Fermiamo la guerra all'Iran prima che inizi
su stessa fonte del 21/02/2006
Nel mentre la discussione nostrana
vede tanti disquisire, come č successo anche a Firenze, se il movimento contro
la guerra deve prendere le distanze dal nucleare iraniano, facendo finta di non
capire cosa si sta preparando realmente, dagli Usa giunge un segnale
incoraggiante. Non pare che i promotori di tale appello siano ascrivibili alla
nuova categoria, inventata dai nostri media, dei filoislamici o dei
filoterroristi per principio, meno ancora ai rivoluzionari comunisti, eppure
vanno subito al sodo della questione, denunciando la campagna mediatica creata
dal Pentagono e dall'amministrazione Usa, stavolta in buona compagnia delle
cancellerie europee (ma non avevano queste un dna pacifista, non erano le
naturali interlocutrici del movimento contro la guerra?).
Qui si stanno preparando le condizioni per una nuova aggressione (come
giustamente viene definita quella irachena e non pudicamente guerra come
continuano a fare molti equidistanti) di caratteristiche molto pių gravi di
quelle a cui abbiamo assistito in Afghanistan ed in Iraq. E' per tale motivo
che si sta montando la campagna contro le presunte armi atomiche dell'Iran, che
si sta rinfocolando la campagna islamofobica a cui in tanti stanno dando il
proprio contributo, anche quando non assumono gli atteggiamenti sguaiati di un
Calderoli. Come si dice giustamente nella dichiarazione ci si prepara ad utilizzare
armi atomiche, queste vere e reali contro il popolo iraniano.
Il compito del movimento contro la guerra č quello di denunciare nettamente
tale campagna e cercare di contrastarla in tutti i modi possibili.
Cerchiamo di non ripetere ancora una volta i teatrini a cui abbiamo assistito
nella vicenda irachena, secondo cui l'obiettivo di buttare gių Saddam era
encomiabile, se non fosse stato per i metodi un poco brutali utilizzati dalla
coalizione occidentale.......
A cominciare dalla preparazione del 18 marzo e nella manifestazione stessa il
tema della campagna islamofobica e la nuova aggressione che si va preparando
all'Iran deve essere al centro dell'agenda del movimento senza se e senza ma.
* Campagna Fermare la guerra all'Iran
Unisciti al vescovo Thomas Gumbleton, Howard Zinn, Harold Pinter, al vescovo
Filipe C. Teixeira, George Galloway, Ramsey Clark, Tony Benn, e altri in una
Campagna Internazionale per fermare la Guerra all'Iran prima che essa inizi!
www.StopWarOnIran.org
Fermare la Guerra all'Iran prima che essa inizi!