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Quell'oscuro oggetto del desiderio: La democrazia nel PD

Tiziano Tussi

20/01/2014

Liberté, egalité, fraternité, ed aggiungiamo "ad ogni testa un voto". Siamo in pieno illuminismo della Rivoluzione francese, 1789. Ma anche questo è troppo di sinistra per il nuovo corso del Partito Democratico (che cosa abbia oramai di democratico non si sa).

La nuova legge elettorale proposta dal segretario PD Matteo Renzi con il cittadino Silvio Berlusconi è veramente oltre ogni segno di democrazia. Premi di maggioranza, senza preferenze, voti che pesano differentemente  secondo la loro destinazione, ossia se verso partiti grossi o piccoli.

Un processo decisamente sorprendente ha portato a questa proposta decisa da un uomo giovane che non è entrato in parlamento e da uno che è stato espulso dallo stesso. Il governo e le aule parlamentari non sono riusciti a partorire nulla. Il primo ministro costretto a organizzare l'accoglienza per una proposta di legge in cui c'entra per niente ed il Paese reale che assiste ad una discussione su tematiche completamente antidemocratiche e fuori controllo popolare.

Chissà come si organizzeranno SEL, le associazioni quali l'ANPI, l'ARCI, i Centri di studio, i vari Zagrebelski, Rodotà et similia, i sindacati, i grandi sindacati, Landini e la FIOM, tutti i preti che parlano di diritti per gli immigrati ed i Radicali che difendono i reclusi, la Lega Lombarda che difende il NORD, gli uomini di cultura, quelli che firmano manifesti di ogni tipo, i giornali della sinistra (?). l'Unità, il manifesto, tutto il calderone che gira attorno al Fatto Quotidiano? Ma non citiamoli tutti.

Renzi – ma potrebbe essere un figlio segreto di Berlusconi? – ha fatto il vuoto attorno a sé, oltre che dentro di sè. E questo paga. Il nulla che conquista le persone è già arrivato a risultati insperati. Sta dilagando. Una legge simile si sarebbe detta da subito legge truffa e si sarebbero ricordati gli antecedenti: sia quella di Mussolini  - legge Acerbo del 1923 – e la legge truffa del 1953.

Così non è : balbettii, astensioni all'interno del PD, personaggi che vanno ad ingrossare la galleria degli squallidi che cambiano idea nel giro di pochi giorni. Ognuno di questi crede forse di trovare sul carro di Renzi un posticino.

Il Paese reale è completamente scippato di ogni decenza istituzionale. Poco c'è da sperare nel presidente della Repubblica

Il sistema proporzionale, con o senza sbarramento, assicura un minimo di democrazia liberale e borghese sulla quale fa leva il vivere civile di ogni compagine sociale. Nella legge proposta neppure l'ombra di tali preoccupazioni e se possiamo non sorprenderci per l'apporto di Berlusconi, da sempre propenso all'unanimismo sulla sua persona ed interessi non possiamo non sorprenderci per l'altro corno della questione. Dobbiamo anche notare, ed occorre dirlo, le capacità politiche del Silvio nazionale che riesce sempre a stare in gioco indipendentemente da ciò che gli accade.   Non tanto di Renzi dobbiamo sorprenderci. Questi si è già ampiamente presentato all'opinione pubblica nella sua vuotezza innumerevoli volte, ma la sorpresa riguarda i "vecchi " del partito e gli elettori alle primarie che si sono lasciati prendere dal sottovuoto spinto del fiorentino.

Lo scenario che si sta sostanziando è questo: un primo turno elettorale dove nessuno raggiunge il 35%, soglia minima per vedere aggiungere ai voti presi un 18% ed arrivare al 53, maggioranza assoluta. Quindi un ballottaggio tra chi ha preso più voti e lì, volente o nolente, anche con pochissimi elettori attivi un 35% qualcuno se lo prende e governa, grazie al premio di maggioranza, per cinque anni, senza contraddittorio, altro che dialettica, pensiero critico, opposizione costruttiva e via elencando. Tutti dietro il vincitore di turno. Aspettando la prossimo legislatura, un altro uomo forte o almeno in carne, che possa vincere allo stesso modo.

Chi la cambia più una legge elettorale simile? Il Parlamento no, dato che sarebbe formato dagli stessi che si palleggiano la vittoria, un Parlamento blindato. Il Paese reale va da tempo a votare sempre meno, a volte, nelle primarie, pagando per mettere la crocetta su personaggi squallidi, scambiati per l'ultima speranza. Gli uomini pubblici sono indaffarati a fare le prime donne, senza disturbare troppo i manovratori. La sinistra – di ogni tipo, già detto -  non c'è più.

Allora non rimane che Grillo! E la depressione aumenta.


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