da:
"Confcobas Pisa" <confcobaspisa@inwind.it>
25/07/05
Appello per la mobilitazione dell’11 settembre contro la guerra e per la chiusura della base di Camp Darby
La situazione internazionale, legata in generale alla guerra di aggressione permanente contro i popoli mediorientali ed in particolare all’occupazione di Palestina ed dell’Irak, diventa di settimana in settimana più tragica: gli scenari bellici, a partire dall’Irak, sono ormai incontrollabili e diventa di giorno in giorno più palese che l’aggressione ai popoli è strumento indispensabile per chi persegue l’obiettivo del controllo del petrolio e dei principali corridoi per gli oleodotti.
La guerra non risparmia più neppure l’Europa: dopo Madrid, anche Londra è stata colpita e si va diffondendo la certezza (fomentata dal Governo, quasi che se lo augurasse per poter meglio giustificare la “lotta al terrorismo” e la permanenza dei soldati italiani in Irak) che presto sarà colpita anche l’Italia.
Intanto, gli effetti devastanti dello stato di guerra - in cui di fatto
stiamo affondando - si stanno moltiplicando anche nelle nostre città, in
cui si diffonde l’insicurezza derivante dal rischio ormai non più teorico di
attentati, che si aggiunge ai costi della guerra pagati dai lavoratori e dalle
classi popolari con i tagli al salario, alle pensioni e ai servizi sociali
essenziali (sanità trasporti, scuola). Le devastanti conseguenze sociali hanno
l’effetto di far crescere la xenofobia e le proposte anticostituzionali dei
vari partiti d’ordine, da sempre nemici della democrazia e dei lavoratori.
In questa situazione occorre un rilancio del movimento contro la guerra, per non restare paralizzati dalla paura che immobilizza donne e uomini e fa arretrare le stesse lotte dei lavoratori.
purtroppo, il movimento contro la guerra sconta le mille contraddizioni delle molte organizzazioni sociali, associative, sindacali e politiche che lo compongono o lo accompagnano (spesso più per controllarlo che per sostenerlo): il prossimo appuntamento dell’11 settembre potrà diventare un nuovo inizio per rilanciare il movimento e fare superare le divisioni che, se mantenute, indeboliranno ulteriormente la capacità di comunicare le ragioni della pace e soprattutto di mantenere quel consenso generale e diffuso perché alla disgraziata avventura in Irak si ponga fine il più presto possibile, senza ulteriori rinvii e con posizioni nette e chiare contro l’occupazione.
Per incoraggiare questo rilancio, è stata lanciata per il prossimo 11
settembre una proposta di mobilitazione nazionale articolata territorialmente
con iniziative davanti alle basi militari USA e NATO presenti su tutto il
territorio dalla Sardegna alla Puglia, dal Veneto alla Toscana, dalla
Campania alla Sicilia. L’opposizione
e la mobilitazione contro le basi è finalmente diventata una delle campagne
fondamentali che a Porto Alegre il Forum Mondiale ha inserito nella sua
piattaforma, individuandole come struttura permanente sui territori che
consente al sistema-guerra di ramificare le aggressioni pianificate nelle
centrali politico-militari dell’Occidente/Nord del mondo; la presenza delle
basi rappresenta inoltre, oltre che un pericolo reale alla salute, all’ambiente
e alla sicurezza, una ferita aperta contro la sovranità e la volontà delle
stesse popolazioni che sono costrette a convivere con le basi, imposte con
trattati segreti di cui occorre rivendicarne la pubblicizzazione come primo
atto per sensibilizzare i cittadini. Il nostro impegno nelle varie iniziative e
percorsi - dal Comitato per lo smantellamento e la riconversione di Camp
Darby al Camping Darby 2005, fino al Convegno Terre di pace –
è dunque teso a promuovere il confronto più ampio e nello stesso tempo coerente
tra le diverse sensibilità e prospettive presenti nel movimento, con
l’obiettivo di fare della questione delle basi uno degli assi portanti della
lotta contro la guerra.
Crediamo peraltro che sia necessario il massimo di sforzo per promuovere la
partecipazione più ampia possibile: come Cobas siamo pertanto impegnati a
rilanciare la mobilitazione contro la guerra a livello nazionale,
internazionale e territoriale, e crediamo che l’11 settembre occorra costruire
una grande mobilitazione davanti alla base militare USAR di Camp Darby a cui
partecipino tutte le forze impegnate a ribadire il NO senza se e senza ma
alle guerre di aggressione e alle occupazioni militari (come alle
colonizzazioni speculativo-finanziarie).
Lanciamo dunque un appello perché ai primi di settembre (indichiamo una
data orientativa per martedì 6 settembre presso Circolo Utopia) si costruisca
una riunione/assemblea cittadina, se non regionale, in vista della scadenza
dell’11 settembre.
Invitiamo tutti i pacifisti, i settori di movimento, le forze sociali, associative, sindacali e politiche a partecipare e a portare il proprio contributo per rilanciare sul nostro territorio la mobilitazione contro la guerra, contro la presenza di Camp Darby e contro tutte le basi militari USA/NATO sul territorio italiano.
RITIRO IMMEDIATO DALL’IRAK
PER LA CHIUSURA DI CAMP DARBY E DELLE BASI USA/NATO
SOLIDARIETA’ A TUTTE LE VITTIME CIVILI DELLA GUERRA
E DEGLI ATTENTATI
RICONOSCIMENTO ALL’AUTODETERMINAZIONE E AL DIRITTO DEI POPOLI A RESISTERE