www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 24-01-08 - n. 212

da www.contropiano.org
 
Siamo tutti coinvolti
 
Continua la vendetta politica e giudiziaria contro i protagonisti delle lotte sociali degli ultimi anni.
 
Comunicato della Rete dei Comunisti
 
Il Pubblico Ministero del processo di Cosenza contro 13 compagni, di varie città d’Italia, accusati di associazione sovversiva tesa al “sovvertimento dell’ordine economico mondiale” ha chiesto la promulgazione di oltre 50 ani di carcere più una serie di misure limitative delle libertà individuale. A Firenze sono state richieste pene pesantissime contro 12 compagni del movimento No War per una manifestazione contro l'aggressione alla Jugoslavia nel '99.
 
Non ritorniamo sulle critiche all’allucinante quanto ridicolo impianto accusatorio che sottende all’inchiesta di Cosenza. Sia il dibattimento nell’aula in cui si è celebrato il processo e soprattutto la controinformazione militante hanno già smontato e sbugiardato il castello accusatorio contro i compagni.
 
Ma le richieste dei P.M. a Cosenza e Firenze sono in perfetta sintonia con il clima autoritario che, da tempo, sta informando i processi e le condanne contro i militanti e gli attivisti dei movimenti di lotta. Infatti da Napoli a Genova, da Milano a Firenze e Cosenza, passando per le migliaia di procedimenti giudiziari, si stanno accumulando anni di carcere, milioni di euro di multe, sanzioni amministrative e pesanti limitazioni alle libertà personali di movimento.
 
Si tratta di una sistematica ondata repressiva e criminalizzante che investe ogni aspetto del conflitto di classe e che si intreccia con una politica securitaria la cui gestazione e gestione travalica, di volta in volta, le tradizionali alleanze politiche istituzionali con una linea di condotta bipartizan.
 
E’ una politica finalizzata alle necessità della nuova collocazione dell’Azienda Italia dentro la competizione globale e lo snodarsi, sul piano internazionale, della strategia imperialista della guerra preventiva che prevede un “fronte interno” normalizzato, silente e subordinato.
 
Contro questo e tutti gli altri atti repressivi occorre mobilitarsi – a cominciare dalla manifestazione di Firenze e dall’annunciata Manifestazione a Cosenza per il prossimo 2 febbraio – rivolgendoci, non solo agli attivisti dei movimenti, ma a tutti i soggetti che avvertono le conseguenze antisociali delle politiche governative e dell’insieme dei poteri forti del capitale.
 
Nel contempo, però, dovremo dare voce e forza organizzata ad una battaglia generale tesa ad affermare una efficace difesa di tutti gli spazi di lotta e di organizzazione, contrastando il complesso delle misure repressive con l’iniziativa di massa sul terreno politico, sindacale e culturale.
 
La Rete dei Comunisti