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- osservatorio - italia - politica e società - 17-02-09 - n. 261
editoriale del n.1 2009
Continuare la lotta contro il sionismo
Antisionismo non è antisemitismo. Chi nega l’olocausto viene riabilitato da Ratzinger
Perché non si può attaccare il governo Israeliano? I sionisti strumentalizzano e vivono di rendita sulla Shoah come se solo loro fossero stati colpiti. E i comunisti, gli antifascisti, i rom, gli omosessuali, gli andicappati? Ci martellano con l’olocausto ma non disdegnano di aggredire il popolo palestinese. Perché con Israele non vale la differenza tra sionismo e semitismo? Perché il governo israeliano è intoccabile?
Il mondo che si batte per mantenere in vita Eluana, i feti e persino gli spermatozoi, difende a spada tratta “l’operazione piombo fuso” di Israele incurante di tutta la popolazione civile – già chiusa in un recinto e fiaccata da due anni di blocco totale di alimentari, medicine, combustibili - morta e ferita, tra cui moltissimi bambini. E non è meglio per i superstiti che subiscono traumi e paure difficilmente superabili anche perché non sono certo assistiti da psicologi come oggi si usa fare per i parenti dei militari caduti nelle zone di guerra.
Orrore, morte e macerie. È l’ennesima aggressione di Israele (strumentale alle proprie contraddizioni interne e per le prossime elezioni), uno degli Stati militarmente più potente al mondo (ed in possesso dell’atomica) sul popolo palestinese bombardato da 60 F16 con bombe a grappolo al fosforo bianco, e decine di elicotteri prima dell’invasione terrestre che ha scatenato la reazione in tutto il mondo. Sono state moltissime le manifestazioni di piazza in appoggio alla Resistenza palestinese e molto partecipate anche in Italia, con una notevole presenza degli immigrati arabi.
Ovviamente i mass-media si sono messi al servizio della macchina propagandistica sionista. Hanno cercato di giustificare l’aggressione continuando a diffondere la bugia della violazione della tregua da parte dei palestinesi, dando voce alla guerrafondaia Livni (figlia di Eitan Livni, il capo delle operazioni dell'organizzazione terroristica Irgun Zvai Leumi, che ha organizzato l'attentato dell'hotel King David di Gerusalemme, in cui perirono 91 vittime, di cui 4 ebrei) che sostiene “Hamas vuole colpire i nostri piccoli, noi miriamo ai terroristi che si nascondono dietro ai bimbi”. Ma quelli morti sono solo i bambini palestinesi. Persino in una scuola dell’ONU dove pensavano di essere protetti. La stessa agenzia per i rifugiati ha sostenuto che gli israeliani sapevano cosa bombardavano.
Amnesty International – per non smentirsi - ha parlato di crimini di guerra da entrambe le parti. È vero il contrario. Sono stati i sionisti a violare ripetutamente la tregua moltiplicando i loro attacchi terroristici mirati contro la popolazione palestinese, ampliando le loro colonie nei territori occupati, togliendo l’acqua ed innalzando il Muro della vergogna che spezza le famiglie e impedisce ai palestinesi di poter coltivare la terra o di recarsi a lavorare, in spregio al diritto internazionale e alle stesse risoluzioni dell’Onu, mai rispettate. Un progetto da “Grande Israele” tanto che Israele è l’unico Stato al mondo che non ha dichiarato e depositato i propri confini.
Chi non si omologa come il corrispondente Pagliara, fa scoppiare la bufera. Come Santoro con Annozero. Attaccato dalla destra, ovvio, per la sua puntata su Gaza, definita indecente da Fini e dal Pd, altrettanto ovvio, nella quale Lucia Annunziata ha brillato per la sceneggiata. Mino Fuccillo (ex direttore de l’Unità) che cura la rassegna stampa di RaiNews24, sul 3, ha sostenuto che Santoro ha superato il limite, praticamente ha sconfinato dall’informazione allo spettacolo. Ma il bombardamento del governo israeliano su Gaza con relativi “effetti collaterali” non è un bello spettacolo!
Anche i politici e le amministrazioni di “sinistra”, che demagogicamente si sono offerte per ricoverare i bambini massacrati, hanno fatto un grosso sforzo per convincere l’opinione pubblica che Israele è dalla parte giusta. Cosa non si farebbe per mantenere la poltrona!
Fassino, che ha partecipato alla manifestazione pro Israele, ha detto che “ci sono settori di sinistra con parole d’ordine fondate su un pregiudizio ideologico verso Israele”. Iniziativa alla quale non è stato invitato D’Alema, solo per aver detto che l’opinione pubblica è più scossa dalle immagini dei bambini palestinesi uccisi più che dalle bandiere bruciate. Per Chiamparino: lo Stato ebraico è il nuovo nemico a sinistra.
Sansonetti (già defenestrato da direttore): “ho letto l’articolo di Angelo d’Orsi su Liberazione. Agghiacciante, Santoro a confronto è un moderato, un articolo antiisraeliano per non dire peggio”.
Ma l’operazione non è riuscita. Chi non ha manifestato contro Israele o non ha comunque espresso il proprio sdegno è rimasto nell’indifferenza. Come dire: ancora una guerra. Una come tante!
Un’aggressione che continua. Come si può chiamare tregua o ritiro delle truppe se dal mare la Marina israeliana spara sui pescatori e sui bambini in spiaggia? Sono pericolosi terroristi? O sono potenziali per cui è meglio prevenire che curare? Solo che non tratta di malattie, ma della vita di essere umani! È tregua bloccare l’arrivo di aiuti di cibo e coperte sparando alla nave umanitaria?
Dal 26 al 29 gennaio una delegazione guidata da Antonio Taiani e formata da rappresentanti dell’Agenzia spaziale italiana, da associazioni del settore dell’industria si è recata a Tel Aviv per offrire la possibilità di stringere importanti relazioni di natura economica e scientifica. Rapporti che sono già caratterizzati da un ottimo andamento. L’Italia, infatti, è tra i partner di Israele – molto interessato al settore satellitare e delle telecomunicazioni del sistema Italia - di maggiore importanza a livello mondiale (4° fornitore, 5° acquirente).
Noi comunisti siamo a fianco della giusta causa del popolo palestinese, coscienti che può essere risolta solo in stretto rapporto con la questione generale della rivoluzione proletaria.
Ma nel frattempo il sostegno militante pone dei precisi compiti e non solo sull’onda dell’emotività del momento in cui i palestinesi vengono massacrati.
L’impegno a fianco di questo popolo oppresso da decenni deve continuare attraverso la lotta contro il governo Berlusconi che sostiene politicamente, economicamente e militarmente Israele; contro l’imperialismo nordamericano ed europeo e tutti i riformisti e gli ipocriti che mettono sullo stesso piano i sionisti aggressori e i palestinesi aggrediti.
Attraverso la lotta contro l’imperialismo, il sionismo e la loro politica di guerra e di apartheid.
Per impedire i massacri sionisti, per il ritiro dell’esercito da Gaza e da tutti i territori occupati, per la revoca del blocco affamatore e la fine del furto delle risorse naturali come l’acqua, per il diritto dei palestinesi di difendersi con le armi, per lo smantellamento del Muro, per il ritorno di tutti i profughi e la liberazione dei prigionieri, per la fine degli accordi militari tra Italia ed Israele, per il ritiro delle truppe italiane dal Libano - funzionali solo alle operazioni militari israeliane - per la campagna di boicottaggio dell’economia di guerra israeliana.
Con l’appoggio ai comunisti nell’affermazione di una Palestina libera, unita e socialista.