www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 14-07-10 - n. 327

da www.radiocittaperta.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4630&Itemid=9
 
Il business sui rifugiati
 
Un'inchiesta di Enrico Campofreda
 
Pubblichiamo le tre puntate di una inchiesta che il giornalista indipendente Enrico Campofreda ha pubblicato sul giornale "Terra" e che denuncia l'articolato business prosperato nel nostro paese su "l'assistenza per i rifugiati" in cui un ruolo fondamentale hanno alcune organizzazioni cattoliche niente affatto a disagio con il mondo degli affari in nome della carità
 
Inchiesta (1) Arciconfraternita e misteri
 
Il giallo del Centro Enea di Roma per richiedenti asilo gestito dall'Arciconfraternita
 
Allarga le braccia Francesco Ferrara, uno dei manager di Dio di cui si dice, e lui non smentisce, aver ricevuto dal Cardinale Ruini la missione di rilanciare in qualità di presidente l'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento e Trifone, eretta canonicamente nientemeno che nel 1571 ma presentatagli nel 1994 come "una scatola vuota". Negli anni Ferrara l'ha riempita di molte attività assistenziali a rifugiati politici stranieri e senza casa italiani, tanto che c'è chi ora gli fa i conti in tasca accusandolo di "business della solidarietà". Da qui braccia aperte e delusione di quest'uomo vicino all'ex presidente della Cei che afferma "Vai a fare del bene se questi sono i risultati. Prima o poi dirò: cara Eminenza riprendetevi tutto". L'Arciconfraternita è vittima di maldicenze che hanno preso sul web la forma d'un pdf più pesante del venticello rossiniano.
 
Ferrara le confuta seccamente. Terra raccoglie le smentite ma gli domanda i documenti comprovanti la regolarità di certe assegnazione per le quali, quelle voci in libertà, dicono non esserci state gare d'appalto, cosa che avrebbe favorito la sua creatura. La storia è articolata, riguarda la vicenda del Centro Polifunzionale Enea, di via Boccea in Roma e di altre strutture di prima accoglienza gestite da Arciconfraternita. Iniziamo dal Centro Enea sorto nel 2007 dalla trasformazione d'un precedente istituto religioso comboniano. Con un protocollo intercorso fra gli allora Ministro dell'Interno Amato e Sindaco di Roma Veltroni venne adattato a sito per accoglienza e assistenza per 400 richiedenti asilo e rifugiati politici; "secondo quanto previsto dal dpr n. 303/2004 e dal Decreto Legislativo n. 140/2005 il 26 luglio 2007 fu firmato un accordo e la gestione del Centro venne affidata al Comune di Roma e da questo all'Arciconfraternita" dichiara una nota dell'Ufficio Stampa della Prefettura di Roma.
 
Andò così presidente Ferrara? "Sì, ma ci fu un bando di gara, credo esistessero altri due o tre concorrenti. Noi iniziammo l'attività nei mesi successivi insieme ad altre cooperative". L'avvio avvenne dunque l'anno seguente, un avviso emanato dal gabinetto del Sindaco, datato 1 settembre 2008, certifica come i servizi attivi sono erogati da Ariciconfraternita (accoglienza), Cies (mediazione linguistica), Magliana 80 (assistenza psicologica), Eriches 29 (assistenza legale), Ati (animazione). Si tratta di cooperative sociali, per ciascuna sono previsti fondi biennali da parte del Comune. Cooperative tutte direttamente assegnatarie o partecipanti a bandi pubblici? L'abbiamo chiesto ai responsabili del V Dipartimento della Solidarietà Sociale delle due Giunte capitoline - quella dell'ex Sindaco Veltroni e dell'attuale Sindaco Alemanno - rispettivamente all'ex assessore Raffaella Milano e l'assessore in carica Sveva Belviso. I loro portavoce sono in sourplasse da due settimane e devono tuttora fornirci risposte.
 
Noi attendiamo fiduciosi e saremo lieti di rilanciare quei documenti. Anche altri centri di accoglienza che da anni Arciconfraternita amministra sono tacciati di assegnazione diretta, gli untori dicono per la sua capacità di reperire immobili. Sempre sorpreso e amareggiato Ferrara smentisce "Nessun favoritismo, quelle assegnazioni sono seguite a bandi pubblici". Allora può produrli presidente? "Sono pubblici, di facile reperibilità, li troverete negli archivi comunali". E gli immobili di cui disponete, è vero che ve li fornisce il Vicariato? "E' una menzogna. Sono proprietà immobiliari private per le quali paghiamo regolare affitto". Può darci l'elenco di queste società? "Perché dovrei? sono proprietari che troverete facilmente". Vi chiedono fitti onerosi? riuscite a sostenere le spese coi 40 euro giornalieri riscossi per ciascuno dei 1000 rifugiati ospitati? "Se è per questo la cifra versata è inferiore, dalla Prefettura riceviamo 35 euro a persona, dal Comune 22, sono compresi vitto e alloggio, altri servizi li aggiungiamo noi". Allora nessun business? "Ma quale business, maldicenze e invidie. Anzi guardando il dossier anonimo posso intuire chi l'ha fatto girare. Nemici diventati amici". Può rivelare il peccatore? Il manager sorride e si cela dietro un no comment. Noi i documenti delle citate gare d'appalto vorremmo fornirli ai lettori. Per smentire il venticello calunniatore confidiamo nella sete di verità di Arciconfraternita e Comune di Roma.  
 
(su Terra 10 giugno 2010)
 
Inchiesta (2) - Gli appalti della Confraternita
 
Sulla carta tutto regolare per il Centro Enea di Roma che ospita rifugiati politici, di cui Terra si è già interessata lo scorso 10 giugno. Peccato che tuttora manchi l'accesso ad alcuni documenti del 2008 relativi all'avvio delle attività. Per la giunta Veltroni, che ne gestì i preliminari, ha risposto Luca Odevaine, attuale comandante della Polizia provinciale di Roma e all'epoca vice capo gabinetto del Sindaco Veltroni. "Gli accordi del 2007 furono due. Uno fra il Ministro dell'Interno Amato e il Sindaco di Roma Veltroni che, secondo quanto previsto dalle leggi in materia (dpr n. 303/2004 e Dl n. 140/2005, ndr), stabilivano una collaborazione. Il secondo era la disciplina d'attuazione che il Prefetto Serra e io firmammo in rappresentanza dei due attori. Si prevedeva che il Centro Enea fosse realizzato negli edifici di via Boccea messi a disposizione dall'Arciconfraternita che aveva partecipato a un bando per il reperimento di immobili. Le quote d'affitto erano a carico del Ministero dell'Interno". "Altra cosa sono i servizi erogati dal centro polifunzionale - prosegue l'ex dirigente - per essi i bandi partirono e si conclusero con l'amministrazione Alemanno". Sulle gare d'appalto per questi servizi, però, la nebulosa persiste. Odevaine, che passò le consegne amministrative alla Giunta di centro-destra restando in attività sino al luglio 2008, sostiene che le gare erano previste e fornisce una delibera comunale e un allegato (del 10 aprile 2008, prot. 19561) secondo i quali le domande dovevano pervenire entro il 30 maggio 2008. Però l'elenco delle società ammesse resta tuttora inaccessibile. I servizi che ne sono scaturiti prevedono un contratto biennale stabilito dal Comune di Roma a partire dal 1° settembre 2008 e riguardano: accoglienza, mediazione linguistica, assistenza psicologica, assistenza legale, animazione.
 
L'accoglienza è a carico di Arciconfraternita la cui forza risiede, accanto alla prossimità col Cardinal Ruini suo tutor maximo, nella capacità di reperire immobili. I rumours dicono legati alle proprietà del Vicariato, il suo presidente Ferrara smentisce ribadendo che gli edifici utilizzati sono di società e di privati che ne riscuotono gli affitti. Chi paga questi affitti? Dopo il no comment di Ferrara stiamo verificando. Sempre secondo le sue dichiarazioni Arciconfraternita, anziché i 55 euro quotidiani previsti dal Ministero dell'Interno per ciascun ospite, incamera 20 euro dal Comune. Moltiplicando quest'ultima cifra per i 400 rifugiati del Centro s'arriva a 8000 euro complessivi al giorno, 2.880.000 l'anno, 5.760.000 per i due anni di assegnazione. La mediazione linguistica è seguita dal Centro Informazione Educazione Sviluppo, una Ong sorta nel 1983 con finalità antirazzista e solidale. Per l'attività svolta nei 24 mesi percepisce al netto 438.000 euro. L'assistenza psicologica è opera di Magliana Solidale, cooperativa sociale nata nel 1980 all'origine rivolta all'assistenza agli anziani quindi aperta ad altri soggetti. Stanziati per lei 292.000 euro. Eriches 29 è un consorzio di cooperative sociali aderente alla Legacoop, presta vari servizi, dal giardinaggio alle pulizie con soci lavoratori e volontari, ha fra i sovventori la finanziaria belga Soficatra. Al Centro Enea s'occupa di assistenza legale con uno stanziamento di 219.000 euro. Ati, vicina a Eureka I una Onlus che dall'83 promozione umana e integrazione sociale fra cittadini per l'animazione, percepisce 191,666 euro, oneri esclusi se dovuti.
 
Dal febbraio 2009 alcune iniziative di animazione e integrazione socio-lavorativa sono state affidate alla Cooperativa Arte Integrale che vede tra gli altri la presenza della coppia Mambro e Fioravanti, i neofascisti pluricondannati per omicidi e strage, usciti di prigione dopo la libertà condizionata concessagli. Abbiamo chiesto al direttore del Centro Enea Romani notizie su quest'ulteriore appalto. Perché un medesimo servizio se c'era già Ati? "E' un altro progetto" risponde Romani con la solenne promessa che ci farà illustrare contenuti di quel programma e dinamiche d'affidamento da altre autorità. Il Centro Enea non smentisce la nomea di un luogo di sorprese.
 
(su Terra del 26 giugno 2010)
 
Inchiesta (3) - Le ombre del business cooperazione
 
Aveva motivo di sentirsi calunniato Francesco Ferrara, presidente di Arciconfraternita, chiamato businessman della solidarietà dall'estensore d'un documento anonimo che Ferrara definisce "un nemico diventato amico"? Forse l'aveva. Però dei vari quesiti che in un incontro gli ponemmo sull'attività della struttura legata alla Cei e che lui rappresenta nel mondo della cooperazione sociale non uno ha ricevuto risposta. Non solo dal diretto interessato ma dalle Istituzioni pubbliche che tali servizi predispongono e finanziano: Comune e Prefettura di Roma. Da quest'ultima attendiamo da un mese un lampo di luce sull'assegnazione - voci dicono diretta - ad Ariconfraternita dello sportello di accoglienza dei rifugiati all'aeroporto Leonardo da Vinci. Nell'incontro avuto Ferrara, scuoteva la testa e negava. Diceva "La porto in sede a vedere tutti i documenti". La sede era a due passi: via Collazia, quartiere Appio Tuscolano in Roma oppure via Cividale del Friuli, stessa zona. Ma ci ha tenuti lontani dall'archivio e, ad esempio, dell'inafferrabile delibera dell'estate 2008 che decretava i vincitori e assegnatari d'una gara d'appalto per i servizi ai rifugiati politici gestiti nel romano Centro Enea, di cui i lettori di Terra hanno letto il 26 giugno scorso, non c'è tuttora traccia. Delibera promessaci da Ferrara, dal vicecapo Gabinetto del Sindaco Veltroni Odevaine, dal direttore del Centro di via Boccea Romani, dall'ufficio stampa del V dipartimento del Campidoglio attualmente gestito dall'assessore Belviso, tutti interpellati settimane fa. Interessata alla nostra inchiesta la consigliera comunale Gemma Azuni s'è prestata a darci un aiutino per scavalcare l'asperrimo muro della burocrazia. Allora i pazienti lettori potranno convenire coi vertici dell'Arciconfraternita che le menzogne hanno gambe corte e distorte. Per intrattenerli noi raccontiamo altre stranezze che vedono coinvolta l'associazione vicina alla Cei insieme alle cooperative gemelle: Tre Fontane e Domus Caritatis. Quest'ultima risulta regolarmente iscritta alla Camera di Commercio di Roma e lo statuto, come quello d'ogni cooperativa sociale recita le norme del buon governo allontanando qualsiasi tentazione di lucro.
 
Il Servizio della Sala Operativa Sociale del Comune di Roma s'occupa di assistenza ai senza fissa dimora sparsi nella città. Dal 2007 consta di una centrale operativa e un back office, sei unità di strada diurne e una notturna, un affarino da 2.108.000 euro l'anno. Occupa circa un centinaio di addetti che operano per turni e hanno un contratto, d'ogni genere consenzienti i sindacati, con le Cooperative sociali che gestiscono il servizio. In occasione di quel primo bando l'Arciconfraternità subentrò alla Caritas che precedentemente gestiva un'assistenza anche se meno diffusa e strutturata. Nel giugno 2009 venne emanato un nuovo bando per una gestione biennale del servizio. Il dirigente dell'Unità Organizzativa Barletta e il direttore del Dipartimento Scozzafava nominarono una commissione di funzionari che esaminarono le domande pervenute entro il 30 giugno. Fu stilata una graduatoria con tanto di voti che vide prevalere cooperative come il Cigno per la sala operativa, San Saturnino per l'unità del lotto 2, Impegno e promozione per il lotto 3 e via classificando. In quella circostanza Arciconfraternita si piazzava al secondo, terzo, sesto, settimo posto, mancando in teoria l'assegnazione di ogni servizio. Eppure dicono taluni impiegati di viale Manzoni, 16 dove ha sede il V Dipartimento del Comune di Roma, che il signor Ferrara e altri dirigenti dell'Arciconfraternita, nel corso delle riunioni della commissione unici fra le cooperative in gara, s'aggiravano irritualmente per i corridoi della sede, giungendo anche ad affacciarsi nella sala. Della vicenda se ne occupò l'Avvocatura del Comune che suggeriva comunque di proseguire col bando e rinnovare le concessioni secondo la graduatoria di cui i membri avevano una copia ufficiosa giunta pure nelle nostre mani. Per questioni di vizi di procedura la dirigenza del Dipartimento decideva di formare una seconda commissione, qualche cooperativa richiese l'accesso agli atti, qualcun'altra minacciò riscorso. Si vociferava che lo stesso Scozzafava avesse partecipato ad alcune sessioni della commissione non ottemperando alle norme del regolamento comunale. Di fatto il Direttore con una nota del 12 novembre scorso revocò il bando sostenendo come lo imponessero le "linee guida contenute nella memoria di Giunta pervenuta il 16 settembre 2009, per procedere a un'ottimizzazione del servizio per unità di prodotto attraverso una razionale allocazione oltreché delle risorse umane e strumentali anche di quelle finanziarie". Così, abbastanza in contraddizione coi citati intenti di ottimizzazione di risorse umane, strumentali e finanziarie, il servizio è andato in proroga e chi come Arciconfraternita aveva gli appalti li ha potuti conservare. E poi dicono che la mano di Dio carezzi solo palloni da football.
 
(su Terra del 7 luglio 2010)
 
 

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