www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e societÓ - 13-03-13 - n. 444

L'indignazione dell'India
 
Redazione Contropiano | contropiano.org
 
13/03/2013
 
L'editoriale dell'Hindu, giornale del Kerala, segnala una composta e durissima indignazione dell'India sul tradimento dei due marò e delle autorità italiani. Un sentimento che nessuno dovrebbe sottovalutare e che induce alla vergogna per la condotta di un governo che ancora produce danni. Qui di seguito l'editoriale del quotidiano Hindu di oggi:
 
Le nazioni che vogliono essere prese sul serio devono far corrispondere le loro azioni con questa aspirazione. Il rifiuto di restituire Massimiliano Latorre e Salvatore Girone - i marines a bordo della nave mercantile Enrica Lexie accusati di aver sparato e ucciso due pescatori al largo della costa del Kerala, scambiandoli per pirati - può far conquistare punti a casa al governo, ma è una condotta disdicevole per una nazione responsabile.
 
Ai due è stato permesso dalla Corte Suprema tornare in Italia alle urne per le elezioni del 22 febbraio nazionale, con la promessa da parte del governo italiano che sarebbero tornati in India per affrontare il processo. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi del governo uscente ha parlato entusiasticamente della decisione come "prova del clima di fiducia reciproca e di cooperazione con le autorità indiane". L'Italia si trova ora in violazione di tale fiducia. Il ministero degli Esteri italiano ha detto che a Nuova Delhi non hanno ascoltato la sua richiesta di una soluzione diplomatica, una dichiarazione curiosa considerando sperimentate ed esaurite tutte le vie per la risoluzione della vicenda.
 
Dal primo giorno, l'Italia ha messo in discussione la giurisdizione dell'India in materia, in quanto a suo avviso, l'incidente è avvenuto in acque internazionali. La Corte Suprema ha stabilito nel mese di gennaio che, mentre l'India è effettivamente competente, solo il governo dell'Unione - e non quello del Kerala - potrebbe indagare o provare il caso. Di conseguenza, ha ordinato un tribunale speciale a tale scopo.
 
Ma una sentenza che descrive come "alto mare" la zona economica esclusiva dell'India oltre le 12 miglia nautiche - linea che segna l'estensione formale del confine marittimo - era certamente favorevole alla parte italiana. La Corte è arrivata anche al punto di lasciare aperta la questione della giurisdizione, affermando che l'Italia potrebbe contestare il diritto dell'India di giudicare i due uomini nel tribunale speciale. Con tutto questo, gli italiani hanno sostenuto che il procedimento legale è stato prevenuto contro di loro.
 
Le relazione tra l'India e l'Italia non sarànno più le stesse. La decisione della Corte Suprema di consentire ai due uomini accusati di lasciare l'India è anche curiosa. Il permesso è stato dato sulla base di una ordinanza dell'Alta Corte del Kerala che ha concesso ai Marines italiani due settimane di soggiorno in Italia, durante il periodo natalizio. Quella era di per sé una decisione molto insolita. La Suprema Corte sembra essersi convinta a credere che, tornati una volta, sarebbero tornati sicuramente di nuovo. Il fatto che non sia stata fatta pressione su questi temi nel mese di febbraio è un altro motivo di imbarazzo per il governo dell'Unione Indiana, che fa sorgere molti interrogativi sull'essersi lasciata prendere in giro così facilmente da un governo straniero.
 
http://www.indiapress.org/gen/news.php/The_Hindu/400x60/0
 

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