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- osservatorio - italia - politica e società - 31-01-09 - n. 259
da Oltre confine - Newsletter settimanale del Dipartimento Esteri del PdCI
Italiani brava gente? La fine di un mito falso e vergognoso
di Andrea Genovali Vice resp. Esteri PdCI
Nessun dubbio che l’accordo internazionale ratificato fra Italia e Libia negli scorsi giorni sia per Berlusconi solo un espediente tattico per, da un lato, affermare che grazie a lui il flusso di migranti si potrà rallentare (cosa molto difficile come gli sbarchi di questi giorni a Lampedusa dimostrano) e dall’altro per gli interessi dell’Eni nell’area.
In realtà, fuori dalla coscienza, conoscenza e volontà del nostro Presidente del Consiglio, la ratifica degli scorsi giorni di quel trattato, le cui basi vanno ricercate nel passato esecutivo e nel lavoro dell’allora ministro degli Esteri D’Alema, ha una importanza non trascurabile. Infatti, finalmente, l’Italia riconosce che il mito coloniale e fascista “degli italiani brava gente” era, ed è, solo sporca propaganda.
La destra italiana, fascista e reazionaria, e i cosiddetti liberali riconoscono finalmente che l’Italia prefascista e quella fascista si sono macchiate di crimini contro l’umanità spaventosi in Libia come nel resto del cosiddetto “impero”. Basti pensare che per causa italiana vi furono nella sola Libia 100.000 morti su una popolazione complessiva di 800.000 persone, 1 libico su 8 fu ammazzato da noi italiani. Deportazioni di massa, bombardamenti con iprite (sostanza ancor oggi proibita), campi di concentramento, rappresaglie indiscriminate, torture, stragi di civili, confisca di beni e terreni alla popolazione locale sono gli atti che per oltre un secolo la propaganda italica ha sempre cercato di negare.
Ancor oggi, ad esempio, vi è la proposta di sostituire il nome del grande dirigente comunista, assassinato dalla mafia, Pio La Torre dall’aeroporto di Comiso per mettervi quello del criminale di guerra generale Vincenzo Magliocco responsabile del bombardamento all’iprite della Somalia. Oggi con quella firma si è finalmente riconosciuto che le azioni coloniali, sia nel periodo liberale che nel successivo fascista, accomunano l’Italia ai metodi brutali di dominio che caratterizzarono gli altri paesi colonialisti europei.
Con il fascismo, inoltre, la situazione si aggravò e le condizioni dei sudditi coloniali precipitarono ulteriormente. Questo riconoscimento segna, per quanto inconsapevole, che l’Italia inizia a riparare, in qualche modo, i danni e i lutti apportatele durante la nostra permanenza come paese occupante in quelle terre.
Grazie all’opera documentatissima e scientifica di Angelo Del Boca, e degli studiosi che ne hanno seguito le tracce, dopo molti anni si comincia a far apparire la verità squarciando la menzogna e la propaganda degli “italiani brava gente” Un inconsapevole atto di giustizia del governo che, la stampa asservita al potere (oltre il 90%), si è ben guardata dall’evidenziare con forza l’aspetto storico-politico che rimane il cuore della ratifica.
Ma questo aspetto non è sfuggito fuori dagli italici confini. Infatti, analoghe rivendicazioni possono adesso essere presentate da tutti i paesi colonizzati nei confronti dei loro ex aguzzini. Non è un caso che inglesi, francesi, portoghesi e belgi, molto più conoscitori delle loro storie patrie a differenza del nostro “Romolo e Remolo” non l’hanno presa molto bene. Dall’Algeria, infatti, si inizia a chiedere un trattato come quello firmato fra Italia e Libia.
In ogni caso resta la natura predatoria del governo italiano, non a caso contestualmente alle nostre responsabilità nel trattato c’è l’impegno della Libia a collaborare nelle politiche contro la migrazione che dall’Africa raggiungono l’Europa e nello specifico l’Italia. Tutto questo si concretizza con l’accentuarsi dei drammi umani che quotidianamente mietono centinaia di vittime in quella via della disperazione che è il deserto libico. Un modo, questo italiano, come un altro per tirare su muri e steccati; la rappresentazione moderna di un neo colonialismo che continua a derubare le regioni del mondo più ricche di risorse naturali lasciandole alla fame.
Una nota critica però va rivolta anche alle esperienza governative del centro sinistra che non hanno saputo chiudere un trattato con la Libia per il nostro passato coloniale. Nella passata legislatura vi fu anche un ODG presentato dal PdCI, come primo firmatario Iacopo Venier, per istituire la “Giornata della memoria delle vittime africane del colonialismo italiano” che a causa della poca attenzione dell’allora presidente della Camera Bertinotti, e poi della fine anticipata della legislatura, non fu mai discusso. La sudditanza del centro sinistra all’egemonia culturale di destra nel nostro paese ha impedito al centro sinistra di farsi portatore di un riconoscimento storico per le 100.000 vittime del nostro colonialismo in terra libica.
Senza saperlo lo ha fatto Berlusconi, a modo suo, e questo deve far riflettere ancor di più nel nostro paese chi si ritiene progressista e democratico ma non ha più il coraggio di sostenere posizioni politiche anche “non corrette” rispetto ai grandi media ma coerenti con i valori, le idee e le passioni che hanno sempre animato la sinistra italiana.