www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 22-06-12 - n. 415

da www.nuovaunita.info
 
Sobrietà per chi?
 
editoriale
 
06/06/2012
 
Le masse lavoratrici e popolari devono pagare il debito pubblico e le istituzioni, Vaticano compreso, continuano ad elargire milioni per le feste, le guerre, la cultura borghese e i dogmi della religione
 
Dopo averci martellato per anni sulla necessità della prevenzione, ora ci dicono che facciamo troppi esami ed analisi. Anzi che sono dannosi. Fermo restando che sono i medici a consigliarle è evidente che sono legate ad un miglioramento del benessere, a "prendere in tempo" quelle malattie che, se non identificate, porterebbero alla morte certa. Gli esami conoscitivi e di approfondimento sono dannosi solo per le tasche dello Stato perché se le innumerevoli tasse che paghiamo devono coprire un buco provocato da governi incapaci che hanno gestito allegramente i beni pubblici, viene da sé che bisogna tagliare anche sulla sanità. Per i pazienti perché non si fa nulla contro gli sprechi né contro gli alti compensi dei dirigenti e nemmeno per il dirottamento verso strutture private.
 
E per non dire che si taglia - dopo aver introdotto ticket non proprio economici - il governo prova a convincerci attraverso informazioni e messaggi "cultural educativi" con la complicità dei soliti compiacenti mass media e di molti, troppi medici.
Il debito - aggravato dall'Europa con l'imposizione dei parametri dei suoi trattati, dal FMI e dalla BCE - che l'hanno fatto crescere a dismisura, le spese militari per acquisti di cacciabombardieri, per la fedeltà atlantica che ci costa 50mila euro al minuto, per mantenere le missioni all'estero (il governo Monti ha confermato l'aiuto all'Afghanistan pari a 400 milioni l'anno per la ricostruzione mentre L'Aquila sta ancora aspettando) ricade sulle spalle della classe lavoratrice anche in materia di sanità.
 
La crisi precipita. L'offensiva della borghesia e del governo che la rappresenta non ha limiti. Dopo la modifica dell'art. 18 dello Statuto dei lavoratori, è arrivata la modifica dell'art. 81 che intacca la Costituzione e rende permanenti le scelte di austerità. La crescita tanto invocata, soprattutto quando viene riferita all'occupazione femminile è pura demagogia! Come lo è l'ultima sortita della ministra Fornero. Fare appello ai maschi perché aiutino di più in casa è un bel sistema per risparmiare sui servizi pubblici che si trasformerebbero in occupazione. L'aiuto casalingo dei maschi è un fatto culturale che neppure il movimento femminista è riuscito ad affermare. E nel frattempo a pagare sono sempre le donne, già penalizzate con i tagli nella scuola e con la prospettiva dei licenziamenti per gli statali!
Per portare avanti i propri piani salva banche e per mantenere i propri interessi di classe attraverso le leve di comando economico, politico, militare e sociale il potere crea un clima di terrorismo che gli giustifica sia i provvedimenti reazionari legislativi, istituzionali e culturali, sia la repressione contro manifestazioni e proteste sociali e studentesche. In un'Italia di fascisti nelle istituzioni, di organizzazioni fasciste, di mafia, di logge segrete, governo e istituzioni spostano l'attenzione sull'anarcoinsurrezionalismo anche di fronte all'attentato di Brindisi perché - dicono - è un movimento indistinto e non gerarchizzato come le vecchie Br. Questo ovviamente indirizza la repressione contro il proletariato e gli studenti che lottano. Il sistema è sempre quello che contraddistingue la nostra storia, fin dal dopoguerra. Nei momenti di acuta crisi economica e politica: usare le bombe i cui mandanti non si troveranno mai (come per le altre stragi), per intimidire le masse lavoratrici, per fermare la lotta di classe e favorire soluzioni autoritarie - puntuali sono arrivate le pressioni per il presidenzialismo (con Berlusconi che si candida apertamente) - e militarizzare il territorio.
E puntuali continuano ad arrivare i moniti di Napolitano sulla necessità dell'unità del Paese. Così, dopo tutti i festeggiamenti per i 150 anni ha fortemente voluto la Festa del 2 Giugno. Sotto la parola d'ordine "sobria" per rispettare i morti e il disagio dei terremotati emiliani il Quirinale limita la parata, ma offre un ricevimento a 2000 invitati del mondo politico e imprenditoriale (ma Masi che ci faceva?). Sobrietà invocata anche dal Vaticano che per la tre giorni delle famiglie a Milano ha speso "solo" 13 milioni. Formigoni in prima fila, rappresentante d'eccezione, ha elargito 2milioni alla Fondazione milanese delle famiglie per organizzare l'evento. Al Comune, per potenziare i servizi di sicurezza e di pulizia e per i trasporti è invece costato tre milioni. Il governo recupera i fondi per gli aiuti con una… innovazione: l'aumento dei carburanti! E i terremotati patiranno le stesse traversie dei precedenti, a partire da L'Aquila.
 
Il movimento operaio che anche su questo piano dovrebbe saper rispondere, segna il passo. La stessa Fiom - una forza storicamente trascinante di tutte le categorie -, riunita a Firenze il 20 maggio, ha espresso una posizione paracattolica anche di fronte agli operai morti in fabbrica in seguito al terremoto, più che di classe. E l'assemblea, deludente anche dal punto di vista numerico, si è trovata di fronte ad una relazione di Landini rinunciataria e proiettata più verso mire elettoralistiche che verso risposte di lotta e di sciopero generale nazionale. Che, quando debolmente prospettato sebbene sottoposto alla decisione della Cgil, infiammava la platea. Il cambiamento prospettato da Landini come "nuove forme di politica" è la negoziazione con la cosiddetta sinistra, perdente persino alle recenti amministrative. Perché gli elettori che non è la politica che rifiutano, ma i partiti corrotti e delegittimati, cercano il nuovo. Anche se rappresentato da un movimento, l'M5S centrato sull'innovazione tecnologica - è lontano il tempo in cui Grillo spaccava i computer nei suoi spettacoli - che non ha futuro perché non cambierà la società.
 
Nell'attuale situazione il movimento operaio ha di fronte a sé due possibilità: aderire alla mobilitazione reazionaria portata avanti dal capitalismo che lo porterà verso il baratro del fascismo e della guerra che lo costringerà a sempre maggiori privazioni e sfruttamento, oppure lottare per i propri interessi. Una lotta sicuramente non facile ma rivolta a dare una svolta alla propria vita e non a favore dei capitalisti e dei governi che li rappresentano. Una lotta per la propria emancipazione dallo sfruttamento e per la vera libertà, quella dell'eliminazione dell'odioso sistema capitalista.
Il debito pubblico, il deficit, lo spread riguardano la classe dominante e i partiti che la sostengono. Alla classe lavoratrice deve interessare come far cadere i governi antipopolari, come creare le condizioni per cambiare il sistema sociale. È un passo enorme, un salto di qualità ideologico e organizzativo che il movimento operaio deve fare andando oltre le proteste e la resistenza che sta sviluppando a livello locale e troppo frammentata per rispondere alla crisi e alla dilagante disoccupazione. Determinante per cambiare la società è trasformare la condizione difensiva in politicamente offensiva. Ciò è possibile se si lavora per l'unificazione dei comunisti con la classe operaia in un autentico partito comunista in grado di organizzare le battaglie per abbattere un capitalismo che ha mostrato il proprio fallimento e costruire una società dove l'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione assicura la vera uguaglianza, la stabilità del lavoro, la giustizia e il progresso.
 

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