www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 01-02-13 - n. 439

Il PM che lotta contro l'evidenza
 
Enzo Pellegrin * | comunistisinistrapopolare.com
 
01/02/2103
 
Pochi giorni fa un noto opinionista filo-UE si stracciava su "Repubblica" la giacca di Tasmania chiedendo l'espulsione di Berlusconi dal PPE, reo di aver detto che nel fascismo c'era stato del buono. Se il tentativo di lisciare i voti degli italiani criptonostalgici (sono tantissimi! Distribuiti ovunque!) appare spazzatura di cabaret, più serio appare discutere da che pulpito arrivava la predica...
 
Davvero mi riesce difficile capire come i fanatici dell'Unione Europea possano parlare abusivamente di antifascismo: lo stato attuale delle leggi italiane prevede una normativa elettorale che impedisce la rappresentatività di forze politiche che non siano finanziate da gruppi di interesse capitalistico ovvero da miliardari (ribelli o meno ch'essi si credano); le liste elettorali impediscono di scegliere chi mandare effettivamente in parlamento, dipende tutto dall'ordine che impongono i vari partiti e movimenti; negli ultimi anni abbiamo avuto un premier imposto dai poteri bancari e coloniali, non eletto, il quale ha depredato il bilancio dello Stato, aumentato sino all'inverosimile la pressione fiscale sui deboli per trasferire i valori alle banche amiche od al governo coloniale europeo; lo stesso premier ha tagliato servizi ai cittadini, aumentato la disoccupazione nel tentativo di renderli schiavi.
 
Non solo. L'autoritarismo del fascismo si esprimeva nell'OVRA, un meccanismo di polizia politica che controllava e reprimeva il dissenso, l'Unione Europea persegue da anni il progetto di controllare ogni entrata dei cittadini ed ogni transazione finanziaria al duplice scopo di farla passare per le decime del sistema bancario e contemporaneamente di poter spremere fiscalmente tutto il possibile. Monti ha continuato la costruzione di questa polizia finanziaria seguendo la via imposta dall'Europa anche ai precedenti governi Prodi e Tremonti. E' la versione moderna dell'autoritarismo: inutile controllare le coscienze, basta renderle inermi colla povertà ed il ricatto economico-fiscale. Accanto a questa polizia fiscale, vi sono gli strumenti per la sua attuazione: gli organi della Pubblica Amministrazione e la Magistratura. In un sistema di leggi autoritarie questi organi vincolati all'applicazione di leggi d'oppressioni possono essere imparziali? La risposta sembra scontata: le leggi stesse non hanno il requisito dell'imparzialità, ovvero della giustizia sostanziale.
 
Nei fatti, poi, siamo ogni giorno di fronte ad azioni e prese di posizioni della magistratura requirente che accentuano questo sentire. Si apprende dal sito www.notav.info che i giornalisti Massimo Numa (autore dell'articolo) e Mario Calabresi (in qualità di direttore de "La Stampa") sono stati rinviati a giudizio per diffamazione aggravata ai danni di un manifestante NO TAV.
 
L'episodio è un esempio di come vi sia stata una sistematica aggressione mediatica ai danni del movimento valsusisno dagli organi di stampa vicini agli interessi della TAV. Secondo il giornalista Massimo Numa, nel settembre 2011 il manifestante era andato ad assaltare le reti del cantiere di Chiomonte: così stava scritto in un articolo colorito del solito grandguignol utilizzato per dipingere il movimento. Peccato che le affermazioni trovassero una smentita fattuale evidente: in quel periodo il medesimo si trovava dall'altra parte del mondo, in ferie con i familiari.Scattava pertanto la denuncia più che legittima contro i due giornalisti.
 
Le indagini vennero affidate - e qui sta il primo chiodo nella carne - ad un sostituto procuratore della Repubblica che si occupava e si occupa dei processi contro il movimento NO TAV. In terra anglosassone, patria dei processi penali considerati ideali, ciò solo sarebbe bastato per gridare allo scandalo del conflitto di interessi e screditare l'azione dell'accusa.
 
Lo stesso procuratore - secondo chiodo nella carne - pur in presenza di prove documentali che dimostravano quantomeno la falsità dell'informazione resa nell'articolo, chiedeva l'archiviazione del caso (altre grida di scandalo nelle courtrooms inglesi). Un Giudice delle Indagini Preliminari respinge la richiesta di archiviare ed ordina al PM di chiedere il rinvio a giudizio e di formulare l'imputazione.
 
Si arriva dunque all'udienza preliminare ed il PM presenzia per sostenere la propria richiesta di rinvio a giudizio. Così ora dovrebbe essere. Invece no. Caparbiamente, nonostante un giudice abbia già espresso un parere negativo, nonostante le prove documentali, il PM, lo stesso PM (terzo chiodo nella carne) chiede il non luogo a procedere, cioè che il giudizio non si tenga, che tutto ancora ricada nel nulla! Alle Corti di Westminster la parrucca del Presidente della Corte sarebbe a questo punto saltata in aria!
 
Ancora una volta, il Giudice dell'Udienza Preliminare ritiene inaccoglibile la richiesta assolutoria del PM e rinvia gli imputati a giudizio fissando il processo dopo l'estate.
 
Spiace tartassare i sensibili ma spunterà un altro chiodo nella carne: a condurre l'accusa nel futuro processo, a citare i testi d'accusa, a interrogarli sostenendo la pretesa punitiva dello Stato sarà lo stesso Pubblico Ministero!
 
Che immagine di imparzialità viene fuori da un percorso giudiziario di questo genere? Negli Stati Uniti il PM è una parte, rappresenta lo Stato, non la magistratura. In Italia il PM è comunque considerato dalla legge un "organo di giustizia" un magistrato che deve essere imparziale.
 
Quale imparzialità ci si può aspettare dal futuro svolgimento del processo?
Perchè non è stato applicato dal Procuratore capo di Torino un altro Pubblico Ministero?
 
Se questa è l'immagine della condotta della Procura, si capiscono le rampogne dei NOTAV allorchè i processi contro banali reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale (teatrino da un giorno in pretura) vengono celebrati in pompa magna addirittura nelle aule bunker delle Vallette torinesi. Come si fa a non pensare ad una strumentalizzazione?
Si immaginano i titoli dei soliti giornali e giornalisti: nell'aula bunker si celebrano processi contro terroristi e mafiosi...
 
La scelta di tali aule appare poi ingiustificata: si è detto che le maxi aule sono occupate da altri processi (peraltro ormai quasi tutti conclusi..): bene! Si calendarizzi allora il processo dei Notav dopo questi! Perchè tutta questa fretta? Processi per reati simili sono rinviati dai giudici del Tribunale di tre mesi in tre mesi!
 
Proprio in data di oggi, la protesta degli imputati no tav, i quali hanno letto in aula un comunicato in cui rifiutavano di essere processati in dette aule "infamanti" senza giustificato motivo, è stata accolta da una carica della Polizia all'uscita dell'aula. Il motivo dell'uso della violenza? Dovevano identificare chi ha letto il comunicato...
 
Imparzialità significa mettere il cittadino in condizioni di non dover nemmeno sospettare, di non dover pensare male. Pensar male è infatti peccato, ma spesso la si azzecca.
 
* segretario CSP Partito Comunista Federazione Provinciale di Torino "Giorgio Bottiglieri"
membro del collegio di difesa Notav
 

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