www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 04-10-07 - n. 197

Connessioni tra servizi segreti italiani ed estremismo islamico
 
di Domenico Moro
 
Gli eventi degli ultimi giorni, dalla recrudescenza degli attentati jihadisti in Algeria al rapimento dei due agenti segreti italiani in Afghanistan, rendono ancora più interessanti i contenuti dell’intervista a Nino Arconte, apparsa sull’ultimo numero di Limes, uscito a luglio.
 
L’ex agente della struttura segreta “Gladio”, rivela il proprio coinvolgimento nelle azioni condotte nel Maghreb, alla metà degli anni ’80, dall’intelligence militare italiana, che con l’operazione Akhbar Maghreb, in collegamento con gli Usa, operò per destabilizzare i paesi dell’area malvisti dal governo italiano, in particolare la Tunisia. A tale scopo si sarebbero organizzati movimenti di ispirazione fondamentalista islamica, in opposizione ai governi laici, contrari all’applicazione della Sharia’a alla vita civile. “Gladio” allestì venti campi d’addestramento militare e preparò in Tunisia la cosiddetta “rivolta del pane”, che portò alla guerra civile ed alla cacciata del governo del presidente in carica, Bourghiba. Dopo la rivolta, i militanti di Akhbar Maghreb, abbandonati dall’Italia ed emarginati dal nuovo governo, confluirono nel terrorismo islamico algerino.
 
Le rivelazioni di Arconte farebbero così giustizia della retorica sul presunto “scontro di civiltà”. Nelle parole dell’ex agente segreto, si individuano, infatti, precise responsabilità occidentali nello sviluppo dell’estremismo islamico e nella destabilizzazione di molti paesi mediorientali e nord africani, che fu condotta favorendo una continua contrapposizione tra laici ed islamici, come ancora oggi Israele sta facendo in Palestina.
 
Non si tratta di una completa novità, visto, ad esempio, il risaputo sostegno offerto ai talebani da parte dei servizi segreti Usa contro i sovietici. Ma, che anche l’Italia, abbia fatto la sua parte, in modo così organizzato e contro governi laici, questa è sicuramente una notizia. Per verificare l’attendibilità delle dichiarazioni di Arconte, è stata rivolta anche una interrogazione parlamentare al Ministro della Difesa, Parisi, ed al Ministro degli Esteri, D’Alema, dall’On. Severino Galante, capogruppo del PdCI alla commissione difesa della Camera. Sarebbe importante che il governo Prodi, attraverso i ministri interessati, risponda a questa interrogazione, facendo luce sulle attività del recente passato dell’intelligence italiana in Medio Oriente.
 
Con questo non si tratta di soddisfare un interesse di puro carattere storico. Un rapporto più limpido e chiaro con la nostra storia recente, soprattutto con quegli aspetti più oscuri riguardanti i servizi segreti e “Gladio”, si rende necessario, se si vuole effettivamente cambiare rotta nei confronti del metodo, tradizionalmente tenuto nelle relazioni con i paesi del Maghreb e del Medio oriente, non solo dagli Usa, ma, a quanto pare, anche da altri paesi occidentali, compreso il nostro.
 
Domenico Moro
 
pubblicato anche su Il manifesto del 26/10/07