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- osservatorio - italia - politica e società - 26-04-09 - n. 271
da www.nuovaunita.info
1° MAGGIO
Giornata di lotta internazionalista contro lo sfruttamento capitalistico
Da anni in Italia il 1° Maggio, giornata di lotta internazionalista dei lavoratori di tutto il mondo contro lo sfruttamento capitalistico, è stato trasformato in una giornata di festa o di santificazione del lavoro. I sindacati confederali organizzano cortei svuotati di contenuti di classe e il concerto di Roma, la Chiesa festeggia S. Giuseppe patrono dei lavoratori e predica rassegnazione e speranza in un mondo migliore.
I partiti politici di sinistra, rievocano il 1° Maggio guardandosi bene, però, dal mettere in discussione questa società borghese basata sulla proprietà privata dei mezzi di produzione e sullo sfruttamento del lavoro salariato. Parlano, i partiti di sinistra, di una diversa distribuzione della ricchezza ma la società borghese e le sue istituzioni sono intoccabili!
Riprendere nelle proprie mani il 1° Maggio con i suoi contenuti di classe è per il proletariato un’esigenza vitale soprattutto ora nel vivo di una crisi economica mondiale di grandi dimensioni, destinata ad aggravarsi e il cui peso (aumento dello sfruttamento, morti sul lavoro e di lavoro, peggiori condizioni di vita con licenziamenti, cassa integrazione, aumento del precariato, allungamento dell’età della pensione delle donne) il padronato pretende di scaricare sui lavoratori e sulle masse popolari.
Questa profonda, globale crisi economica, paragonabile se non più terribile del 1929, è caratteristica del capitalismo nella sua fase imperialista; non è stata determinata dalle malefatte di un gruppo di capitalisti senza principi e senza scrupoli come ripetono gli economisti borghesi o socialdemocratici; e neppure dalla mancanza di regole e controlli nel settore borsistico ma è organica al capitalismo nella sua fase imperialista. Le borghesie nazionali, a cominciare da quella USA, avevano promesso benessere, pace, democrazia e invece hanno seminato in tutto il mondo fame, guerra, ingiustizie e feroci dittature antipopolari.
La crisi dimostra una volta di più che lo sviluppo ed il progresso sociale dei popoli non sono possibili nel capitalismo e dimostra anche che la liberazione della classe operaia e dei popoli si può raggiungere solo con la rivoluzione ed il socialismo. Alla crisi di questo regime di sfruttamento e rapina la classe operaia e i lavoratori devono rispondere con la mobilitazione e la lotta contro il padronato e il governo.
Riprendere nelle proprie mani il 1° Maggio con i suoi contenuti di classe, per i proletari è diventata oggi più che mai una necessità. Unificare le lotte di resistenza del proletariato sia italiano che straniero, dei “fissi” come dei precari, senza delegare a nessuno la lotta per il proprio futuro, dimostrando nella pratica della lotta che la nostra classe è unica, con identici interessi ed un solo nemico: il capitale.
Se vogliamo che le lotte abbiano un successo, elevino la coscienza di classe del proletariato e pongano realmente e concretamente il problema della conquista del potere politico e del socialismo è indispensabile porsi, innanzitutto, la questione della ricostruzione del partito comunista e lavorare concretamente in questa direzione con spirito aperto e unitario.
Lottare partendo dalla nostra realtà, dalla consapevolezza che il nemico è in casa nostra: l’imperialismo italiano e la sua borghesia. In questa battaglia diamo un contributo necessario all’internazionalismo proletario legando la nostra lotta a quella dei proletari e dei popoli di tutto il mondo per costruire una nuova società senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo.