www.resistenze.org - osservatorio - lotta per la pace - 18-07-05

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Via dall’Iraq subito! L’unica sicurezza e’ il ritiro

 

Con gli attentati di Londra la guerra è di nuovo entrata drammaticamente nella vita quotidiana delle popolazioni di quegli Stati che partecipano alla guerra preventiva, all'occupazione e all'oppressione di altri popoli. Dopo gli attentati dell'11 marzo, a Madrid la gente scese in piazza con uno striscione chiaro e coraggioso: "Nostri sono i morti, vostra è la guerra". Quella parola d'ordine è stata la lapide di un governo reazionario e filo USA come quello Aznar che aveva voluto a tutti i costi essere parte della coalizione politico-militare che aveva invaso illegalmente l'Iraq in contrasto con la volontà della maggioranza della popolazione.

E' tempo che anche il governo Berlusconi sia costretto a prendere questa decisione. La maggioranza sociale del nostro paese vuole che le truppe italiane in Iraq vengano ritirate e che l'Italia venga sottratta alla guerra e alle sue conseguenze. Il governo - al contrario - tenta di gestire il coinvolgimento dell'Italia nella guerra e nell'occupazione di Iraq e Afghanistan come normale amministrazione, potendo contare sulla riluttanza della gran parte dell'opposizione ad ingaggiare una seria battaglia per il ritiro delle truppe. Gli attentati di Londra dimostrano al governo e all’opposizione che non c'è più molto tempo per prendere la decisione giusta: ritirare le truppe dall'Iraq e mettere fine alla complicità dell'Italia con la guerra. L’unica exit strategy possibile dal pantano irakeno è il ritiro immediato di tutte le truppe straniere, senza rinvii o escamotage come ad esempio quelli prefigurati da chi pensa ad una copertura da parte dell’Onu.


Le conseguenze delle scelte sbagliate dei governi guerrafondai sono state estremamente drammatiche per i cittadini iracheni, oltre che per quelli di Madrid e Londra. Ma domani potrebbero diventarle anche per i cittadini italiani.

Occorre agire subito, prima che l’Italia divenga il bersaglio del terrore e prima che in nome della “sicurezza” e della lotta al terrorismo vengano ulteriormente ristretti gli spazi di libertà e di agibilità democratica attraverso leggi speciali liberticide. Le misure annunciate dal Ministro Pisanu prefigurano uno “stato di pubblica sicurezza” che già si sta scatenando contro i movimenti di lotta e gli immigrati. Ancora più importanza assume oggi la battaglia per la chiusura dei cosiddetti CPT.


Per questo proponiamo a tutte le forze che si oppongono alla guerra e all’occupazione dell’Iraq di mobilitarsi martedì 19 luglio, in concomitanza con la discussione in Parlamento del decreto di rifinanziamento della missione militare italiana. Proponiamo per la mattina un incontro con i capigruppo del centrosinistra per ribadire le richieste del movimento contro la guerra, e una manifestazione sit-in sotto la Camera dei Deputati nel pomeriggio (ulteriori dettagli sull’orario verranno forniti non appena sarà reso pubblico il calendario parlamentare)

 

Comitato nazionale per il ritiro dei militari italiani dall’Iraq, Federazione Nazionale delle Rappresentanze Sindacali di Base – CUB, Confederazione Cobas, Radio Città Aperta, Rete dei Comunisti, “Essere comunisti” – Partito della Rifondazione Comunista, Red Link, Action, Partito dei Comunisti Italiani, FGCI, Forum contro la guerra, Associazione Argon Bloggersperlapace, Rete Artisti contro le guerre, Gino Barsella, Adriana Spera (Consigliera Capitolina PRC e Presidente V CCP), Claudio Ortale (Direttivo CUB LAZIO e Presidente BKP Roma), Lotta per il Socialismo - CWI, Comitato “Con la Palestina nel cuore”, Forum Palestina, Ettore Davoli, Laboratorio di Resistenza alla guerra (Roma), Sinistra Critica - Area Programmatica del PRC.




 

LA PACE E' L'UNICA SICUREZZA
CAMPAGNA DELLA RETE DEI MOVIMENTI CONTRO LA GUERRA

LA PACE E' L'UNICA SICUREZZA


Questa volta è toccato a Londra.

La popolazione londinese, colpita da atti criminali che non hanno giustificazione alcuna, ha subito morte, orrore, paura.

Siamo al loro fianco, esprimiamo loro tutta la nostra solidarietà.

Siamo tutti vittime di una guerra globale contro l'umanità che ogni giorno, spesso nell'indifferenza generale, colpisce tante comunità umane in tutto il mondo.

È una guerra fra potenti. È combattuta dagli interessi forti che tirano le fila dell'ingiustizia e dello sfruttamento, dagli stati che fanno le guerre, dalle organizzazioni che, per competere con essi, utilizzano strategie terroristiche.

La guerra è loro. Nostri sono i morti innocenti, le vittime civili. Alla guerra globale bisogna reagire, se vogliamo assicurare a noi stessi e al mondo un futuro.

Quattro anni di guerra condotta in nome della lotta al terrorismo, oltre a seminare distruzione, hanno aumentato in modo gigantesco l'insicurezza, la destabilizzazione, i pericoli in tutto il pianeta. Lungi dall'averli diminuiti, la guerra ha

alimentato gli attacchi terroristici.

Bisogna cambiare radicalmente strada, prima che sia troppo tardi.Sottrarsi al circolo vizioso nel quale guerra genera guerra e terrore è l'unica possibilità per garantire sicurezza a tutte e a tutti.

Bisogna opporsi alla costruzione di un mondo armato, di società e di economie di guerra.

Bisogna portare subito l'Italia fuori dal sistema della guerra.

Le grandi e pacifiche manifestazioni ad Edimburgo hanno ancora una volta mostrato la volontà di lottare per una giustizia globale: questa lotta è possibile e necessaria.

È possibile e necessario ritirare immediatamente le nostre truppe dall'Iraq, finirla con il riarmo, l'esportazione di armi e l'aumento delle spese militari, smantellare subito le basi militari straniere, ripulire il nostro territorio dalle

armi nucleari e di distruzione di massa, avviare una politica estera di pace che obbedisca al dettato costituzionale: "L'Italia ripudia la guerra".

È possibile e necessario impegnarsi per la giustizia globale, ricercare la convivenza, combattere la discriminazione e il razzismo, mettere al bando l'islamofobia, chiudere i cosiddetti Centri di Permanenza Temporanea e accogliere i migranti.

È possibile e necessario affermare diritti, costruire giustizia sociale ed eguaglianza, innovare ed estendere la democrazia fondata sulla partecipazione.

Le scelte del governo italiano, confermate dalle prime reazioni all'attentato di Londra, vanno nella direzione opposta. Il governo conferma la partecipazione alla guerra, alimenta l'intolleranza, aumenta la stretta contro gli immigrati, contro i musulmani, contro le lotte sociali. Annuncia il futuro ritiro di soli trecento soldati dall'Iraq ma si appresta a prendere il comando delle forze Nato in Afghanistan.

Questa politica espone il nostro paese e noi tutti a gravi pericoli. Il Governo stesso annuncia che siamo un paese fortemente a rischio. Gioca la carta della paura per puntellare le sue scelte di guerra.

Bisogna fermarli.

E possiamo fermarli con la mobilitazione popolare che il nostro paese in tante occasioni è stata in grado di esprimere e che ha diffuso un'altra coscienza, un'altra cultura, l'urgenza di un'altra politica.

C'è bisogno di una reale alternativa, non di unità nazionale con chi ci ha spinto sull'orlo del baratro.

Invitiamo tutti e tutte a costruire insieme una grande campagna, fatta di iniziative, azioni, riflessione e dibattito perché la paura non produca rassegnazione, ma voglia di ribellarsi e di cambiare.

diritti e convivenza, disarmo e giustizia globale


per adesioni:
adesioni@unmondodiverso.it


prime adesioni:

Attac Italia, Arci, Fiom, Forum del Teatro, Carta, Tavolo Migranti, Rifondazione Comunista, Giovani Comunisti, Brescia Social Forum, Laboratorio Politico -L'Aquila, "ESSERE COMUNISTI" - Partito della Rifondazione comunista, Marcia Mondiale delle Donne, Terres des Hommes, Associazione per la pace, Forum contro la Guerra, Punto Rosso - Forum Mondiale delle Alternative, Bastaguerra, Transform Italia, Associazione Obiettori Nonviolenti, Forum Sociale Ponente Genovese, Un ponte per, Agenzia per la pace - Chiavenna, Sinistra Critica, Forum Ambientalista, Gruppo Bastaguerre Milano, Coordinamento Italiano a sostegno di RAWA, Unione degli Studenti, Unione degli Universitari, Firenze Social Forum, Forum delle Reti e dei Movimenti Toscani, Fermiamo la Guerra - Comitato Firenze, Rete Lilliput - GlT Nonviolenza e Conflitti, Circolo PRC "A. Gramsci" - Trieste, Campagna Italiana di Solidarietà con AIC di Gerusalemme, Rete Antirazzista Catanese, Giovani Comunisti - Verona, Fiom Roma Sud, Traduttori per la pace, Confederazione COBAS, Rete Nazionale Artisti contro le Guerre, Associazione Aprile, Legambiente, Associazione "Tina Modotti" Trieste, Donne in Nero - Roma, Affi, Circolo Hilda Guevara Associazione Nazionale di Amicizia Italia - Cuba Trieste, Guerre e Pace, Sin - Cobas