www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 01-06-11 - n. 366

E’ morto il Compagno Carlo Benedetti
 
Carlo Benedetti (1940), militante comunista, giornalista e fine intellettuale è morto improvvisamente.
 
(dal ricordo di Marco Rizzo) Carlo Benedetti era prima di tutto un militante comunista, ironico nella passione e nella ricerca intellettuale, ha esercitato la professione del giornalista ai massimi livelli della storia mondiale. Basterebbe ricordare che è stato prima corrispondente e poi caporedattore dell’Unità in Ungheria ed in Unione Sovietica fin dal 1970. Ha fondato e diretto a Mosca il quotidiano “Tretie soslovie”. Ha collaborato in Italia con “Panorama” e “l’Astrolabio” e , nel 1994 è tornato a Roma per condirigere prima “Liberazione” e poi la “Rinascita della Sinistra”. Sorrideva quando gli si faceva notare che la sua venuta ai giornali del comunismo post-Bolognina serviva a “bilanciare” l’eclettismo teorico e culturale che avrebbero poi dilapidato quel patrimonio.
 
Il suo sorriso celava una grande esperienza prima di tutto umana, ma certamente eccezionale. Non sono molti i fortunati che hanno avuto la possibilità di ascoltare i suoi racconti di vita e storia vissuta: dal Check Point Charlie a Berlino quando il segretario del partito Comunista Cileno Luis Corvalan, incarcerato da Pinochet, fu “scambiato” col dissidente sionista Anatolij Sharanskij, Carlo era là. Ai primi giorni dell’entrata dell’Armata Rossa a Kabul, Carlo era là. Dalla visita e all’improvviso malore che colpì il Segretario Generale del Pci Luigi Longo a Mosca nel 1972, Carlo era là. Sì, Carlo era un grande testimone della storia contemporanea e del movimento operaio internazionale, modesto fino all’inverosimile nel rendere normali pagine di vita straordinaria che ci raccontava solo dopo grande insistenza.
 
Nella parte ultima della sua vita si mise a disposizione per ricostruire l’ipotesi comunista in Italia e probabilmente mantenne la speranza e l’amarezza per quanto fosse una impresa difficile. Ha scritto numerosi libri e ”consumato i tasti” a decine di macchine da scrivere e tastiere nel creativo esercizio dell’esser giornalista. Una rigorosa ricerca andrebbe fatta, magari da una ipotesi di Fondazione intitolata a Carlo Benedetti, vado quasi a memoria nel citare “A colloquio con Lukacs”, “Il meccanismo economico sovietico”, “Lili Brik, con Majakovskij”, “Notizie da Mosca”, “Il voto del non voto”, “Il rischio Cecenia” ed ancora “Chi comanda a Mosca” dalla cui prima pagina ricordo la sua dedica: “a Marco, compagno e amico che sta sempre dalla stessa parte”; Sì Carlo quella stessa parte, quella del popolo e dei lavoratori, che tu hai servito con grande abnegazione, felice di farlo. La terra ti sia lieve, Compagno Carlo Benedetti, le tue idee non moriranno mai!

 
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