www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 13-12-11 - n. 389

Controlacrisi.org - http://www.controlacrisi.org/notizia/Lavoro/2011/12/13/18075-manovra-cremaschi-fiom-va-fermata-fare-come-in-grecia/
 
Manovra, Cremaschi (Fiom): Va fermata. Fare come in Grecia, proteste non violente ma molto radicali!
 
13/12/2011
 
Secondo Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato Centrale della Fiom, la concertazione «è ormai un' illusione e infatti Monti ha preso a schiaffoni i segretari di Cgil, Cisl e Uil. Schiaffoni 'sobri', ma sempre schiaffoni. Ora bisogna fare sul serio». Cioè «fare come in Grecia». La manovra, contro cui ieri i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno scioperato, per Cremaschi «va fermata, non solo perchè è iniqua ma anche perchè è recessiva. Con la complicità del Quirinale, Berlusconi è stato sostituito con Monti perchè troppo debole per fare le cose che voleva la finanza. Tra i due non c'è differenza, bisognava andare ad elezioni». Poi il sindacalista boccia Monti e fa sapere anche di non fidarsi del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, e neanche del leader di Sel, Nichi Vendola e aggiunge che il 17 si terrà un'assemblea «di tutti coloro che da sinistra si oppongono al governo Monti, perchè è chiaro che gli attuali partiti non se la sentono». «La nuova sinistra partirà del no a Monti», un 'no' a partire dal tema del lavoro e «quella in difesa dell'articolo 18 sarà la barricata finale. Proteste non violente, ma molto, molto radicali. Basta con gli scioperi della serie 'scusate il disturbo', bisognerà bloccare il Paese».
 
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da http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=74146497 - Da "GIORNO/RESTO/NAZIONE" di martedì 13 dicembre 2011

 

Cremaschi (FIOM): «Monti è come Marchionne» «Fermiamo il Paese, scioperi no stop»

 

ROMA Giorgio Cremaschi, lo sciopero sembra aver ricompattato il sindacato. La Fiom è soddisfatta?

«No. Lo sciopero andava fatto, ma in molti casi è stato solo simbolico. Le iniziative più riuscite sono state quelle in cui, come a Bologna, la Cgil s`è mossa autonomamente rispetto a Cisl e Uil».

 

Qual è il punto?

«L`ambiguità di molti sindacalisti: non si può essere contro Monti e pro Marchionne, sono due facce della stessa politica. L`idea del contratto separato per i metalmeccanici è insita nella lettera della Bce che Monti sta realizzando».

 

Lei crede nella concertazione? «No, è ormai un`illusione e infatti Monti ha preso a schiaffoni i segretari di Cgil, Cisl e Uil. Schiaffoni `sobri`, ma sempre schiaffoni. Ora bisogna fare sul serio».

 

Cosa intende?

«Fare come in Grecia».

 

Non è servito a molto...

«E` presto per giudicare. Serve una mobilitazione permanente. La manovra di Monti va fermata. Non solo perché è iniqua ma anche perché è recessiva, è un cane che si morde la coda: il debito crescerà e così anche i costi sociali».

 

Ostacolare Monti non significa aizzare i mercati?

«Monti è l`espressione di quella tecnocrazia europea che ha prodotto la crisi e da quando è al governo non c`è alcun segnale di ripresa dei mercati. La verità è che ci stanno spolpando lo stesso».

 

Era meglio tenersi Berlusconi?

«Con la complicità del Quirinale, Berlusconi è stato sostituito con Monti perché troppo debole per fare le cose che voleva la finanza. Tra i due non c`è differenza, bisognava andare ad elezioni».

 

Ma se Bersani avesse vinto si sarebbe sentito in dovere di fare la stessa politica di Monti.

«Non avrebbe assolutamente potuto: il mandato popolare l`avrebbe ancorato a una politica economica sociale».

 

Lei ha fiducia in Bersani?

«Per nulla. E neanche in Vendola. Il 17 faremo un`assemblea di tutti coloro che da sinistra si oppongono al governo Monti, perché è chiaro che gli attuali partiti non se la sentono».

 

Senza sponde politiche non rischiate il velleitarismo?

«Il fatto è che in Italia tutti i movimenti politici e sociali degli ultimi anni sono stati assorbiti nell`opposizione a Berlusconi. Ora siamo alla prova del nove».

 

Sarebbe?

«Sono lieto che Berlusconi sia caduto, ma il punto è contestare la politica delle banche e ridare un senso alla democrazia. La nuova sinistra partirà dal no a Monti».

 

A breve arriverà la riforma del mercato del lavoro...

«Ecco, quella in difesa dell`articolo 18 sarà la barricata finale. Proteste non violente, ma molto, molto radicali. Basta con gli scioperi della serie `scusate il disturbo`: bisognerà bloccare il Paese».

 

Andrea Cangini [.]

 

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