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- osservatorio - italia - politica e società - 14-05-12 - n. 409
da www.comunistisinistrapopolare.com/?p=2685
Dalla Francia alla Grecia, passando per l'Italia, l'unica alternativa è il socialismo
di Marco Rizzo
14/05/2012
Davanti ai drammi sociali del capitalismo in crisi strutturale, i ceti politici della sinistra sono sempre pronti a parlare del "vento nuovo" che porterà il cambiamento. Nessuno ha il coraggio di riconoscere che l'unico cambiamento che porterà in Francia Hollande sarà la nuova "compagna" Valerie Trierweiler al suo fianco rispetto alla Carlà, moglie di Sarkozy. Dagli slogans vermigli della campagna elettorale il nuovo campione della gauche ha già depennato tutto quello che poteva anche solo minimamente preoccupare i vertici del capitalismo europeo.
A questa sacra dottrina si atterrebbero nella sostanza anche i sostenitori del "socialista" candidato degli eurocomunisti Melanchon (già aderente della loggia massonica Grande Oriente di Francia) che, assieme al Vendola greco Alexis Tsipras, sembra scaldare i cuori dell'esausta Federazione della Sinistra (vedi i recenti risultati elettorali alle amministrative nella tabella allegata) sempre alla ricerca di motivazioni per rianimare una base sempre più stanca ed esigua. E' davvero stupefacente pensare che si possa ancora una volta "infinocchiare" un elettorato gridando contro Monti e poi chiedendo, alla fine, l'alleanza elettorale col PD, che di Monti e' il principale sostenitore (alle elezioni di maggio in 23 comuni capoluogo su 26, la Fds era alleata col PD). E' chiaro che nel "circo" elettorale a questo punto diventerà sempre più appetibile una proposta come quella di Grillo che, pur non avendo alcuna caratteristica di alternativa di società, evidenzia almeno un disprezzo verso questa parodia di politica.
A noi di CSP-Partito Comunista , seguendo il percorso dei comunisti greci del KKE, tutti questi inutili "posizionamenti" non interessano. Interessa invece costruire e sedimentare nuovi rapporti di forza nella società e tra i lavoratori. Peraltro chi vuole davvero il cambiamento sa che conta molto di più guidare un movimento di lavoratori che non avere un pugno di deputati in Parlamento (tranne che per la vita individuale di quegli eventuali privilegiati).
I margini di riformismo che hanno caratterizzato l'azione del movimento operaio nel dopoguerra italiano sono terminati. Non esiste un "capitalismo" buono da contrapporre ad uno "cattivo", non esiste un'Europa dei popoli contro una dei capitali. Oggi serve rompere con l'Unione Europea, struttura del capitalismo neocarolingio, e lavorare per la costruzione di un vero Partito Comunista che certo non passa attraverso le schizofrenie elettorali (peraltro sempre più bastonate) dei leaderini fintocomunisti nostrani che fanno agitare bandiere vermiglie, ma sognano strapuntini incolori.
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