www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 07-12-11 - n. 388

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In Italia aumenta la disuguaglianza sociale
 
06/12/2011
 
L'Ocse certifica l'aumento della disuguaglianza nel nostro paese. L'analisi rivela una realtà sociale pesante, ma le ricette puntano a ridurre le disuguaglianze abbassando e non alzando gli standard sociali.
 
In Italia cresce il divario tra ricchi e poveri, che supera la media dei Paesi Ocse, sorpassando la Spagna ma rimanendo sotto al livello della Gran Bretagna.
 
Secondo il rapporto dell'Organizzazione, nel 2008 il reddito medio del 10% di popolazione più ricca era 10 volte superiore a quello del 10% di popolazione più povera (49.300 euro contro 4.877 euro), segnando un aumento della disuguaglianza rispetto alla metà degli anni '90, quando il rapporto era 8 a 1.
 
Negli ultimi trent'anni, inoltre, si è assistito ad un aumento della proporzione del reddito dell'1% degli italiani più ricchi, che è passato da un aumento del 7% nel 1980 fino quasi al +10% nel 2008. A questa situazione di disuguaglianza ha contribuito, in particolare, l'aumento dei redditi da lavoro autonomo: in Italia, al contrario di molti altri Paesi Ocse, sono questi ancora a predominare tra le persone con i redditi più alti, con una quota su quelli totali che e' aumentata del 10% dalla metà degli anni '80 ad oggi.
 
Secondo il rapporto Ocse, ci si sposa sempre di più tra persone con redditi da lavoro simili, ciò ha contribuito ad un terzo dell'aumento della disuguaglianza tra le famiglie.
 
Inoltre, è diminuita la redistribuzione attraverso i servizi pubblici - sanità e istruzione - che, se nel 2000 contribuivano per un quarto a ridurre la disuguaglianza, oggi sono scesi a circa un quinto. Parallelamente, è aumentata la capacità di stabilizzare la disuguaglianza da parte del sistema impositivo e dei sussidi, che compensano quasi interamente l'aumento della disuguaglianza del reddito da lavoro e da capitale.
 
Fin qui l'analisi. Ma quando l'Ocse, a fronte di questi dati, indica le soluzioni si capisce subito dove sta il pericolo. Infatti mentre esprime il condivisibilissimo auspicio di aumentare l'occupazione e l'investimento nelle risorse umane per ridurre le disparità, l'Ocse ritiene che tra gli strumenti più diretti per accrescere gli effetti redistributivi, sia centrale "la riforma delle politiche fiscali e previdenziali", insieme al ruolo importante rivestito dagli ammortizzatori sociali e dalle politiche di sostegno al reddito, parole rassicuranti per veicolare la flexsecurity tesa a ridurre le disuguaglianze ma attraverso l'abbassamento generalizzato degli standard sociale.
 

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