Comunicato della Rete dei Comunisti
giovedì 15 aprile 2004
Morire per Bagdad?
Il sequestro e la successiva uccisione di uno dei quattro mercenari italiani in
Iraq, conferma che lo scenario di guerra aperto dall'occupazione militare
anglo-americana, non può che peggiorare. Ritenere che una guerra concepita dai
suoi ispiratori statunitensi come "guerra totale", non possa che
mettere in moto processi di imbarbarimento, si rivela non solo una illusione ma
anche una totale mancanza di buonsenso.
Una illusione che trova conferma sullo scenario mediorientale nell'escalation
pianificata da Stati Uniti e Israele contro i palestinesi tesa all'annessione
di parte della Cisgiordania, scelta questa che non può che rendere inevitabile
la ripresa della resistenza palestinese contro l'occupazione coloniale
israeliana e l'inasprimento di un conflitto violento e generalizzato in Medio
Oriente.
La rivelazione che in Iraq operano migliaia di mercenari armati (tra cui anche
italiani) che affiancano le truppe di occupazione, sposta completamente il
piano dei problemi, rendendo le considerazioni morali strumentali e contenenti
una buona dose di ipocrisia.
I fatti che si sono susseguiti nelle ultime due settimane, confermano l'urgenza
e la centralità della battaglia tesa a far rientrare immediatamente il
contingente militare ma anche le imprese italiane e i "soldati di
ventura" che le proteggono. Continuare a rendersi complici
dell'occupazione e rimanere ancora in Iraq con i soldati, gli imprenditori, i
mercenari è una contraddizione che neanche l'accordo bipartizan tra l'Ulivo
"triciclato" e il governo delle destre può reggere ancora a lungo.
Fuori subito le truppe, le imprese e i
mercenari italiani dall'Iraq
Fine dell'occupazione israeliana della Palestina.
Pace con giustizia per il Medio Oriente
Roma, 15 aprile
Rete dei Comunisti