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- osservatorio - italia - politica e società - - n. 256
da Partito dei Comunisti Italiani - Federazione di Torino
11/10/2009
Come fermare l'aggressione di Israele?
Torino, 10 gennaio 2009. Durante il conflitto nel Vietnam, cittadini statunitensi nelle manifestazioni contro la guerra bruciavano bandiere a stelle e strisce: si trattava di una forma di protesta, di acuta condanna alle odiose e orrende scelte belliche, guerrafondaie degli USA, dove venivano usate anche armi chimiche non convenzionali dagli effetti tutt'ora devastanti.
La storia riconosce l'orrore di quella guerra e l'aver bruciato le bandiere non ha portato alla distruzione degli Stati Uniti, anzi, quelle manifestazioni hanno contribuito a porre fine al conflitto.
Polemizzare perché viene incendiata una bandiera israeliana ha il significato quindi di non riconoscere il valore della protesta, di ridurre il peso del messaggio che la popolazione civile ha lanciato con un corteo cittadino che si è svolto in forma pacifica e ha visto la partecipazione di migliaia di persone: arabi e italiani, adulti e studenti, intere famiglie. Un'integrazione nel segno della pace e la fratellanza dei popoli.
Bruciare una bandiera non ha alcuna conseguenza, mentre a Gaza si stanno ammazzando donne, bambini, anziani, intere famiglie, scolaresche.
Chi ha visto sfilare il corteo avrà visto un'altra simbologia messa in campo, ben più drammatica: i bambolotti avvolti in tele insanguinate con le fronti macchiate di rosso. L'attacco contro Gaza è indiscriminato, colpisce anche i più piccoli.
Quali proteste dovrebbe inscenare chi da qui assiste impotente al genocidio che l'esercito israeliano ha sferrato contro un milione e mezzo di persone stipate in una striscia di terra di pochi chilometri quadrati? Contro una popolazione vessata dall'occupazione, dalla segregazione razziale, ostacolata nel suo sviluppo, stremata da un duro assedio che centellina le risorse energetiche, le medicine, gli aiuti umanitari, i beni di prima necessità, imprigionata sul proprio territorio, e ora sterminata anche con armi non convenzionali come quelle al fosforo.
Contro l'aggressore Israele si deve esprime una ferma e incondizionata condanna.
"Vita, terra e libertà per il Popolo Palestinese".