www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 31-10-07 - n. 200

Fosco Giannini, Marco Rizzo, Claudio Grassi e Pino Sgobio rispondono a Volontè

L’Ottobre e il reato d’apologia del comunismo *
di Fosco Giannini, Senatore PRC e direttore de l’ernesto
 
La proposta avanzata dall’Udc, volta ad introdurre nell’ordinamento italiano il reato di apologia del comunismo è, insieme, agghiacciante e segno dei tempi. La risposta del Presidente Bertinotti ( “ Qualcuno provi a spiegarlo ad Umberto Terracini. Lo si richiami in vita per provare a processarlo: allora si vedrà se si finisce processati o processanti”) è stata forte e chiara e ha messo a fuoco l’immensa contraddizione tra la volontà repressiva e antidemocratica di Luca Volontè (Udc) ed il ruolo e la storia dei comunisti. E’ un lasso di tempo storicamente breve, infatti, quello che ci separa dal ventennio fascista, dal carcere e dalla morte per sofferenze di Antonio Gramsci, dalle persecuzioni, l’esilio, il confino, dalla Resistenza coraggiosa, segreta e minuta che i comunisti tessero durante il ventennio e che sfociò nella lotta di Liberazione. Ed è un lasso di tempo ancor più breve quello che ci separa dalle grandi lotte nel sud d’Italia, dove Di Vittorio e i comunisti insegnarono ai contadini a non togliersi più il cappello davanti ai padroni delle terre. Volontè, attraverso una rimozione “freudiana” ( direbbe in questo caso Freud: la spinta alla rimozione è tanto forte quanto pesante è la verità – in questo caso il vero ruolo storico dei comunisti - da rimuovere ) cancella le lotte operaie dirette dai comunisti in Italia, volte a dare dignità e figura sociale al mondo del lavoro, sino a quel punto reso invisibile dal potere. Cancella il contributo determinante che i comunisti dettero alla lotta per la pace, alla costruzione dello stato sociale, ai diritti civili degli uomini e delle donne. Una storia lunga, fatta da milioni di comuniste e comunisti che , per mezzo secolo, hanno quotidianamente intessuto la democrazia tra gli orari di fabbrica e d’ufficio e il sacrificio della militanza nelle sezioni e nelle piazze, respingendo i celerini antioperai di Scelba, le pulsioni fasciste e golpiste che per lunghi anni – dopo il ’45 – attraversarono la destra.
 
Ma è chiaro che l’attacco contro i comunisti punta ad un obiettivo ancor più corposo della cancellazione della loro storia : punta alla loro illegittimità storica e, per converso, alla santificazione del capitalismo come unica e insuperabile organizzazione sociale.
 
E’ proprio qui il punto relativo alla Rivoluzione d’Ottobre, all’attacco atomico contro di essa che la cultura dominante sta portando, in Italia e nelle altre aree capitalistiche avanzate. La Rivoluzione d’Ottobre ebbe, tra l’altro, il grande merito di ratificare una volta per tutte che i rapporti di produzione capitalistici non sono “natura” e dunque eterni ed immutabili. Essa disse una volta per tutte che il socialismo è possibile. E’ questo che fece e di nuovo fa impazzire la borghesia, come la Rivoluzione francese fece impazzire l’aristocrazia, che seppe da Robespierre di non essere espressione di Dio. Nemmeno i padroni sono espressione di Dio e i comunisti, che glielo dicono, debbono essere messi fuorilegge : è questo il senso ultimo della rabbia del capitale, dell’Udc e della destra.
 
I comunisti, la sinistra, riconoscono il contributo che il cristianesimo, attraverso il quinto comandamento –“non uccidere” – ha dato alla costruzione, sul piano planetario, del tabù rivoluzionario dell’assassinio. Perché non riconoscere ai comunisti, alla Rivoluzione d’Ottobre, il tentativo della costruzione di un altro tabù, altrettanto rivoluzionario, tendente a cambiare la storia dell’umanità, e cioè il tabù dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo e sulla donna?
 
La destra tende alla demonizzazione del comunismo attraverso il racconto dei suoi errori e delle sue degenerazioni. Cose che i comunisti sanno e non vogliono rimuovere; problemi che da lungo tempo hanno messo a fuoco, ancor prima ma certo anche a partire dal Togliatti del “Memoriale di Yalta”.
 
 Si, il movimento comunista ha fatto molti errori, giungendo persino agli orrori. La durezza della lotta di classe, la tenacia con la quale il capitalismo ha difeso il potere di fronte all’avanzare della trasformazione sociale hanno rappresentato la prima causa delle grandi difficoltà della transizione al socialismo. Ma certamente la storia ha palesato un grumo di problemi, per la transizione, che sono andati al di là delle difficoltà storiche di fase: si sono palesate contraddizioni grandi e relative al rapporto tra masse e potere, tra democrazia socialista e sviluppo delle
 
forze produttive, tra l’esigenza dell’affermazione individuale e la questione della socializzazione. Problemi grandi, ma di tipo rivoluzionario; nodi – appassionanti - da sciogliere ma che certo non ci spingono ad arrenderci, a tornare al capitalismo come volontà di Dio.
 
L’attacco contro i comunisti, l’evocazione della loro messa fuori legge tende invece a sacralizzare lo stato presente delle cose ( non è un caso che Volontè metta sullo stesso, “nefasto” piano, i comunisti e il movimento di Genova, paragonando entrambi alle brigate rosse) attraverso un’operazione da una parte illusoria ed idealistica e, dall’altra, pericolosa, poiché evocativa di un disegno repressivo e autoritario, inquietante per l’intera democrazia.
 
 L’Udc non è stata la prima forza a muoversi: in questi anni, in Europa, i comunisti sono già stati messi fuorilegge nella Repubblica Ceca; repressi e demonizzati in Polonia; processati, con il rischio della galera, in Ungheria, così come in altre aree europee. Con il silenzio-assenso dell’Unione europea.
 
A tutti i democratici: attenzione. Ricordiamo le parole di Bertold Brecht :
 
“ Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano; poi vennero e prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici; poi vennero a prendere i comunisti e io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendermi e non c’era rimasto nessuno a protestare…”.
 
 Contro l’ azione dell’Udc parta – per difendere la democrazia – una reazione democratica, un appello. Si levino le voci della libertà.
 
*  Pubblichiamo come anticipazione stralci di un articolo di Fosco Giannini per Liberazione e il Manifesto
 

da: pdcitorino.it
http://www.pdcitorino.it/dettaglio_news.php?idnew=177
 
Marco Rizzo risponde al fascista Volonté e all'ipermoderato Veltroni
 
'Io persevero: viva il comunismo, la Resistenza, la Rivoluzione'
 
(Apcom) - Roma, 29 ott. - "A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si prende". Lo afferma in una nota Marco Rizzo, coordinatore della segreteria dei Comunisti italiani, commentando la proposta dell'Udc di rendere reato 'l'apologia del comunismo'. "Non per citare un padre costituente della Dc, ma questa frase di Andreotti mi pare calzante per fotografare una polemica che doveva già essersi chiusa ieri. Il fatto che l'onorevole Volontè perseveri lascia spazio a cattive interpretazioni. Questa polemica a freddo sui comunisti non è forse un modo per riavvicinarsi precipitosamente a Berlusconi?".
 
"Detto questo, perseveri pure Volontè - aggiunge Rizzo - in una comparazione priva di fondamento storico e di buon senso. Io persevero nel dire: viva il comunismo, viva la Resistenza, viva la Rivoluzione d'Ottobre".
 
(ANSA) - Roma, 30 ott - 'Sul comunismo o Veltroni ignora la storia o è intellettualmente disonesto'. Commenta così Marco Rizzo, coordinatore nazionale dei Comunisti italiani, le affermazioni di Veltroni sul comunismo.
'Affrettato nel tentativo di affrancarsi da un passato che e' anche il suo - prosegue Rizzo - il leader del Pd evoca due regimi terribili, quello nazista e quello di Pol Pot, conferendo a quest'ultimo il titolo di rappresentare il comunismo tout court'.
'Veltroni - conclude - dimentica che quelle dittature sono state battute dagli eserciti di due stati comunisti. L'armata rossa dell'Urss ha liberato Berlino per prima e la Cambogia e' stata liberata dall'esercito popolare del Vietnam comunista battendo un dittatore all'epoca ben voluto da molte potenze occidentali'. (ANSA).

da: www.esserecomunisti.it
 
Sen. Grassi (PRC): "Volontè l'ha sparata grossa. Si porti rispetto per i comunisti"
 
29/10/2007
 
Comunicato stampa
 
Il capogruppo dell’Udc alla Camera, Luca Volontè, questa volta l’ha sparata davvero grossa.
 
La sua proposta di riformare la XII norma transitoria della Costituzione, quella che prevede il divieto dell’apologia di fascismo, stabilendo anche il divieto dell’apologia del comunismo, ha il tono di una provocazione.
 
Non va però sottovalutata, perché – sulla scorta di una risoluzione dal significato analogo presentata (e fortunatamente non approvata) nella sede del Parlamento Europeo - si inserisce in una insopportabile ondata di revisionismo che, appunto, rende legittime e comunemente tollerabili affermazioni così gravi. Dieci anni fa non sarebbe stato possibile.
 
Oggi, invece, quell’insistente campagna contraria all’antifascismo, quella – per intenderci – che equipara le responsabilità storiche di vincitori e vinti, di partigiani e repubblichini e collaborazionisti, e che accomuna, in un’unica grande categoria, il nazi-fascismo e il comunismo, rende concepibile una proposta di legge così dissennata, rischiando – il che è ben peggio – di entrare a far parte del senso comune.
 
La storia del comunismo italiano è la storia di donne e uomini che hanno liberato il nostro Paese dalla dittatura fascista e dalle truppe naziste, di donne e uomini che hanno costruito e difeso, giorno dopo giorno, la democrazia repubblicana. Si porti rispetto per quell’immenso patrimonio di sacrifici, valori ed idee.

da: comunisti-italiani.it
 
Chi paragona il comunismo al fascismo si rilegga la storia
 
Intervista a Pino Sgobio
 
di Filippo Benedetto
 
29/10/2007
 
Lei ha detto “Volontè è alleato dei fascisti”: il capogruppo dell’UdC le chiede di “ritirare” queste offese”. Lo fa?
 
“Non ho offeso nessuno: Volontè è effettivamente alleato con gli eredi ed i sostenitori del fascismo e quando indossa la veste dei vecchi inquisitori non si rende conto che non offende me ed i comunisti ma la storia stessa del nostro Paese, la sua origine democristiana e, cosa ancora più grave, offende il Vangelo, che dovrebbe essere il suo codice di riferimento. Lo leggesse bene, in maniera serena e si renderà conto che in qualche modo il mio vecchio professore di religione, il gesuita padre Petrecca, aveva ragione, quando, concludendo le nostre accese discussioni, mi diceva che Marx aveva copiato il Vangelo”.
 
Ma il capogruppo dell’UdC vuole mettervi al bando?
 
“In fase di preparazione del PdL, Volontè rilegga bene anche la storia della Repubblica Italiana: rileggendola troverà lì le risposta sul ruolo che i comunisti hanno avuto. I comunisti, al pari di tutte le altre nobili culture politiche antifasciste, democristiane, socialiste, repubblicane, hanno dato il sangue per la democrazia del nostro Paese, e hanno scritto, insieme alle forze democratiche, la Costituzione, quella che è nata con la Repubblica e che ha spazzato via per sempre il fascismo. Paragonare il comunismo al fascismo significa misconoscere la stessa Carta Costituzionale”.
 
Volontè chiede di vergognarvi per i crimini del comunismo commessi a livello internazionale?
 
“Anche qui, un momento, riflettiamo. Il cristianesimo, nella sua storia millenaria, ha visto la Chiesa impegnata in prima persona in guerre sanguinose (le Crociate) e, ancor prima in una ‘caccia’ senza precedenti agli ‘eretici’ (l’Inquisizione), che è costata la vita a milioni di persone. Ma tutto questo non ha mai messo in dubbio l’essenza stessa del cristianesimo. E allora, per carità, non pieghiamo la storia e i suoi simboli a ‘macchiette’ per avvalorare, strumentalmente, le proprie tesi politiche”.
 
E Diliberto che va a Mosca per celebrare la Rivoluzione d’Ottobre?
 
“La Rivoluzione d’Ottobre, piaccia o meno, è stato un evento epocale che ha cambiato profondamente i rapporti nel mondo: ha incoraggiato interi popoli a liberarsi dalla schiavitù coloniale e dal razzismo, ha costretto le moderne democrazie a fare i conti con le contraddizioni del capitalismo, ha ispirato tutti i grandi movimenti di emancipazione dei lavoratori, delle donne e di tutti gli oppressi e ha aperto la strada allo Stato sociale, quello che adesso rischiamo di perdere. Non c’è nulla di male nel ricordarlo. Anzi, visti i tempi è bene che qualcuno lo faccia!”.
 
Tornando all’annuncio del capogruppo dell’UdC, fascismo e comunismo sono facce della stessa medaglia?
 
“Lasciando stare per un istante l’esperienza alta e nobile dei comunisti, che è al pari di tutte le altre culture politiche antifasciste italiane, e lasciando stare, solo per un istante, il ruolo svolto dai partigiani e dal partito comunista per la Liberazione dal nazifascismo, mettiamo a comparazione i due modelli. Il comunismo è internazionalista, il fascismo è iper-nazionalista; il comunismo è per la fratellanza dei popoli e quindi antirazzista, il fascismo è per il razzismo; il comunismo è per la libertà tra tutti i popoli, il fascismo è per il colonialismo; il comunismo è per un mondo libero, quasi anarchico, come espressione massima della libertà individuale, il fascismo è oppressione; il comunismo guarda all’uguaglianza, il fascismo accentua le disuguaglianze; il comunismo è per la giustizia sociale, per la solidarietà, per un mondo dove non ci siano sfruttati e sfruttatori, il fascismo è oppressione. Detto questo, a questo punto, c’è da chiedere: in quale dei due modelli Volontè, in quanto cristiano, non dico si riconosce ma trova maggiori affinità?”
 
E cosa risponde a chi dice: “Che vergogna avere il PdCI al governo?”
 
“A chi lo dice invito, come ho fatto con il capogruppo dell'Udc, a rileggere la storia. Rispetto alle alleanze, chi deve vergognarsi sono coloro i quali hanno alleati gli eredi del o chi ancora sostiene il fascismo alla luce del sole - cosa per altro vietata dalla legge italiana - quel fascismo, ripeto, inviso e combattuto dalla stessa Dc, partito d'origine di Volontè”.