www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 20-03-08 - n. 220

Anticostituzionale mettere sullo stesso piano fascismo e comunismo
 
di Tiziano Tussi
 
Sabato scorso è apparsa nel quotidiano Il Tempo una delle tante interviste elettorali di Silvio Berlusconi. Tra le amenità di solita bassa cucina – mettiamo i rifiuti sui treni; non sono di natura aggressivo; non ho mai pronunciato insolenze nei confronti degli avversari politici; e poi parla della dipartita (?) di Chirac in Francia – vi è la solita accentuazione dell’anticomunismo. Padrone assolutamente di esserlo, ma la questione non può innalzarsi da scelta personale ad indirizzo di stato.
 
Qualcuno glielo dovrebbe anche dire, fare presente, ricordare. Se le elezioni andranno come molti sondaggi ci dicono il Cavaliere del Lavoro, che nell’intervista ci mette al corrente, ancora una volta, che lui dorme poco o niente per lavorare anche di notte – ed il dott. Freud qui potrebbe utilmente intervenire -, dovrebbe diventare il presidente del Consiglio dei Ministri per la terza volta. Una specie di Berlusconi terzo (e poi si irride ai Fanfani VI od Andreotti VII!). Per arrivare a ricoprire quella posizione egli dovrà giurare sulla Costituzione.
 
Questa Carta – evidentemente per lui, straccia – recita nella XII Disposizione transitoria e finale che “E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. Nella Costituzione, ca va sans dire, non è presente lo stesso divieto per il partito comunista che è stato l’artefice storico, con altri ovviamente, della Costituzione repubblicana ed antifascista. Bisognerebbe ricordargli che lui dicendo quello che dice è fuorilegge. Anzi si dovrebbe fare di più. Si dovrebbe attuare pienamente la Costituzione per potere permettere a tutti coloro che devono giurare su di essa, di poterlo fare in forma perfetta. Quindi anche il nostro potrebbe utilmente capire che è anticostituzionale mettere sullo stesso piano fascismo e comunismo.
 
Intellettuali di vario tipo e livello, politici di grido, nostalgici di tutte le risme, revisionisti, negazionisti: tutti costoro possono anche portare avanti l’idea che rossi o neri sono lo stesso perché i gulag, la shoah, Stalin, Hitler e via mescolando. Ma chi deve attenersi alle regole, e ancora di più giurare sulle carte deve conoscerle e rispettarle. Il Cavaliere di Arcore ci dice anche, sempre nell’intervista che proporrà una giornata contro il comunismo, e che a scuola, dopo la memoria, il ricordo, le stragi, occorrerà anche aggiungere quest’altra piaga mondiale. Che i libri dovranno essere sostanzialmente riscritti, perchè i nostri giovani debbono sapere, e secondo lui non sanno, cosa è stato, cos’è, veramente il comunismo. Lui è anticomunista.
 
Un nuovo conflitto di interessi si potrebbe delineare all’orizzonte. Un aspirante primo ministro che in ogni occasione ci dice di disprezzare la Costituzione antifascista, scritta anche dai comunisti, sulla quale si incardinerà il suo potere politico per, speriamo poco tempo o nulla. Quando andrà a giurare forse a qualcuno, partendo dal presidente della Repubblica, potrà interessare la composizione del governo con eletti e responsabili della cosa pubblica dichiaratamente fascisti od anticomunisti, partendo proprio dal ledere dello schieramento vincente?
 
E’ possibile almeno sperare di superare la fase storica apertasi dalla fine della seconda guerra mondiale, superata nei fatti – la Resistenza – e nella cultura che poi si è venuta faticosamente a costruire, cultura antifascista? Vogliamo uscire davvero dalla contrapposizione e dagli steccati storici e fare parlare, anche per gli ignoranti, leggasi Silvio Berlusconi, la storia?