica, Action, PCL sono per la partecipazione e – ovviamente - per votare no all’accordo.
L’esistenza di posizioni diverse, ha confermato come la ricerca di forme di azione comune che non sia circoscritta a singole scadenze, non può che essere un processo di discussione che individui i punti o i terreni sui quali sperimentare le forme e gli obiettivi possibili di convergenza e per evitare che approcci diversi ad appuntamenti non determinati da una propria agenda ma da altri si trasformino in rotture nei rapporti tra le varie esperienze. E' un processo tutto da verificare ma che coincide con una spinta reale che c'è.
La riunione si è conclusa dando appuntamento per una assemblea nazionale di movimento per domenica 7 ottobre per discutere le ipotesi di azione comune, la partecipazione allo sciopero generale e la convocazione di una manifestazione nazionale su una piattaforma propria dei movimenti sociali. L’indicazione è quella di far precedere l’assemblee nazionale da assemblee locali quanto più rappresentative possibili sui punti in discussione (accordo 23 luglio, finanziaria, militarismo, casa, vertenze ambientali etc.)
La riunione ha fatto propri gli appuntamenti della manifestazione del 13 ottobre a Napoli contro gli inceneritori e della manifestazione internazionale di dicembre a Vicenza contro le basi militari.