MOVIMENTO DEI NUOVI PARTIGIANI DELLA PACE
Continuiamo la mobilitazione contro l’occupazione militare dell’Iraq e contro le nuove minacce d’aggressione ad altri paesi da parte dell’Amministrazione Bush
La guerra d’aggressione scatenata dall’imperialismo statunitense e britannico, in aperta violazione del diritto internazionale e della volontà dell’ONU, si è abbattuta sul popolo iracheno con tutto il suo carico di morte e distruzione.
Le bombe e i missili “intelligenti” hanno colpito case, ospedali, mercati, scuole, acquedotti: “danni collaterali” per certa propaganda in Occidente, crimini contro l’umanità (come quelli compiuti quattro anni prima a Belgrado, Novi Sad, Pristina e in tutta la Jugoslavia) per le donne e gli uomini amanti della pace nel mondo che, a milioni, hanno manifestato contro la guerra.
L’uranio impoverito e le bombe a grappolo inesplose continueranno ad uccidere per molto tempo ancora, soprattutto i bambini.
Morte, distruzione, terrore, privazioni e sofferenze inimmaginabili, caos: ecco ciò che gli eserciti angloamericani hanno portato al popolo iracheno. Altro che libertà e democrazia!
Non vi può essere nessuna libertà per un popolo oppresso dall’occupazione militare, in condizioni di protettorato coloniale, ma solo sfruttamento, umiliazioni e saccheggio delle risorse. La liberazione e il riscatto del popolo iracheno non potranno che passare attraverso la strada della resistenza contro l’invasore, per il conseguimento dell’indipendenza e della sovranità nazionale. Solo così potrà essere sconfitto il disegno dell’imperialismo USA, mirato al controllo permanente di un’area di così grande importanza strategica, sotto ogni punto di vista.
Quale legittimità democratica può avere l’amministrazione “provvisoria”, a guida statunitense, che si sta instaurando in Iraq?
In realtà, essa non è altro che il “comitato d’affari” delle multinazionali statunitensi, che faranno “la parte del leone” nel settore petrolifero e nel business della ricostruzione.
Qualche briciola andrà agli alleati più fedeli, nulla dovrà andare ai paesi che hanno osato contrapporsi alla “dottrina Bush”.
E’, forse, per partecipare a questo banchetto, che il governo Berlusconi, dopo aver fornito sostegno politico e logistico agli USA (che continuano ad usare le proprie basi in Italia per violare in continuazione la nostra sovranità nazionale), si appresta a partecipare direttamente all’occupazione dell’Iraq, inviando migliaia di militari italiani?
Che dire allora della minaccia continua, da parte dei circoli più oltranzisti dell’imperialismo USA, contro la Siria, l’Iran, la Repubblica Popolare Democratica di Corea? E della volontà di risolvere, in pieno accordo con la destra israeliana che governa a Tel Aviv, la questione della Palestina con nuove umiliazioni per il suo popolo martoriato?
Anche nel nostro continente, dopo l’adesione alla NATO di numerosi stati dell’Europa orientale, ridotti al ruolo di “vassalli” degli USA, incombono minacce su quei paesi, come la Bielorussia, che ancora difendono ostinatamente il loro diritto all’autodeterminazione e ad un modello di società alternativo a quello neoliberista.
Ma, in un mondo nel quale ben 140 paesi devono subire, in varie forme, la presenza militare USA, l’attenzione dei “falchi” dell’Amministrazione Bush (questa volta assecondati da vari settori dell’Unione Europea) è rivolta, in particolare, contro Cuba, punto di riferimento essenziale della lotta di liberazione nel continente latinoamericano e di tutto il “terzo mondo”, che deve subire oggi il fuoco micidiale di una insidiosa guerra propagandistica, scatenata in nome della difesa dei “diritti umani”, che rischia, da un momento all’altro di trasformarsi nel micidiale pretesto per la “resa dei conti” definitiva con l’indomita isola caraibica.
Come si capisce da questi esempi, sono molte le ragioni per cui la straordinaria mobilitazione, che si è sviluppata in questi ultimi mesi contro la guerra, non deve fermarsi.
Essa deve invece continuare e ricevere nuovo impulso.
In questa lotta il MOVIMENTO DEI NUOVI PARTIGIANI DELLA PACE intende continuare a fare la sua parte.
NO AL PROTETTORATO COLONIALE USA DELL’IRAQ E SOSTEGNO ALLA RESISTENZA DEL POPOLO IRACHENO CONTRO L’OCCUPAZIONE DEL PAESE!
NO ALL’INVIO DI MILITARI ITALIANI IN IRAQ!
NO AL RICATTO DELLA PRESENZA MILITARE USA IN IRAQ, IN ITALIA E NEL RESTO DEL MONDO! INDIPENDENZA, DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE E ALLA SOVRANITA’ NAZIONALE PER TUTTI I POPOLI!
A FIANCO DI CUBA MINACCIATA DALL’IMPERIALISMO USA, SENZA SE E SENZA MA!
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