www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 26-10-13 - n. 472

Contro i governi dell'Unione europea e dello sfruttamento capitalistico, per l'emancipazione popolare ed il socialismo!

Dario Ortolano *

26/10/2013

Dal 2008 ad oggi, sono stati elargiti dai Governi europei 3500 miliardi di euro per salvare le banche, una cifra sufficiente a pagare i debiti di Italia, Spagna, Grecia e Portogallo. Contemporaneamente si è costretto questi paesi a drastici tagli delle spese che riguardano i bisogni primari delle popolazioni: stipendi, pensioni e spesa sociale.

In Italia, secondo la Corte dei Conti, per la sanità sono previsti 22 miliardi di euro di tagli che condanneranno 9 milioni di nostri connazionali a non potersi più curare, mentre sono già stati presi, dal Governo Monti i seguenti provvedimenti: più tardi in pensione con assegni ridotti, stangata sulla casa con l'Imu e la rivalutazione degli indici catastali, nuovi sgravi fiscali per le imprese ( IRAP ), imposta ridicola sui capitali rientrati in Italia, rilancio dell'inflazione con l'aumento dell'IVA e delle accise sui carburanti.

L'attuale Governo Letta sostenuto dalle principali forze politiche borghesi, si pone in perfetta continuità con tale impostazione. D'altronde, anche il Fondo Monetario Internazionale ( FMI ) non ha mancato di far giungere il proprio messaggio al Governo, proprio quando esso era riunito per decidere l'eventuale sospensione dell'imposta IMU sulla prima casa, raccomandando grande prudenza in tal senso, poiché, secondo l'Istituto di Washington, la riduzione della tassa sugli immobili non dovrà determinare lo sforamento del deficit dalla soglia del 3% del Pil fissata dall'Unione Europea nei suoi Trattati costitutivi di Maastricht del 1992/93.

Infatti, secondo i parametri dell'Unione Europea, i conti non tornano. Solo l'IMU sulla prima casa vale quattro miliardi l'anno che, senza adeguata copertura, riporterebbero l'Italia oltre la soglia indicata. Servirebbero, inoltre, un miliardo di euro per la cassa-integrazione in deroga, almeno altri due per gli esodati e le spese per gli interventi militari all'estero, senza contare che il rinvio dell'aumento dell'IVA richiederebbe due miliardi per il 2013 e quattro dal 2014. Dieci miliardi di euro entro la fine dell'anno, che non ci sono, da reperire con tagli ulteriori di spese, perché

NELLA GABBIA DELL'UNIONE EUROPEA NESSUNO SPAZIO PER IL POPOLO!!

Intanto, nella crisi più grave del dopoguerra, il disastro sociale che ne consegue colpisce in modo inversamente proporzionale in base al reddito. Ce lo ricordano gli stessi dati dell'OCSE, l'Organizzazione dei paesi industrializzati, in base a cui, negli ultimi anni, il reddito disponibile dei 5 milioni di italiani che costituiscono il 10% più ricco del Paese, si è ridotto dell'1% l'anno, mentre per i 5 milioni di italiani del 10% più povero del Paese, il reddito si è ridotto del 6% l'anno. Ciò significa che,per le famiglie ricche, il reddito, anziché di 5000 euro al mese, è stato di 4850; mentre, per i più poveri, anziché di 1000 euro, è stato di 800.

Incurante di tutto ciò, il Governo Letta continua, non senza le fibrillazioni derivanti dall'alleanza con Berlusconi che lotta per la sua sopravvivenza politica, il suo percorso che attualmente ha partorito i seguenti effetti:

L'approvazione col decreto del " Fare " dello stanziamento di un fondo di 2,5 miliardi di euro, incrementabile a 5, a disposizione delle banche da assegnare alle imprese che attuino misure di innovazione tecnologica.

L'annuncio di nuove privatizzazioni delle residue quote di partecipazione dello Stato agli enti economici pubblici ( Eni, Enel ecc.)

La creazione, attraverso accorpamenti, di nuove imposte che contribuiranno ad aumentare il prelievo fiscale sui redditi popolari.

L'ulteriore attacco alla condizione dei lavoratori del settore del Pubblico Impiego attraverso tagli di fondi, sospensione della contrattazione sindacale e proroga della non reintegrazione di personale in sostituzione dei pensionamenti avvenuti.

La messa a rischio della appartenenza all'Italia della compagnia telefonica ( TELECOM ) e del trasporto aereo passeggeri ( AERITALIA ), come conseguenza della competizione intercapitalistica.

Noi comunisti pensiamo, quindi, che è ora di dire basta a tutto ciò!!

Per questo proponiamo:
- L'esproprio e la nazionalizzazione dei principali gruppi industriali e del sistema bancario.
- La pianificazione di un nuovo sviluppo economico attraverso massicci investimenti di capitali pubblici sulla base delle priorità del Paese.
- Ruolo di controllo e di partecipazione dei lavoratori e del popolo nella determinazione delle scelte fondamentali.
- L'azzeramento unilaterale della parte del debito detenuto dalle banche, dai monopoli e dai fondi speculativi, salvaguardando gli interessi dei piccoli risparmiatori.
- L'abrogazione di tutte le leggi che legittimano il lavoro precario ed il caporalato, la difesa dei diritti dei lavoratori ed il ripristino del contratto collettivo di lavoro e della giusta causa per i licenziamenti.
- L'istituzione, per legge,di un salario minimo garantito, aggiornamento dei livelli delle pensioni e dell'indennità di disoccupazione, istituzione di un salario per i giovani in cerca di prima occupazione, la riduzione dell'orario lavorativo a parità di salario.

FUORI DALL'UE, DALL'EURO E DALLA NATO, CONTRO IL CAPITALISMO PER IL SOCIALISMO, UN FRONTE DI LOTTA UNITARIO DI LOTTA DEI LAVORATORI. LA CRISI LA PAGHINO I PADRONI ED I BANCHIERI!

CAMBIARE SI PUO', CON I COMUNISTI!!!!!

* Dario Ortolano, coordinatore nazionale Comunisti Sinstra Popolare - Partito Comunista


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