Troppo buoni, inutili, alla meta della pace perpetua.
Di Tiziano Tussi
Purtroppo mi sono fatto prendere dalla voglia di acquistare – cinque euro – il CD Danni Collaterali che si vende come supplemento ai giornali di sinistra – il manifesto, Liberazione, Carta, la Rinascita. Vedendo un po’ quali erano gli artisti che vi comparivano avrei già dovuto sapere di cosa si trattava, ma ho acquistato lo stesso. Il pacifismo pacioso e buonista ha dimostrato nel periodo dell’opposizione alla guerra in Iraq, ed in Afghanistan prima, di non riuscire a cambiare nulla. Senza possibilità di incidere ad alcun serio livello. Le bandiere per la pace - anch’io ho messo la mia al balcone di casa, ai figli piace questa estetica della bontà – scolorite, inutilmente svolazzanti. Bush e soci, con il nostro Berlusconi accodato, hanno fatto lo stesso quello che avevano preventivato. Le bandiere servono a ben poco, sono quel che sono, pezzi di stoffa colorati. Ma tant’è. Dopo mesi di guerra, dopo morti e scombussolamenti planetari, ecco che ancora si viene stuzzicati con un prodotto musicale sulla stessa linea. Acquisto inutile e per di più artisticamente sgonfio. Una serie di banali parole di pace, di molti cantanti e uomini di spettacolo. La foto di copertina è quella scattata da un satellite, per radio Popolare di Milano, ad una manifestazione, come al solito oceanica, riuscita e politicamente sterile, che ha raccolto in un luogo di Milano, il 15 febbraio 2003, decine di migliaia di milanesi che hanno composto, assieme, il logo della pace – fate l’amore e non la guerra. Il ricavato della fatica mediatica andrà naturalmente ad Emergency e al Tavolo di solidarietà, così, tanto per non essere faziosi.
Tre domande:
- perché Emergency non apre un ospedale in Basilicata, od in Calabria, tanto per sottolineare gli aspetti deleteri dell’assistenza sanitaria meridionale nel nostro paese? Occorre proprio andare alla fine del mondo per curare qualcuno. Certo qui non ci sono né guerre, come in Afghanistan, o mine nel terreno. Ma almeno i guai che la mafia porta alle popolazioni meridionali anche nel campo dell’assistenza sanitaria, che l’ignoranza professionale sfornata da troppe università-esaminifici aiuta ad ingrandire, e che la corruzione ai diversi livello ingrandisce ancora di più, non sono inezie. Tutte situazioni aggravanti che spingono a morire di più in meridione per inezie. Studi seri sulla incidenza di queste ed altre variabili non ne conosco: quanto incidono quantitativamente?
- occorreva proprio mettere nel gruppo dei canterini anche gli Skiantos? assolutamente stonati? Andava almeno salvaguardato un livello di decenza armonica per le orecchie?
- perché Lella Costa, che chiude con tanta passione la rassegna, recitando un lungo brano, non la smette di apparire anche sulle reti Mediaset, così come ha fatto in passato recente, non so ora, dichiarando a chiare lettere che lei alla televisione di Berlusconi non metterà più piede e che si pente per averlo messo in passato? Altri frequentatori della corte del Berlusca lo hanno fatto recentemente. Per esempio Giorgio Bocca, che non pubblica più con la Mondadori.
Insomma la filosofia dell’operazione non fa nient’altro che mettere in mostra la roboante retorica paciosa della sinistra della bontà, che tanto più in là non riesce ad andare. E questo è il massimo che abbiamo davanti. In fondo anch’io l’ho acquistato. Ma prometto lo regalo subito ad un amico molto più buono di me.
PS. In cauda venenum
Tra i nomi che appoggiano l’iniziativa, gli sponsor insomma, oltre a quelli
soliti, Comuni di sinistra e sindacato CGIL, vi sono aziende ed imprese varie,
tra le quali il Gruppo Marcegaglia. Capitalisti uniti contro la guerra.