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L'Avana. 7 Maggio 2003
Serrare le fila di fronte alla dottrina Monroe su scala planetaria
Maria Julia Mayoral
Gli Stati Uniti vogliono estendere la dottrina Monroe in tutto il mondo come stanno già facendo da due secoli in America Latina e per ottenerlo non permettono ad altri paesi di divenire loro concorrenti da un punto di vista economico e militare, ha sostenuto il noto teorico marxista Samir Amir.
Questo
famoso intellettuale del Senegal ha dichiarato che la militarizzazione del
sistema capitalista attuale non è pura casualità: Bush ha questa tendenza
perchè è il risultato di una situazione obiettiva del capitalismo.
Non va dimenticato che l’imperialismo attuale è come un insieme - un collettivo - anche se i vantaggi di comparazione li hanno gli Stati Uniti. In questo sistema collettivo gli USA possiedono, soprattutto dopo la scomparsa della ex URSS, il potere militare che nessuna potenza aveva mai avuto; partendo da questo potere si vuole assicurare la prevalenza in tutti gli altri settori.
Cercano di dominare il pianeta per esclusivo beneficio del capitalismo monopolista statunitense e questo corrisponde alle concezioni di Hitler. Vogliono fare il gioco dell’economia liberale della libera concorrenza nei mercati ma prima vogliono cambiare l’equilibrio delle forze a loro favore con interventi militari. La classe dominante nordamericana ha selezionato il Medio Oriente per cominciare questa guerra permanente, ha dichiarato a G.l. lo specialista.
L’aggressione in Iraq - ha affermato - è solo un principio di una serie di guerre globali. Per ciò che riguarda l’America Latina l’obiettivo numero uno è la distruzione di Cuba. Tutto questo è un piano Hitleriano perfetto e quindi il nostro compito è costruire in tempo un vasto fronte per combattere queste ansie imperialiste.
Solo se riusciamo a contenere i piani espansionisti e neofascisti degli Stati Uniti potremo considerare poi le forme e i modi per approfondire la democrazia e il progresso sociale.
Esistono crescenti lotte socio - politiche espresse da movimenti come il Foro Sociale Mondiale, che devono però superare le frammentazioni, le posizioni di difesa. Dobbiamo essere più uniti perché stiamo affrontando lo stesso nemico, anche se in condizioni differenti. Dobbiamo far convergere i movimenti politici e sociali nel rispetto delle differenze ideologiche, culturali, religiose e questo è il nostro compito.
È indispensabile - ha sottolineato – formare un fronte comune contro l’egemonia nordamericana e per questo dobbiamo approfittare di tutti gli spazi, includendo i più piccoli, perché la gente deve comprendere che non si può lottare contro il neo liberalismo e i suoi effetti sociali, negativi e dannosi, senza prima sconfiggere il progetto militare egemonico degli Stati Uniti.