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- osservatorio - italia - politica e società - 14-04-08 - n. 223
Dopo le elezioni recuperare la verità
di Tiziano Tussi
A bocce ferme, dopo l’esito reale delle elezioni si può chiaramente vedere che quello che è successo sotto molti aspetti è come si dice a volte epocale. Nel Parlamento non vi saranno presenze storiche, comunisti, socialisti e fascisti. Questi ultimi in modo palese, dato che, senza fare una piega, ad esempio la Mussolini si è infilata in tempo nel partito di Berlusconi. Onore al merito tattico invece per i Radicali che sempre ce la fanno ad esserci nonostante non esistano, politicamente a livello sociale. Vi sarà la presenza massiccia, sempre stando ai numeri, della Lega Lombarda. Salute! Pochi partiti e poche idee ma confuse. Vedremo a breve. Ma una questione che subito è uscita è stata: poverino Bertinotti, ci spiace non sia in Parlamento ma in fondo è fisiologico, in fondo la storia, il superamento delle ideologie ecc. ecc. E poi ancora, speriamo che le piazze non si risveglino, speriamo che non vi sia, alcuno lo ha già detto – il solito Cossiga –, il ritorno del terrorismo. E poi non preoccupatevi, dicono sempre i vincitori, tutta la società italiana è rappresentata in Parlamento: precari, padroni, schiavi e suore, nord e sud uniti nella lotta e vai con i peana.
Ma da oggi i problemi storicamente incancreniti proseguono la loro incancrenita vita. La sconfitta storica della cultura di classe ha trovato la sua fine. Ma la realtà sociale, se vogliamo credere un pochino ancora a Marx ed Engels, non cambia perché i politici dicono sia cambiata. Lo scontro capitale-lavoro è centrale ed essenziale nel mondo capitalistico. Lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo non svanisce solo perché Bertinotti non è in Parlamento. La sconfitta è culturale e politica consociale. Lì sta la nostra storia e la nostra vita.
Occorre però lavorare con intelligenza e modernità, con realismo per recuperare la verità da sotto i tombini in cui è stata buttata.
Gli uomini non hanno idee innate, con buona pace di Platone. Gli uomini reali si formano attraverso la cultura che consumano. Non vi è automatismo tra lo stare bene o male e le posizioni politiche. Dovrebbe insegnarlo da troppo tempo la situazione del sud dell’Italia. Ma se non basta ciò che abbiamo sotto gli occhi, se non basta lo studio di Machiavelli, potrebbe essere utile andare alla fantascienza. Un vecchi libro di Harry Harrison, Largo! Largo! dal quale è stato tratto un film con Charlton Heston, da poco scomparso, dal titolo 2022 i sopravvissuti. Con qualche differenza tra libro e film: in una società del futuro, ma poi quanto, vi è terribile la disparità abissale tra ricchi e poveri. Per i ricchi tutto bene, comprano carne di vitello come fosse un gioiello di Bulgari, tanto è cara, le macellerie difese come gioiellerie, mentre i poveri arrancano nei sottofondi della società. Lo stato distribuisce, a volte, gallette con le quali si nutrono. Un coraggioso poliziotto, Charlton Heston, scopre, con grande fatica, che le gallette sono fatte con i cadaveri dei poveracci che muoiono. Ma nessuna ribellione, nessuna rivolta, da parte dei repressi. Si adattano!
L’adattamento è un male reale, l’uomo è un animale abitudinario. Perché dovrebbe smuoversi? Mentre scrivo, Berlusconi sta snocciolando minacce, che per lui sono promesse, impressionanti: chiudere le frontiere, poliziotti da ogni parte, campi di reclusione per gli extracomunitari, lotta alle criminalità con aumento di forze di varia polizia. Questo gli italiani hanno sempre sentito, questo gli italiani hanno votato.
Un altro mondo non è possibile, meglio lo è sempre e mai: dobbiamo però organizzarlo, prepararlo. Una possibilità non nasce da se. Il discorso del potere non è sempre e solo fantasia. Gli uomini si riducono a comportamenti realissimi ed anche non così sublimi: Schopenhauer diceva “la masticazione”, la lotta per il cibo. Siamo così terreni.