www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 24-09-07 - n. 195

Sconcezze e terrorismo
 
di Tiziano Tussi
 
Il terrorismo. Brutta bestia e sempre pronta all’uso. Sia fisico che culturale. Ma i suoi contorni sono almeno poco chiari. Altrimenti che terrorismo sarebbe. Vediamo se possiamo adattarli a queste due, a prima vista, distanti dichiarazioni. Sul sito www.tiscali.it, in una paginetta degli spettacoli un tale Marco Balestri, noto, si fa per dire, presentatore, se ne esce con questa bella frase, tranquillamente: Oggi Valpreda sarebbe finito nell’isola dei Famosi. Ai più, o meglio, alle persone dotate di senso comune tale immonda dichiarazione, che Tiscali spara in copertina del suo sito, il 24 settembre, pare, mutuando dal linguaggio religioso, blasfema. Una tremenda enormità, un volgare ed osceno trapassare ogni limite pur di bucare la coltre dei media. Il Balestri è stato l’ideatore di programmi fondamentali nella storia della televisione trash come Il brutto anatroccolo (?). Quindi dall’alto del suo sapere mediatico arriva a proporre una ipotetica certezza, che non ha possibilità di negazione che non sia l’altrettanto evidente ossimoro contrario a questo, dato che Valpreda è morto da tempo. Ma non è questa la bestemmia più chiara. E’ l’uso sguaiato di una tragedia nazionale che grida scandalo. Valpreda, Piazza fontana, decine di morti e di feriti, l’inizio di un disastro per l’intero paese che dura, per certi versi, ancora ora, con rigurgiti improvvisi quanto scemi ed inutili allo scopo che dicono prefiggersi. La strategia della tensione, persone in galera, fuggite all’estero. E tutto torna buono per dire una enormità sull’Isola dei Famosi, piccolo lembo di terra honduregna dove un gruppo di nulla facenti ci riempie di frasi senza costrutto e di falsi problemi. Un divertissement per chi ama la sottoproduzione culturale televisiva e che non sa come passare un’ora prima di andare a dormire la sera, pronta per il successivo giorno di sfruttamento al lavoro. Proletari e sottoproletari alienati da sé che formano il pubblico di tale schifezza televisiva. Ma attorno all’Isola ed al suo pubblico girano trasmissioni, giornali e interviste, dichiarazioni, battage mediatico che crea soldi, pare, ed audience. Però accostare una reale tragedia umana, quale quella di Valpreda, ad un virtuale prodotto mediatico non è forse terrorismo della più bell’acqua? terrorismo spirituale? La disfatta della struttura spirituale dotata di senso è alla continua ricerca di sempre nuovi argomenti. Oramai dopo la frutta, il caffè e l’ammazzacaffè in angosciosa ricerca di qualcosa d’altro. Sempre. Come farebbe il Balestri a vivere, che lavoro potrebbe fare se non lo spazzino – onore a quelli veri – dello spirito umano?
 
Altra dichiarazione. Domenica 23 settembre, tg del primo canale alle ore venti. Giampaolo Pansa viene contattato e gli viene chiesto cosa ne pensa del fenomeno Beppe Grillo, dopo che un altro bonzo del giornalismo italiano, Eugenio Scalfari, lo ha già bollato di proto fascismo, in termini ancora quasi accettabili, nell’uso accorto delle parole usate. Quasi accettabile. Bene, il Pansa guerriero focoso, dopo aver sputato addosso nei suoi libri alla Resistenza, al PCI, ed insomma a tutto quanto era ed è di sinistra, sputa addosso a Grillo e lo taccia, come ha già fatto il direttore del TG due, Mauro Mazza, in quota ed odore AN, di essere un terrorista anche se incosciente. Infatti Pansa accosta bellamente, dicendosi d’accordo con Scalfari, Grillo all’età del terrorismo e della tensione, additando nei movimenti di allora, degli anni Sessanta e Settanta il brodo di cultura del fenomeno terroristico, così come lui lo può essere ora, anche se non ne è cosciente. Il diritto di critica, anche sguaiata, anche volgare – ma sono gli stessi erre moscia sublimi, leggi Giulio Tremonti, che dicono parolacce in televisione, senza pensare che il microfono, strumento democratico, registra tutto – ma popolare è il sale della democrazia. Personaggi come Pansa meritano quindi anche loro, assieme al Balestri et similia l’appellativo di terroristi? Io credo che la risposta possa solo esser affermativa. Terrorista è chi fa di tutto per soffocare la vita dell’altro, la sua intelligenza, coscientemente. Stiamo vivendo in un brutto periodo. La costruzione del Partito Democratico con le sue imbecillità politiche – a proposito: il sistema elettorale dei sei candidati segretari è solo il maggioritario, perché il proporzionale evidentemente è troppo democratico. Una testa un voto: Rivoluzione francese, che forse per loro è troppo radicale. –, l’economia dell’Italia che oramai tende al profitto immediato e sporco, purché da intascar al volo, il problema dell’immigrazione dell’altro, la mancanza assoluta di un’idea del paese, che non sia quella chiara ma sterile dei razzisti vestiti di diversi colori dal verde al nero: insomma una barca sfasciata che ancora non è affondata del tutto ma che lo sarà certamente se non accade qualcosa di virtuoso. Ed invece ecco che ci tocca ancora sentire che pensare con la propria testa è sbagliato. Sconcezze che Balestri e Pansa impersonificano, in questo caso, con arroganza ed ignoranza, spacciata a piene mani nei media. Non è questo, anche, terrorismo?