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- osservatorio - italia - politica e società - 04-06-09 - n. 277
da Contropiano
Referendum del 21 giugno. Un appello rilancia la proposta del proporzionale e il rifiuto della forzatura bipartitica
Con il proposito di dare continuità e progetto all'appello "La Sinistra per il proporzionale" del 18 settembre 2005, in occasione del prossimo referendum del 21 giugno, si è costituito il "Comitato per il Proporzionale - Contro la forzatura bipartitica".
Il primo impegno del Comitatoè quello di intervenire attivamente per smascherare i contenuti antidemocratici dell'attuale legge elettorale e di un'iniziativa referendaria dal contenuto ancora più antidemocratico. Per questo motivo, nella denominazione del Comitato non poteva mancare una sottolineatura che riafferma il sistema proporzionale come unico sistema elettorale democratica e rispettoso del diritto di rappresentanza. L'obiettivo del Comitato è d'impedire il successo dell'ennesima iniziativa referendaria in materia elettorale. Un'iniziativa referendaria che non ha lo scopo di "abrogare" il cosiddetto Porcellum, bensì di realizzare una porcata ancora peggiore. "Dal Porcellum al Super-Porcellum", questo, in sintesi, il risultato di questa nuova campagna referendaria che, al solito, viene presentata come la soluzione di tutti i mali.
L'obiettivo dei referendum Segni-Guzzetta del 21 giugno, è di limitare l'assegnazione del premio di maggioranza alle singole liste e non più ad un insieme di liste collegate, congiuntamente all'esasperata applicazione delle soglie di sbarramento per le forze minori, il che rappresenta un innegabile peggioramento dell'anomalia già segnalata da tempo dalla stessa Corte Costituzionale al Parlamento. Come ampiamente chiarito dai promotori, i referendum si prefiggono di rendere difficilmente percorribile la strada della costituzione di larghe alleanze, per forzare così l'intero sistema politico verso un confronto elettorale tra forze politiche omogenee, con il prevedibile risultato di allontanare ulteriormente dalla politica gli elettori tagliati fuori da questo meccanismo di rappresentanza e con il concreto rischio di assegnare premi di maggioranza che potrebbero assumere dimensioni da allarme democratico. Per tutti i motivi sopra elencati, l'unica risposta che una simile iniziativa referendaria merita è l'astensionismo e il non raggiungimento del quorum. Con l'astensione è infatti possibile impedire l'approvazione dei tre referendum attraverso i quali si vorrebbe imporre agli elettori una forma di bipartitismo coatto, ipermaggioritario, ed espropriarli del tutto di ogni possibilità di scelta.
L'appello lanciato dal Comitato per il proporzionale- contro la forzatura bipartitica ha già raccolto numerose adesioni tra cui si segnalano il saggista Manlio Dinucci, docenti universitari come Francesca Balsamo e Luciano Vasapollo, giuristi, giornalisti, sindacalisti e attivisti dei movimenti sociali
prime adesioni raccolte sull'appello:
Maria Rosaria Damizia (Avvocato)
Germano Monti (circolo Stefano Chiarini)
Giovanni Ciccone (sindacalista CUB)
Letizia Mancusi, consulente politiche sanitarie
Sergio Gaudino, medico
Associazione Progetto Diritti
Sergio Cararo (direttore di Contropiano, per la rete dei comunisti)
Luciano Vasapollo (direttore del Cestes, docente università La Sapienza)
Angelo Fascetti (Coordinatore nazionale ASIA/RdB)
Marco Santopadre (direttore di Radio Città Aperta)
Valter Lorenzi (Rete nazionale Disarmiamoli)
Maurizio Timitilli (membro collegio garanzia Lazio PRC)
Massimo Cristofanelli (tecnico effetti speciali)
Eugenio Romano Cristofanelli (pensionato)
Maria Grazia Ruffino (medico)
Claudio Ortale(Capogruppo PRC-SE Municipio Roma 19)
Federico Giusti (rsu cobas)
Franca Balsamo (ricercatrice, dipart. scienze sociali Università di Torino)
Alessandro Spadoni (giornalista di Eventi Culturali e attivista RDB/CUB)
Lorenzo Mazzucato (RSU Cciaa di Padova)
Andrea Venturi (Consigliere Comunale Rete Dei Comunisti Comune di San
Giuliano Terme Pisa)
Stefano Garroni
Michele Garroni
Francesco Fumarola (lavoratore call center Atesia)
Antonio Conte (vicepresidente megachip)
Maria Carmela Liggieri (docente e ricercatrice di scienze sociali,
presidente provinciale PLI di Catania)
Giusy Caravello (precaria del Terzo Settore, Roma)
Enzo Apicella
Giuseppe Amata (docente Università di Catania)
Andrea Martocchia (ricercatore, Associazione marxista Politica e Classe -
Bologna)
Roberto Battiglia (delegato RdB MEF)
Maurizio Musolino (dipartimento esteri PdCI)
Mila Pernice (giornalista RCA, Roma)
Eustachio Leone (direttivo FILT-CGIL Salerno)
Daniele Domenico Barillari (studente, Milano)
Roberto Rossetti (coord. romano Sinistra Critica)
Manlio Dinucci (Saggista)
Carla Pellegrini (Insegnante)
Massimo Betti (Coordinatore RdB/CUB Emilia Romagna)
Lidia Triossi (Coordinatrice ASIA/RdB Emilia Romagna)
Aldo Romaro (Il Pane e le Rose, Padova)
da Contropiano
La Commissione di Vigilanza RAI esclude dagli spazi di informazione sul referendum il "Comitato per il proporzionale e contro la forzatura bipartitica"
Il "Comitato per il proporzionale e contro la forzatura bipartitica" manifesta estremo stupore per la sua mancata ammissione fra i soggetti politici legittimati a concorrere alla formazione dell'opinione pubblica, in occasione della campagna referendaria 2009, sulle reti del Servizio Pubblico RAI.
Certi che all'origine della decisione adottata dalla Vigilanza RAI non possono che esservi ragioni esclusivamente politiche, vista la caratterizzazione del Comitato che va ben al di là di quanto rappresentato e rappresentabile dai soggetti politici ammessi di diritto e dagli altri Comitati contrari all'approvazione dei quesiti dei quali si ha notizia, ci adopereremo in tutte le sedi possibili per denunziare questo nuovo atto d'arbitrio, compiuto nel silenzio e la totale complicità di tutte le forze politiche presenti in Parlamento.
Sarebbe quanto mai curioso, per altro, scoprire che Comitati, nonostante la presenza contraddittoria, al loro interno, di esponenti politici facenti parte di partiti che hanno raccolto le firme per i tre referendum e di esponenti politici fuoriusciti dal comitato promotore, possano invece essere stati considerati maggiormente idonei a rappresentare le ragioni contrarie all'approvazione dei tre quesiti.
Laddove ciò venisse confermato, saremmo di fronte al tentativo, neanche tanto nascosto, d'impedire alle ragioni del NO di essere rappresentate in maniera convincente nel confronto con il Comitato promotore. Tenendo altresì presente che partiti come Lega Nord e UDC farebbero meglio a tacere, vista la "porcata" della quale si sono resi autori approvando la legge elettorale ora sottoposta a referendum.
p. Il Comitato