www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 28-05-12 - n. 411

Mazzini ed il papa: in mezzo Pisapia
 
di Tiziano Tussi
 
28/05/2012
 
Circa cinque milioni di euro ci costerà il Papa a Milano per tre giorni. Non è poco e specialmente di questi tempi. 3,1 milioni li mette il Comune del sinistro Pisapia e duemilioni li mette la regione del destro Formigoni. Dove sta allora la differenza? Ancora: il sindaco arancione di Milano ha dichiarato che ospiterà in casa sua - con una cuoca di eccezione, sua moglie, testuale - una famiglia di pellegrini.
 
Bene, aveva detto il Papa al precedente incontro internazionale della famiglia a Città del Messico nel 2009, il prossimo incontro sarà a Milano. Certo questa città è emblematica in questi tempi per il cattolicesimo. Editto di Costantino, 313 d.c., l'editto che ufficializza la religione cristiana a Roma, fine delle persecuzioni. Altro bagno di folla per la Santa Sede. Quindi meglio allenarsi per bene. Ma ricordiamo anche la Donazione di Costantino con la quale la chiesa per secoli reclamò il suo diritto ad uno stato terreno. Documento notoriamente falso, scoperto come tale nel 1400 da Lorenzo Valla. Ma tant'è. Ed è solo casualità che proprio in questi giorni il Vaticano sia al centro di una storia di basso spionaggio, di sparizioni di documenti, raccolti in un libro, appena pubblicato, per la casa editrice Chiarelettere (Sua Santità, di Gianluigi Nuzzi). Segreti di una corte principesca fuori tempo.
 
Questo crinale non ci interessa nello specifico. Ma ci interessano altre cose. Riprendiamole dall'inizio.
 
La città di Milano ha trovato dallo scorso anno un cambio politico che troppi speravano di una qualche sostanza. (Vedi ad esempio il mio Al ballottaggio, resistenza.org del 24 maggio 2011) Molta parte di quello che ne è seguito ha distrutto integralmente tali speranze.
 
Ora anche lo sforzo del Comune per il Papa. Poco più di tre milioni di euro della cittadinanza spesi per l'evento. Uno studio dell'Università Cattolica - di parte? Ma no! - ci dice che il ritorno economico sarà di circa venti volte tanto. Quindi tre milioni della collettività e circa 56 milioni di ritorno in soldi spesi dai pellegrini. Soldi che andranno ai privati - ristoranti ecc. ecc. Bell'affare. Se lo stesso scambio viene fatto da Formigoni che spenderà, come Regione un terzo in meno del Comune, nessuno si meraviglia. Qualche peccatuccio da farsi perdonare chi non l'ha? Ma allora la differenza politica dov'é? E se il sindaco arancione si dice pronto ad accogliere i pellegrini da lui, in casa sua, e gli passa pure il vitto, la stessa domanda sorge spontanea.
 
La città sarà invivibile per circa tre giorni. I paesi attorno a Bresso, l'unica area che con il suo piccolo aeroporto vedrà accorrere circa un milione e più di pellegrini, sono blindati. Non si potrà circolare nei giorni di sabato e domenica prossima e già da venerdì. Meglio anche non stare male di sabato e domenica dato che le autoambulanze saranno praticamente tutte a Bresso. Vietato morire. Al venerdì il Papa sarà in Duomo, tanti auguri alla città.
 
Insomma un territorio completamente egemonizzato dalla struttura religiosa, con migliaia di giovani volontari ai quali è stato chiesto uno sforzo e turni di lavoro che arrivano alle diciassette ore al giorno.
 
Crisi economica. Guai interni alla chiesa, problemi per il presidente della regione, per le solite uggiose questioni di interesse privato in fondi pubblici - la magistratura sta indagando - nulla deve ostacolare lo spettacolo del Papa che parlerà al mondo di etica ed unione famigliare. Chissà quale nuovo messaggio si sarà inventato! Quando poi le famiglie italiane e mondiali sono in sofferenza per problemi economici e la chiesa non si perita di gettare all'aria milioni di euro, in parte coperte da banche - ma non erano in sofferenza anche loro? - con interventi milionari per la gloria di Dio in terra: il Papa.
 
Forse la famiglia andrebbe maggiormente tutelata sul serio - lavoro, sanità, case, istruzione ecc. ecc. -, questa passerella non servirà a nulla così come le precedenti sei. Sarebbe stato un gesto eclatante distribuire i soldi - ripeto: milioni euro - a sostenere realmente chi ha problemi di sopravvivenza.
 
Sarebbe troppo pretendere almeno dal sindaco e dalla giunta arancione di Milano un comportamento mazziniano: laico e repubblicano?
 

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