www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 17-09-07 - n. 194

Radici e foglie del PD
 
Tiziano Tussi
 
Sul sito de la Repubblica Ilvio Diamanti porge alcune domande ai candidati segretari per il Partito Democratico (PD). La prima riguarda le radici i riferimenti culturali, non bisogna più dire ideologici, del novello partito. Le risposte sono agghiaccianti. Vediamole.
 
La Bindi si limita a dire che il PD deve “cercarli” e le virgolette sono sue, come se questo desse una patente di novità assoluta al termine. Cercare, un’idea veramente nuova. Dice che ognuno porterà le sue origini ecc. ecc. Insomma nessuna radice in particolare. Non le piace costituire gallerie di riferimento. Quindi, si potrebbe pensare, da Zorro a Pol Pot? Mah.
 
Letta invece è perentorio. Nessuna radice . Il PD non nasce dalle ceneri del secolo scorso. E’ totalmente nuovo. Insomma non ha storia. Come se la nascita del PD fosse quella di un bambino. Un nuovo bambino che sta nascendo. Ma Letta dimentica che anche per la nascita dei bambini importa necessariamente chi sono i genitori. La loro costituzione ha un peso decisivo. Nessuno nasce sotto i cavoli, ma forse Letta non lo sa.
 
Veltroni, il futuro segretario, nonostante vi saranno primarie e sciocchezze del genere, passa agli oggetti. Considerando gli oggetti come se si creassero senza uno o più padri che li hanno prodotti e risultassero in sé definiti, per di più senza un utilizzo futuro, una specie di eidola. Per lui un computer ed un pannello solare. L’ovvietà è assicurata e il nulla regna imperituro.
 
I tre pretendenti più importanti al massimo possono pensare ad un oggetto. Ed andiamo bene. Ma Veltroni non ci dice chi costruisce e come i computer. Sfruttamento, traffici internazionali, non si dice come e chi dovrebbe usare il solare, per contrastare quale altra energia e per controbattere quali altri interessi. Ma non sarebbe stato meglio dire una bella donna, un bell’uomo per tutti ed allegri per sempre. Almeno si dava un tocco di bassa umanità alla questione. favola per favola!
 
Passiamo poi ad Adinolfi (?). Qui si entra nella galleria oscura di partecipanti la tenzone che non si capisce perché ci siano. Lui almeno fa dei nomi, soddisfa la domanda : Aldo Moro assieme ai gli ideatori di google. Certamente non è dato capire l’accostamento, come dire perle ai porci. ma anche questo fa tendenza. Chi non è pronto a piangere per Aldo Moro e poi a navigare in internet guidato da google.
 
Radici e foglie. Pizza e zuppa di pesce. Un tal Grawonski sulla stessa scia. Ghandi e Luigi Einaudi. Il gioco agli accostamenti improbabili continua. Per la verità aggiunge, seppur tra parentesi, perché poi (?), Ciampi. Tre gusti quali crema, limone e puffo. Tre gusti messi li a caso. Ma fa bon ton. Ghandi è sacro, come la vacca indiana, Einaudi e (Ciampi) grandi nonni liberali. Ma si sono conosciuti i tre?
 
Finiamo con l’esilarante Schettini. Esilarante e direttamente proporzionale alla sua oscurità. Lui dice James T. Kirk, il comandante della Enterprise, la nave stellare della serie televisiva Star trek. Quindi un personaggio di fantasia. Un personaggio inventato da un autore di fantascienza come referente di un partito che dovrebbe rinnovare l’Italia ecc. ecc. Ma forse è proprio questo che il PD vuole essere: un partito di fantasia. Come il Rum di fantasia che di solito è un miscuglio di alcool e zucchero con un po’ di aromi. Il Rum di fantasia si usa per fare i dolci, cattivi dolci, come il PD sarà usato per fare politica, cattiva politica.
 
Nelle mie definizioni del delirio delle risposte non ho usato parole scurrili, alla Grillo – idiota, scemo o similari. Ma rimando significativamente ad un bellissimo saggio di Carlo M. Cipolla, ripubblicato dal 1988 una trentina di volta, l’ultima quest’anno. Lo scritto appare in un libretto della casa editrice il Mulino, Allegro ma non troppo. Il primo intervento del libro è sul pepe e merci altrettanto importanti per il commercio del Medio evo. Il secondo scritto riguarda gli stupidi. Con grafici e logica stringente Cipolla ci illustra la personalità dello stupido. E parte dicendo che nel mondo ci sono molti più stupidi di quelli che noi penseremmo esserci. Ma è la terza (aurea) legge dello stupido che vorrei richiamare. Cipolla, che insegnava storia dell’economia molto seriamente, morto da alcuni anni, dice esattamente: Una persona è stupida se causa un danno ad un’altra persona o ad un gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo un danno.
 

Basta leggere queste risposte integralmente – http://www.repubblica.it/speciale/2007/primarie_diamanti/1domanda.html e si possono avere esempi di ciò che Cipolla argutamente ha considerato.