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- osservatorio - italia - politica e società - 13-02-13 - n. 440
Contro le guerre dei padroniSolidarietà internazionale ai proletari e ai popoli che lottano contro il capitalismo e l'imperialismo
Centro di Iniziativa Proletaria "G. Tagarelli"
11/02/2013
Comunicato stampa
La mattina del 10 febbraio - mentre si svolgeva un'assemblea-dibattito organizzata dal Comitato contro la guerra di Milano dal titolo "Siria: guerra civile o intervento imperialista?" presso il Centro di Iniziativa Proletaria "G. Tagarelli" di Sesto San Giovanni con Osama Saleh del Comitato "Giù le mani dalla Siria" e Carlo Remeny direttore di Arabmonitor - una decina di sostenitori dell'"esercito libero siriano" e fautori dell'intervento della Nato in Siria hanno cercato di impedire l'iniziativa entrando nella sala con striscioni e bandiere.
Nei giorni scorsi, uno di questi era venuto a fotografare le vetrine del Centro di Iniziativa Proletaria, foto che sono finite su siti internet arabi insieme a "democratiche" minacce di morte per Osama Saleh.
Espulsi dalla sala dai compagni presenti, hanno inscenato una manifestazione davanti al Centro di Iniziativa Proletaria, con il beneplacito della polizia e della Digos presenti fin dal primo mattino a presidiare la via. Uno di loro ha preso a calci una delle tre vetrate del Centro, sempre sotto i benevoli occhi della polizia.
Quella polizia che - sempre pronta ad impedire e reprimere manifestazioni di operai, disoccupati e studenti - questa volta ha difeso il loro "diritto di manifestare" e disturbare una manifestazione antimperialista: fedeli esecutori della linea interventista del governo Monti, che per bocca del suo ministro degli esteri Terzi, ha chiarito nei giorni scorsi che l'Italia, al pari degli altri paesi NATO, è interessata alla spartizione del bottino della Siria, sostiene a aiuta i "ribelli" con armi e soldi, che non ci sono invece per la sanità, le pensioni, la scuola, il lavoro della popolazione lavoratrice italiana.
L'obiettivo dell'assemblea era di capire quali intereressi ci sono dietro le guerre in Siria, in Mali e in altre parti del mondo, e cosa significa per i lavoratori e i pensionati Italiani la partecipazione dell'Italia nelle varie guerre in giro per il mondo
Dopo aver respinto la provocazione l'assemblea è continuata (ha parlato anche un rappresentante dell'opposizione cosiddetta "democratica" siriana) ed è terminata con la votazione di un ordine del giorno che riassume i temi discussi e che riportiamo di seguito.
Centro di Iniziativa Proletaria "G. Tagarelli"
Via Magenta 88 Sesto San Giovanni (Mi)
Sesto San Giovanni 10 febbraio 2013
Mozione approvata dall'assemblea tenuta al Centro di Iniziativa Proletaria G. Tagarelli - il 10 febbraio 2013, organizzata dal Comitato contro la guerra
Contro la guerra dei governi imperialisti!
Giù le mani dalla Siria, dall'Iran e dal Mali!
Contro i bombardamenti e l'intervento militare imperialista in Siria, in Mali e le minacce all'Iran e ai popoli che si oppongono alla penetrazione imperialista resistenza ora e sempre.
Il nemico è anche in casa nostra
L'art. 11 della Costituzione della Repubblica Italiana, ripetutamente calpestato, recita: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo."
Il governo italiano, dopo tante chiacchiere sulle soluzioni pacifiche dei contrasti internazionali, ancora una volta sostiene chi ha fatto in passato il ricorso alle armi per difendere i suoi interessi. La crisi economica ha acuito i contrasti interimperialisti accentuando la lotta per il controllo delle materie prime, dei mercati e delle zone d'influenza strategiche e la guerra commerciale è diventata guerra militare.
Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU, organismo dominato dai maggiori paesi imperialisti, dopo le minacce, sostiene i bombardamenti e l'intervento militare imperialista per affermare il suo "diritto" a salvaguardare i suoi interessi cercando di imporre la pace con i suoi militari, missili, raid aerei e mercenari inviati sul campo.
USA, Francia e Gran Bretagna, il Consiglio di sicurezza dell'ONU, compreso il governo italiano, fino a ieri sostenitore di Assad (ricevuto con tutti gli onori al Quirinale), stanno facendo pressioni per approvare una risoluzione che autorizzi la "no fly zone" sulla Siria, e sostengono l'intervento francese in Mali.
Attraverso una grande campagna di disinformazione, fondata su menzogne, cercano di farci accettare la partecipazione ad una aggressione criminale contro un Paese sovrano come la Siria.
Come sempre si usano due pesi e due misure a seconda dei propri interessi, e si tace sui massacri compiuti dal governo sionista israeliano o sugli yemeniti massacrati da un regime reazionario.
Contro le aggressioni imperialiste, noi lavoratori e cittadini, leviamo forte la nostra voce di dissenso e di protesta nelle assemblee di fabbrica, nei luoghi di lavoro e nelle mobilitazioni di piazza.
Contro la guerra di aggressione alla Siria e al Mali sostenute dal governo italiano e da tutti i partiti di centrodestra e centrosinistra, ribadiamo la nostra opposizione attiva nelle fabbriche, nelle scuole, nelle piazze e ovunque sia possibile esprimere la nostra protesta.
La sorte della Siria, del Mali e di tutti i paesi sovrani ed il loro futuro va deciso dal popolo. Sono loro gli artefici del proprio destino. A loro spetta decidere il proprio futuro, senza ingerenze esterne o guerre umanitarie.
Il nemico è in casa nostra: sono i padroni e il governo italiano, i partiti borghesi di centrodestra e centrosinistra che spendono miliardi di euro in armamenti per aggredire altri popoli a scapito dei più elementari diritti per la popolazione, come il diritto al lavoro, allo studio, alla salute, alla casa, ad una vita decente.
Noi siamo a fianco degli operai, dei lavoratori e dei popoli di tutto il mondo che lottano contro le guerre imperialiste.
Contro le guerre dei padroni, solidarietà internazionale fra i lavoratori e i popoli sfruttati di tutto il mondo.
Sesto San Giovanni 10 - 02 - 2013
Mozione approvata all'unanimità.
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