www.resistenze.org - osservatorio - italia - politica e società - 28-10-13 - n. 472

Renzi e i guai della mediocrità

Tiziano Tussi

27/10/2013

Quand la merda la munta in scagn, o la spusa o la fa dan (proverbio cremonese)

Il dialetto in esergo è di casa in Lombardia e regioni limitrofe, vuole dire, fuori di metafora, che chi è mediocre e si crede di essere chissà chi fa solo guai.

Matteo Renzi è l'ennesimo caso ad hoc! E si capisce bene la sua mediocrità, oltre che per il solito dire nulla affabulando, dall'ultima uscita nella kermesse di Firenze alcuni giorni fa, alla Leopolda, una ex stazione ferroviaria,  il 26 ottobre. La voglia di proporzionale, ha detto parlando della legge elettorale che deve ancora venire, gliela facciamo passare noi.

Ora, la fa passare a chi? Non si sa bene. Noi? Chi sono questi noi. Per avere risposta basterebbe leggere il fondo di Angelo Panebianco, il giorno dopo sul Corriere della Sera che cerca di infiorare la grande acutezza politica di Renzi, che non vuole il proporzionale, inventandosi congiure avverse di non precisati circoli politici che vorrebbero quel sistema per fini di destabilizzazione del Paese. Quindi Renzi grande politico. Sono le solite minoranze e imprecisati circoli politici di destra e sinistra, che badano solo ai loro meschini interessi .

Sorprende veramente  che si debba difendere i valori fondamentali del pensiero liberale non essendo tali. Una testa un voto, dissero i rivoluzionari francesi all'inizio del percorso settecentesco. E su quella parola d'ordine svecchiarono la Francia ed il mondo intero. Ogni uomo è uguale ad un altro, così il suo voto. Sacra richiesta liberale. E né Renzi né Panebianco, neppure tanti altri in verità, lo ricordano. I valori liberali sono stati ampiamente traditi in questi ultimi secoli e sempre più i cosiddetti liberali si sono allontanati dalla loro rivoluzione. Forse sono rimasti troppo sconvolti dall'azione politica di Robespierre e dalla sua radicalità. Forse sono stati sempre più propensi a costruirsi un'alea liberale in pratiche reazionarie. Ed ora è arrivato anche lì'ultimo dei reazionari di centro sinistra. Neppure un accenno a valori e a idee etiche, a scelte politiche di parte. Come se il mondo si fosse emendato dalla sua stratificazione economia e sociale. Come se vi fosse una società mondiale, o anche solo europea, allo stesso livello di opportunità per ognuno. Come se le differenze di classe fossero scomparse. Solo allora sarebbe possibile parlare un linguaggio comune, ma così non è ora.

Basterebbe dare un occhio a Lampedusa, alla decomposizione sociale in Europa tra chi lavora e chi non lavora, tra chi ha opportunità, e molte, a chi si arrabatta negli scantinati del continente, e alla Grecia. E Renzi di fronte a tutto questo parla a vanvera di futuro sul quale scommettere. Ma quale futuro se  non lo si prepara ora? E come lui lo vorrebbe preparare? Ad esempio, appunto, con la cancellazione di ogni modalità di elezione proporzionale, cioè democratica.

La madre degli stupidi è sempre gravida. Stupidità di cui ci parla Cipolla nel suo aureo libretto Allegro ma non troppo (il Mulino editore). Prima legge fondamentale:Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione. E la spiegazione che segue ci dice che ci sono in giro molti più stupidi di quanto noi possiamo pensare.

La quarta legge fondamentale, riassumo, dice che è un errore madornale allearsi con stupidi  e la quinta brevissima : La persona stupida è il tipo di persona più pericolosa che esista.

Ma un po' Renzi  possiamo capirlo, cosa ha il nostro attuale primo ministro più di lui, se non qualche anno. Ed allora perché Letta così in alto e lui solo sindaco di Firenze, che da città centro, uno dei centri dell'Europa nel Rinascimento, è diventata solo la città di Renzi? Poca cosa non vi pare! 


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