www.resistenze.org
- osservatorio - italia - politica e società - 17-07-11 - n. 373
Sorprendente: E’ tornata la lotta di classe. Ce lo dicono i padroni!
di Tiziano Tussi
17/07/2011
La finanziaria più pesante di sempre, da parte: di un governo che ha come punto fisso il “non mettere le mani nelle tasche degli Italiani”; di un’opposizione che dovrebbe opporsi al governo suddetto; di un capo dello stato che dovrebbe essere garante dell’equilibrio fra le varie parti sociali del paese. Di fronte ad una società - noi - che trangugia ed ingoia ogni comportamento strutturale della classe politica e che inorridisce e freme per i comportamenti etici ed estetici della stessa - leggesi prostitute di stato, auto blu in abbondanza, piccoli e grandi privilegi nell’uso privato di beni pubblici. Naturalmente in termini superficiali, di facciata. L’indignazione è oramai la moda del momento. Idea nata da un libricino veramente banale[1]. In fondo “è l’Italia che va”.
Usiamo come spina dorsale di quello che segue un passaggio dell’ultima lettera di Giaime Pintor, saltato su una mina al confine del fronte tra alleati e nazifascisti, tra la Campania e il Lazio, nella seconda guerra mondiale. Siamo all’inizio di dicembre del 1943. La lettera è indirizzata al fratello, Luigi Pintor, che sarà uno dei fondatori de il manifesto:
Gli italiani sono un popolo fiacco, profondamente corrotto dalla sua storia recente, sempre sul punto di cedere a una viltà o a una debolezza.
Una riflessione che sembra essere stata scritta per stamattina. Ripeto, 1 dicembre 1943 Pintor muore.
Il governo in carica è una caricatura di governo. Sia nella componente berlusconiana sia in quella leghista - vi sono anche [gl]i [ir]responsabili, ma non fanno testo. Sparano palle da quando sono lì. Il problema in fondo sono i loro elettori che continuano a crederci: a credere sia al sogno federalista della Lega sia alla seraficità degli altri - va tutto bene, benissimo. È un governo inutile che non ha alcuna idea autonoma e strutturale dell’organizzazione dello stato se non accondiscendere alle voglie della Confindustria - famelica come poche associazioni sono - con misure che sono richieste dalla stessa; esecutore acritico di norme che sono imposte dalla finanza internazionale - Banca Centrale Europea o Fondo Monetario Internazionale. Il fare nulla per il proprio paese, per la propria base elettorale, si ferma al fare per il proprio particolare, aiutati da scagnozzi della scena pubblica, più o meno capaci. Ed ecco spiegata la genesi degli scandali continui, rintuzzati da un apparato d’istupidimento nazionale che all’opposto ripete in continuazione che tutto va bene e siamo così belli. Un’eco è un’eco un’eco.. qualcosa resta.
L’opposizione dovrebbe avere una sua visione alternativa a quella del governo e infatti ha praticamente concorso ad approvare questa Finanziaria che non si capisce bene ancora a quanto ammonterà in totale, per tutto il tempo della sua attuazione, da ora e per i prossimi anni. Siamo arrivati a ben più di 80 miliardi di euro. In lire - a due mila per euro, per arrotondare - siamo a 160.000.000.000.000 di lire . Provate a dire voi la cifra. Il centro-sinistra ha permesso la manovra - naturalmente per senso di responsabilità - ed ora chiede ai briganti di lasciare la cassa per gestirla in proprio. Logicamente quelli hanno già risposto di no! Ed è anche decisamente patetico leggere gli articoli dei soliti ben informati che ci dicono come le misere richieste della minoranza - pochi emendamenti - siano stati bellamente messi da parte.
Ma non è possibile non considerare la sponda che a tanta responsabilità ha fornito il Capo dello stato. Giorgio Napolitano oramai sulla via della beatificazione, ha definito miracolo la velocità con la quale si è sostanziata la manovra. Promulgandola velocissimamente, con la sua firma, mezz’ora dopo la votazione definitiva alla Camera dei deputati. Una posizione che disvela, per chi ancora aveva bisogno di prove, il suo comportamento politico. La fretta di tutta quanta l’operazione con la sua firma-ciliegina in testa è il suggello del pensiero unico che lo stesso Napolitano in tanti passaggi depreca.
Cosa si poteva fare? Solo questo. Perché? Perché i mercati, l’Europa, il mondo ce lo chiedeva. Ed allora via all’ennesima tosatura dei lavoratori e degli Italiani con pensioni più o meno da fame. Ma il placido Napolitano riesce a fare due + due. Non dico ricordarsi che ha fatto parte per decenni del PCI, seppur in posizioni “miglioriste”, cioè alla destra del partito. Il suo lungo corso nel Partito Comunista Italiano avrebbe dovuto almeno avergli lasciato una sensibilità per le sorti dei più deboli, dei lavoratori, di chi la crisi non l’ha procurata, ma con questa Finanziaria la paga in pieno. Miracolo: non è così! L’unico miracolo è che gli Italiani siano totalmente o quasi cloroformizzati da accettare tutto questo. E, non contento, Napolitano minaccia che presto saranno necessari altri momenti di coesione come questo. E non si capisce proprio perché anche tra i politici, con rare eccezioni, la tendenza a santificarlo sia veramente pervasiva. Come se il prelievo di 160.000.000.000 di vecchie lire dal paese che produce fosse davvero cosa - lui lo ha detto - del volere degli Italiani?!?
Proseguiamo con Pintor. La precisione chirurgica dell’inciso lascia però il posto a qualche speranza:
Ma essi continuano ad esprimere minoranze rivoluzionarie di prim’ordine: filosofi e operai che sono all’avanguardia d’Europa.
In altri momenti si sono avute reazioni sia da parte di intellettuali e di lavoratori - Pintor usa il termine operai, pensate! - ora si vedono però poche avvisaglie. Basterebbe seguire sui media e notare la produzione libraria degli uomini di studio. Difficile trovare qualche idea controcorrente. Insomma anche il capitalismo intelligente - alla Gobetti e mi si passi questa bestemmia. Accostare tanta decenza all'insulsaggine contemporanea - non trova patria tra i nostri testacchioni che pensano solo a ripetere, appunto come una eco, parole e frasi rifritte. Ma basterebbe leggere un pochino qualcosa, in giro c’è sempre la possibilità. Ad esempio sul numero in edicola de Le monde diplomatique, la storia di una città in Ohio[2], USA, della solita fabbrica distrutta dall’apertura post moderna dei confini commerciali degli USA in epoca NAFTA. La concorrenza imbattibile dei salari di fame[3] messicani rispetto a quelli ben più sostanziosi statunitensi ed all’orizzonte l’ancora più imbattibile, a scendere, scala salariale cinese. Insomma, la globalizzazione come fregatura per i lavoratori nazionali. Non c’è da fare tanto sforzo per capire. Le monde diplomatique viene venduto nelle edicole, tutti lo possono leggere, non c’è bisogno di tradurre dal mongolo un articolo che si trova solo in Internet oppure nell’opuscolo del microbico gruppuscolo marxista- leninista del Borneo, che è distribuito a mano. Non c’è peggior cieco di chi non vuole vedere. E perciò guidati da turbe di blind men nostrani veniamo a sapere solo che dovevamo essere spelati vivi per assicurare l’esistenza ad un’elite di super ricchi che si sono arricchiti in Italia ed all’estero anche in tempi di crisi. Basti scorrere l’elenco dei compensi degli amministratori delegati di grandi aziende, banche e agenzie finanziarie, in Italia ed all’estero, anche lo scorso anno, anche adesso. Chissà se Napolitano lo ha visto?
Terminiamo con Pintor :
L’Italia è nata dal pensiero di pochi intellettuali: il Risorgimento, unico episodio della nostra storia politica, è stato lo sforzo di altre minoranze per restituire all’Europa un popolo di africani e di levantini. Oggi in nessuna nazione civile il distacco fra le possibilità vitali e la condizione attuale è così grande: tocca a noi di colmare questo distacco e di dichiarare lo stato di emergenza.
Popolo di levantini: Pintor non poteva sapere che la Resistenza è stata veramente la nostra Rivoluzione francese e che se non fosse stata poi ingabbiata avrebbe potuto dimostrare la sua essenza di modernità. C’è sempre grande difficoltà nell’impegno sociale. Ma la chiusa di Pintor è tranciante: tocca a noi. Ad altri non è consentito in quanto non nelle loro corde - centro destra e centro sinistra. Tocca a noi. Ma siamo terribilmente in ritardo e non sappiamo neppure di esserlo. E continuiamo a giocare - del resto ce lo lasciano fare, vi siete accorti? - con la vita del nostro paese e con quella delle generazioni che si succederanno: i nostri figli, nipoti ecc.. Pensiamo solo appunto alla fatica, ora, di ribaltare lo stato di cose presente - questa finanziaria - , un capitalismo marcio e putrido. Cosa ci mettiamo al suo posto? : Occorre ripartire dai contenuti. Occorre ripartire dall’umanità tradita:
“Il risultato è che l’uomo (il lavoratore) si sente libero oramai soltanto nelle sue funzioni bestiali, nel mangiare, nel bere e nel generare, tutt’al più nell’aver una casa, nella sua cura corporale etc., e che nelle sue funzioni umane si sente solo più una bestia. Il bestiale diventa l’umano e l’umano il bestiale. (Karl Marx, Manoscritti economico- filosofico del 1844)
[1] Stephane Hessel, Indignatevi!, add editore, Torino, 2011
[2] In Ohio, il lavoro rubato di Fostoria, di John R,. Macarthur, in Le monde diplomatique, luglio 2011
[3] Friedrich Engels, La condizione della classe operaia in Inghilterra, 1845
|
|
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
|