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- osservatorio - italia - politica e società - 12-05-08 - n. 227
Chieppa (Pdci), «i comunisti in piazza contro la criminalizzazione di tutti i conflitti»
«Grande, grande soddisfazione» questo è il commento a caldo di Vincenzo Chieppa, segretario del Pdci di Torino, per lo svolgimento della manifestazione in concomitanza alla Fiera del Libro del capoluogo piemontese
Insomma, niente guerriglia urbana, scontri e devastazioni...
Il corteo si è svolto non senza incidenti, ma senza il rischio di incidenti. Addirittura nel momento in cui il corteo è transitato nei pressi del maggiore ospedale di Torino, le Molinette, sono cessati gli slogan, è stato rispettato il divieto di schiamazzi vicino agli ospedali.
Questo aspetto è importante perché smaschera la vera e propria campagna di criminalizzazione preventiva ad opera dei maggiori media italiani, a partire da Repubblica e Corriere della Sera, visto che per un mese si è parlato di città blindata, G8, scontri, orde di selvaggi che si sarebbero riversate nella città per metterla a ferro e fuoco.
Tutto falso...
Era una campagna falsa ed interessata, orchestrata dai mezzi di informazione noti, finalizzata a criminalizzare una manifestazione che voleva semplicemente ribadire sostegno e solidarietà alla lotta del popolo palestinese e sottolineare il fatto che questo movimento sta dalla parte di quel popolo oppresso da 60 anni di occupazione militare.
I Comunisti italiani c'erano, anche se isolati. Quel è il valore di questa presenza?
Completamente isolati, abbiamo registrato senza sorprese gli attacchi dei media. Ci hanno invece sorpreso gli attacchi provenienti dal Prc che si è accodato a questa campagna di criminalizzazione.
Noi abbiamo ottenuto una grande vittoria. Intanto abbiamo ribadito la nostra posizione di sostegno al popolo palestinese, e più in generale non ci siamo piegati al volere dei poteri forti. Inoltre il nostro partito è stato attaccato perché in quella manifestazione ci sarebbero stati anche i centri sociali e non avremmo dovuto sfilare perché erano presenti altre “soggettività”. Sarebbe stato un gravissimo errore perché noi Comunisti italiani dobbiamo stare in piazze, con le nostre parole d'ordine. Abbiamo temporaneamente sconfitto un tentativo di criminalizzazione che credo sarà costante per i prossimi cinque anni.
Oggi si trattava della Palestina, domani si tratterà della difesa del contratto nazionale di lavoro. E chi scenderà in piazza per difenderlo sarà paragonato, dalla stessa campagna mediatica di criminalizzazione, a terroristi di ogni genere.
Dobbiamo prendere coscienza, tutti, che c'è in atto un pesantissimo spostamento a destra della società e una delle ricadute negative è quella di criminalizzare qualunque elemento di dissenso e di impedire quindi qualunque manifestazione di piazza, democratica, pacifica, responsabile come quella che si è svolta a Torino.
Per arrivare all'annientamento definitivo del conflitto sociale...
Ovviamente. L'obiettivo è cancellare qualunque tipo di conflitto, ripeto democratico e pacifico. È arrivata una grande lezione da questo corteo. Noi dobbiamo stare in piazza, con i movimenti, sulla nostra piattaforma politica ma non dobbiamo farci vincere e convincere dalla forza mediatica dei poteri forti e della destra. Con la nostra partecipazione sabato abbiamo anche dimostrato concretamente cosa significa essere alternativi al Pd, culturalmente e nella proposta politica. Abbiamo così rafforzato il rapporto con un segmento di società che sulle questioni internazionali non si è rassegnato al pensiero unico.