www.resistenze.org
- osservatorio - italia - politica e società - 05-05-10 - n. 317
da www.sdlintercategoriale.it/content/view/3670/1/lang,it/
Siamo tutti lavoratori/trici greci
03/05/2010
Da alcune settimane, sotto la pressione della Commissione europea e del Fondo monetario internazionale, il governo greco sta attaccando i lavoratori e le lavoratrici di questo Paese.
Il livello di indebitamento del paese (12,7%) viene utilizzato per cercare di giustificare la ingiustificabile regressione sociale. Ma i tassi dei paesi come Gran Bretagna, Spagna, Giappone e Stati Uniti sono ugualmente oltre il 10%. Lavoratori e lavoratrici della Grecia, giustamente, si rifiutano di pagare per la crisi del sistema capitalista. Ai padroni e agli azionisti sono stati concessi dividendi, sgravi fiscali di ogni genere, remunerazioni denenziali con, alla base, delle fortune che superano le aspettative. Essi devono pagare la loro crisi.
Le misure annunciate sono inaccettabili: non sostituiscono 4 lavoratori/ci su 5 che vanno in pensione del servizio pubblico, l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto dal 19 al 21%, il taglio del 10% delle indennità, le pensioni di vecchiaia congelate, il 15% di riduzione dei salari, l’età del pensionamento aumentato a 67 anni, ecc. Le stesse banche e gli speculatori, che ieri sono stati salvati dal fallimento con l’aiuto degli Stati, fanno pressione su di essi e sono autorizzati a speculare sulle spalle del popolo greco. I governi hanno salvato le banche, senza contropartita. Oggi queste stesse banche vogliono far pagare il conto al popolo. La Grecia è attaccata, il Portogallo è nel mirino, Spagna e Irlanda sono minacciati. In Grecia, scioperi e manifestazioni di massa ci sono già stati. Il 24 febbraio uno sciopero generale ha paralizzato il Paese. I sindacati firmatari sostengono il popolo greco, soprattutto lo sciopero generale del 5 maggio prossimo. Per salvare il sistema capitalista, i padroni e azionisti si sono organizzati a livello internazionale: il movimento sindacale deve agire attraverso le frontiere per imporre un sistema diverso da quello che sfrutta i lavoratori/trici, saccheggiando le risorse naturali ai paesi poveri, causando la fame di una parte del pianeta,... Noi intendiamo andare avanti nella creazione di una rete sindacale alternativa in Europa, aperta a tutte le forze che vogliono lottare contro il capitalismo e il neoliberismo.
Ovunque svilupperemo e coordineremo le lotte sociali e costruiremo la resistenza comune a livello europeo! Di fronte alla crisi del sistema capitalista, lo sciopero generale è necessario. Vogliamo costruirlo! In Grecia, come altrove, il popolo non deve pagare la crisi del sistema capitalista!
Confederacion General del Trabajo CGT - Etat espagno, SdL intercategoriale Italia, Federazione delle Rappresentanze di Base RdB Italia, Transnationals Information Exchange TIE – Allemagne, Confederazione Unitaria di Base, Confederacion Intersindical Etat Espagnol, Confédération Nationale du Travail CNT - France, Union syndicale Solidaires Solidaires - France, Ezker Sindikalaren Konbergentzia ESK Pays Basque, Unione Sindicale Italiana USI – Italie
da www.cobas.it/index.php/cobas/Notizie/Messaggio-dei-Cobas-per-lo-sciopero-generale-del-5-maggio-in-Grecia.
Carissimi compagni e compagne, amici e amiche, fratelli e sorelle di lotta
In questi ultimi dieci anni le nostre strade si sono incontrate spesso, abbiamo lottato insieme e abbiamo manifestato fianco a fianco tante volte, dal Forum Europeo di Firenze nel 2002 a quello di Atene nel 2006, dai cortei contro la legge Bolkestein alle tante dimostrazioni contro la guerra imperialista o in difesa della scuola pubblica e dei beni comuni.
E oggi, in questo 5 maggio di sciopero generale del popolo greco, avremmo voluto essere lì con voi in questa giornata cruciale in difesa dei lavoratori, dei settori popolari e degli strati sociali più deboli e indifesi, contro la violenza e i soprusi di uno spietato sistema capitalistico che vorrebbe il fallimento economico e sociale di una intera nazione e l’impoverimento totale e la perdita dei diritti per milioni di lavoratori, di disoccupati, pensionati e giovani.
Ma poichè, come ben sapete, l’attacco capitalistico ai settori popolari, ai servizi sociali e ai beni comuni sta avvenendo in tutta Europa - anche se, almeno per il momento, in Italia non con le stesse tragiche dimensioni che in Grecia- dobbiamo restare nel nostro paese per rispondere a tale attacco, dato che stiamo organizzando due giorni di sciopero nella scuola contro il licenziamento previsto per il prossimo anno scolastico di 41 mila lavoratori e contro il massacro della scuola pubblica; nonché, per il 14 maggio, una Giornata di mobilitazione nazionale contro nuove leggi sul lavoro con le quali il governo Berlusconi, in assenza di qualsiasi vera opposizione parlamentare e politico-istituzionale, vorrebbe ridurre ulteriormente i diritti dei salariati.
Non ci siamo fisicamente, ma siamo lì con voi in spirito perché voi siete in questo momento l’avanguardia europea della lotta contro l’arroganza di un capitalismo che ha portato l’Europa e il mondo nella più catastrofica crisi economica del dopoguerra e che, ciò malgrado, impone che a pagare con siano quelli che la crisi l’hanno provocato ma coloro che l’hanno subita e che da sempre pagano per tutti.
L’”aiuto” che i partner europei della Grecia promettono al vostro popolo assomiglia all’intervento di un medico cinico e assassino che per evitare le sofferenze di una colica renale faccia inghiottire al paziente una decina di pasticche di cianuro. I governi dell’Unione Europea e il FMI vorrebbero imporvi la riduzione dei salari almeno del 15%, elevare l’età pensionabile a 67 anni e nello stesso tempo ridurre drasticamente le pensioni stesse, abolire i contratti nazionali di lavoro e ogni garanzia contro i licenziamenti, tagliare decine di migliaia di posti di lavoro nella scuola, nella sanità e in tutto il settore pubblico, ridurre massicciamente gli investimenti nei servizi e nei beni comuni. E questo dopo che i governi europei e dei principali paesi capitalistici del globo hanno dilapidato centinaia di miliardi di euro per finanziare banche in via di fallimento e imperi finanziari in bancarotta, principali responsabili della crisi globale, senza peraltro alcuna contropartita o cambiamento delle regole selvagge del “liberismo” imperante.
Per di più, persino l’accettazione di un tale massacro sociale dei settori popolari non garantirebbe affatto la salvezza economica della Grecia, come quella di altri paesi che nelle prossime settimane potrebbero subire analoga sorte, attaccati da quella speculazione finanziaria messa in atto proprio da quei poteri economici che sono stati salvati dal fallimento dall’intervento delle risorse pubbliche delle varie nazioni colpite.
Arrendersi per paura, sperare che l’accettazione dei tagli e dei licenziamenti serva a far passare la crisi, è dunque, oltre che suicida, inutile. L’unica via percorribile di salvezza, quella che renderebbe attuale lo slogan che il movimento italiano lanciò in Europa nell’autunno 2008 (“Noi la vostra crisi non la paghiamo”), è la crescita rapida della solidarietà e dell’unità nella lotta contro i poteri economici e politici europei che vogliono perpetuare il capitalismo facendone pagare i costi ai salariati e ai settori popolari. Solo una generale rivolta europea, coordinata dalle forze anti-liberiste e anticapitaliste, da coloro che ritengono possibile un altro mondo non fondato sul profitto, sulla mercificazione globale e sul dominio del mercato, in una stretta alleanza tra forze sindacali alternative, politiche e sociali, può modificare il corso delle cose.
E per questo noi, come Cobas, insieme ad altre organizzazioni sindacali di base, politiche e sociali, ci stiamo impegnando qui ed ora in Italia e in Europa. La rivolta che avete avviato in Grecia deve diffondersi in tutta Europa, coordinarsi, trovare tempi e modi coincidenti, luoghi di incontro, programmi comuni. E in questa direzione sia nella Giornata nazionale italiana del 14 maggio di mobilitazione contro le nuove leggi del lavoro, che il governo Berlusconi vorrebbe imporre, sia nelle due giornate di sciopero generale della scuola nella prima parte di giugno, la vostra lotta, che è anche la nostra, sarà al centro delle nostre iniziative e della nostra propaganda: così come, ne siamo sicuri, avverrà ad Istanbul dal 20 al 22 maggio nel corso dell’ultima Assemblea Preparatoria del 6° Forum Sociale Europeo che si svolgerà appunto ad Istanbul dal 30 giugno al 4 luglio prossimo.
A FIANCO DEL POPOLO GRECO IN LOTTA
LA CRISI DEVE ESSERE PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA
NON UN EURO NE’ UN POSTO DI LAVORO IN MENO PER SALVARE BANCHE E PADRONI
Piero Bernocchi
portavoce nazionale COBAS
In appoggio alla lotta del popolo greco
Popoli d'Europa sollevatevi!
Manifestazione a Roma oggi 5/5/2010 davanti all'ambasciata greca e nei prossimi giorni davanti ai consolati delle principali città
da www.marcorizzo.eu/2010/05/04/con-il-popolo-greco-con-il-partito-comunista-greco/
Rizzo (CSP): Con il Partito Comunista greco, oggi in Grecia domani in Italia
04/05/2010
Esprimo il pieno appoggio al Partito Comunista Greco (KKE) per la simbolica occupazione del Partenone e le manifestazioni che in questi giorni si stanno svolgendo in Grecia questa la dichiarazione di Marco Rizzo -Comunisti Sinistra Popolare- La lotta del popolo greco contro le misure imposte dalle istituzioni europee costituisce un esempio a cui ispirarsi anche nel nostro paese. Ancora una volta si chiede ai lavoratori di pagare il costo di una crisi di sistema provocata da chi si è arricchito sulle spalle dei più deboli. Non possiamo che essere al fianco del popolo greco, vittima della speculazione e dei grandi interessi di potere a livello globale. Con la speranza che al risveglio del popolo greco faccia seguito quello del nostro paese. Parafrasando un vecchio slogan, oggi in Grecia, domani in Italia.
da home.rifondazione.it/xisttest/content/view/7525/314/
Ferrero (PRC): Rivendichiamo striscioni in appoggio alla lotta del popolo greco. Adesso sciopero generale in Italia.
05/05/2010
Rivendico a nome della Federazione della Sinistra gli striscioni di solidarietà alla lotta del popolo greco attaccati sul colosseo e davanti al parlamento a Roma, sulla torre di Pisa, sul Ponte Vecchio a Firenze e a Rialto a Venezia.
Qualche giorno fa ho espresso la piena e incondizionata solidarietà mia e della Federazione della Sinistra alle lotte dei lavoratori e dei giovani greci contro le politiche finalizzate a salvaguardare le banche facendone pagare i costi unicamente ai lavoratori.
Per questo bisogna sconfiggere quelle misure che si vogliono fare in Grecia ed esportare nel nostro paese. Per questo chiediamo lo sciopero generale anche in Italia
da www.comunisti-italiani.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=6786&mode=thread&order=0&thold=0
Diliberto (PdCI): Solidarietà ai lavoratori greci
05/05/2010
Orrore e preoccupazione alle notizie che arrivano dalla Grecia. La repressione contro la protesta popolare sta facendo esplodere una violenza diffusa con possibili, drammatici, risvolti.
La gente comincia a morire. Alla base c’è una scellerata politica economica internazionale al soldo di speculatori che fanno affari sulla pelle dei lavoratori. Come definire le ondate speculative di chi da settimane scommette sulla crisi e sui ribassi in Borsa? Come definire quegli Stati europei che piangono e si lamentano perché costretti a fare credito alla Grecia e che su questi crediti mettono interessi che sono più del doppio di quelli emessi nei loro Paesi? I rischi di questa fase sono enormi e le ripercussioni possono riversarsi in Italia. Occorre rimettere in campo un movimento di protesta e proposta. Per questo lancio un appello alle forze di sinistra e democratiche. Scendiamo in piazza in solidarietà con i lavoratori greci, oggi brutalmente colpiti nei loro diritti, perché se le cose non cambiano quel momento arriverà anche per gli altri lavoratori europei. Non possiamo aspettare altro tempo. Uniamoci alle proteste dei lavoratori greci.
|
|
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
|